
(METEOGIORNALE.IT) Si è appena conclusa la prima settimana di Maggio e i prossimi saranno giorni decisamente turbolenti. Le condizioni meteo climatiche cambieranno da un giorno all’altro, vi saranno regioni dove il caldo si farà già sentire ed altre dove a farsi largo a spallate saranno piogge e soprattutto intensi temporali
Dinamicità che, lo ricordiamo, è assolutamente contemplata dalla varianza primaverile. Le tante condizioni meteo osservabili in questo periodo contemplano, vuoi o non vuoi, tanto i primi accenni di caldo quanto le ultime sfuriate cicloniche. Che poi non è detto siano per forza le ultime, spesse volte – in passato – è capitato di dover commentare mesi di Giugno tutt’altro che estivi. O comunque non del tutto.
Ed allora ci si domanda: quand’è che arriverà l’Estate? Bene, per rispondere al quesito dobbiamo partire da un presupposto: eravamo abituati male. O bene, a seconda dei punti di vista. Sì, perché negli ultimi anni – per non dire negli ultimi decenni – la stagione estiva era in grado di anticipare i tempi.
Superfluo citare il caso del Maggio 2003, sarebbe troppo facile. Diciamo che nell’ultimo ventennio, o giù di lì, i mesi di Maggio dai connotati pienamente estivi sono stati tanti. Eppure abbiamo avuto anche mesi di Maggio particolarmente turbolenti, addirittura estremamente piovosi o ancor peggio alluvionali.
E’ evidente, ricollegandoci al concetto di varianza stagionale, che si sta parlando di un mese primaverile. Un mese durante il quale le dinamiche atmosferiche puntano sì verso l’Estate – quindi verso il consolidamento delle Alte Pressioni – ma allo stesso tempo possono risentire – più o meno pesantemente – di quanto accaduto sia agli esordi della Primavera sia alla fine dell’Inverno.
Quest’anno, ad esempio, abbiamo commentato uno split del Vortice Polare particolarmente tardivo. Quest’anno, ad esempio, abbiamo dovuto sottostare alle influenze de La Nina. Elementi che, piaccia o non piaccia, stanno avendo tutt’ora strascichi importanti. Non dobbiamo stupirci, quindi, se il quadro meteo climatico è ancora estremamente mutevole.
E’ giusto che sia così, è giusto che la Primavera rispetti le consegne. Stiamo pur sempre parlando di una stagione “di mezzo”, durante la quale possono verificarsi una miriade di configurazioni bariche. Non è un caso, ad esempio, che nei prossimi giorni possa far caldo – molto caldo – al Sud Italia mentre nelle altre regioni ci si debba scontrare col maltempo.
E’ fisiologico, c’è poco da fare. Statisticamente le prime regioni a ricevere l’Estate sono quelle del Sud e le due Isole Maggiori, a seguire – con tempistiche più o meno dilatate – tutte le altre. Vero è che ogni anno fa storia a sé, ma se esistono le statistiche un motivo ci sarà. O no?
Ciò detto il 2026 si sta rivelando un anno estremamente interessante, quel che emerge evidente è la dinamicità atmosferica che già in Inverno ha fatto sì che in varie parti d’Italia piovesse a dirotto. Come non succedeva da oltre 50 anni. Ora però siamo in attesa di un cambio di pattern, stiamo aspettando che El Nino possa prendere il sopravvento e chissà, magari da un momento all’altro ci ritroveremo in piena Estate.
Chissà, magari tra qualche mese si starà parlando – tanto per cambiare – dell’Estate più calda di sempre. O chissà, magari si parlerà dell’Estate più normale degli ultimi 20 anni. La risposta, ovviamente, non la conosciamo ma non temete, la bella stagione è ormai alle porte e confidiamo sul fatto che sarà in grado di accontentare un po’ tutti. (METEOGIORNALE.IT)