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Anche i forecasts ultimi, di quest’oggi, un po’ da parte di tutti i centri di calcolo, continuano a prospettare un flusso umido oceanico piuttosto persistente per almeno i prossimi 10 giorni se non anche più.

La circolazione sul comparto euro-atlantico, oramai, ha preso una​ piega zonale quasi irrefrenabile, almeno nel medio-lungo termine, per via di un continuo dilagare di aria fredda artica dal settore statunitense orientale verso anche le aree centrali oceanici. Nella sostanza, la poderosa saccatura artica in azione da giorni sul Centro Est degli Stati Uniti con apporto di gelo storico che irromperà in maniera possente, proprio nel corso del fine settimana prossimo, fino alla Florida,  si riverserà pesantemente anche in Atlantico, dove, scontrandosi con aria calda preesistente, continuerà ad alimentare una ampia depressione su Centro Est Oceano.

 

Dunque, non ci sono speranze per chiusura della porta atlantica e umida per molti giorni a seguire ancora: stando ai forecasts, flusso umido prevalente almeno per tutta la prima decade di febbraio e forse anche più.

Circa le sorti per la nostra Italia, tra oggi e domani, quindi in questo finale di gennaio, ma anche per i primi 2 giorni di febbraio, si avrà una certa meridianizzazione della manovra, con flusso oceanico meno diretto, grazie a un flebile, occasionale promontorio iberico che si opporrà.

 

Dunque, sarà attivo un moderato cavo settentrionale che continuerà a portare una certa instabilità soprattutto sul basso Tirreno, sulla Calabria, sulle due isole maggiori, localmente e a fasi alterne sul resto del Sud, Campania, Lucania, Puglia; iniziale instabilità anche su Toscana, poi qui meglio, e instabilità irregolare verso il medio Adriatico nel fine settimana imminente.

Nord e alcuni settori interni del Centro, tra Lazio e Ovest Abruzzo, fuori dall’instabilità per una minore esposizione alle correnti portanti.

 

In questa fase, fino ai primi di febbraio, si avrà anche un campo termico mediamente più freddino, niente di significativo, ma parametri un po’ più allineati a quelli tipici del periodo e anche con diffuse gelate notturne e mattutine al Nord e sulle aree interne centro-meridionali, lì dove i cieli saranno più sereni.

Questa azione più meridiana, però, sarò destinata a durare poco, poichè già dal pomeriggio-sera del 2 febbraio, il flusso umido atlantico tornerà a insidiare il Nord e l’alto Tirreno, con invio di primi fronti instabili.

 

Sarà l’inizio di un’altra fase instabile o a tratti anche perturbata oceanica, via via in estensione dal Nord Italia verso tutte le regioni, nel corso della prima settimana e poi decade di febbraio.

Un rilievo merita l’approccio iniziale del peggioramento al Nord, appunto tra lunedì prossimo 2 sera e poi verso martedì 3, poichè i fronti umidi in arrivo su questo settore, specie al Nordovest, si scontreranno con moderata aria fredda presente nei bassi strati, quindi per diverse ore ci saranno occasioni per nevicate fino a bassa quota o persino localmente al piano tra Centro Sud Piemonte e Ovest Lombardia; neve collinare o bassa anche su Alpi.

 

Sul resto d’Italia, però, incalzeranno venti miti sud-occidentali, con progressivo peggioramento diffuso anche qui, ma temperature in deciso aumento. Poi, l’aria mite oceanica prevarrà anche al Nord, già dal 4 febbraio, quindi piogge anche lì.

Dal 4 e per tutta la seconda decade, prevarrà il flusso mite oceanico con piogge ricorrenti e neve sui monti. C’è, però, una svolta in prospettiva e essa è stata inquadrata per la seconda decade di febbraio, più probabilmente dal 12/13 e verso metà mese.

 

Per quella fase, il travaso freddo da Terranova verso l’Oceano atlantico centrale è dato in attenuazione e, con esso, sono date in attenuazione anche le vorticità su Atlantico centro orientali; nel contempo, le indicazioni stagionali prospettano una forza del Vortice Polare in ulteriore collasso, AO/NAO fortemente negativi, e una significativa frenata al flusso zonale.

Dunque, ci sono, nei forecasts, tutti gli elementi per una quadro circolatorio euro-atlantico, computante un crescente blocco alla circolazione oceanica, per via di alta pressione meridiana su Est Atlantico e, di contro, saccatura artica verso l’Europa centro orientale con asse ben predisposto anche verso l’Italia, alla stregua della simulazione rappresentata nell’immagine di copertina.

Allo stato attuale di dati la fase intorno a San Valentino, giorno più, giorno meno, potrà essere quella per una svolta alla circolazione, via via con più freddo, nonchè con maggiore probabilità di neve medio-bassa o bassa anche verso le nostre regioni italiane, verosimilmente da Nord a Sud. Monitoreremo costantemente questa evoluzione con aggiornamenti continui nelle nostre rubriche nel medio e lungo termine. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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