Il meteo della terza settimana di giugno si fa incandescente non solo per le temperature, ma anche per i potenziali sviluppi instabili all’orizzonte.
L’anticiclone africano, dopo aver infuocato l’Italia con picchi termici diffusamente superiori alle medie stagionali, sembra destinato a subire un attacco deciso da parte dell’Atlantico. A partire dal weekend, infatti, le ultime elaborazioni modellistiche, in particolare quelle del modello europeo ECMWF, mostrano l’ingresso di un cuneo azzorriano, capace di rompere l’egemonia subtropicale e aprire la strada a infiltrazioni più fresche e instabili.
Il passaggio chiave si osserva alla quota di 500 hPa, dove il promontorio nordafricano viene gradualmente scalzato, lasciando spazio a una dinamica decisamente più complessa. Il cuneo delle Azzorre, sfruttando il ponte anticiclonico ancora attivo tra Penisola Iberica ed Europa centrale, si insinua verso il cuore del Continente. Sul suo bordo orientale, correnti più temperate riescono a lambire anche il nostro Paese, portando un primo, sensibile calo termico tra il 16 e il 18 giugno, in primis sul Nord-Est, per poi estendersi gradualmente al resto della penisola.
Ma ciò che desta maggiori preoccupazioni è il possibile affondo di una goccia fredda in quota, un nucleo di aria fredda e instabile in grado di generare forti contrasti termici. Secondo alcuni scenari modellistici, questa depressione potrebbe isolarsi (cut-off) e riuscire a penetrare nel Mediterraneo centrale tra domenica e lunedì. Una volta giunta sul basso Tirreno, potrebbe stazionare in prossimità delle nostre Isole Maggiori, innescando una fase instabile da momitorare. In un contesto in cui i mari sono già ben più caldi della norma (un serbatoio di energia pronto a sfogarsi), l’interazione con la goccia fredda potrebbe risultare esplosiva.
Nonostante l’elevata incertezza nella localizzazione precisa del minimo in quota, il rischio di temporali intensi, con fenomeni violenti e localizzati, è concreto. Le aree più esposte sembrano essere le Alpi, il Nord-Est, l’Emilia-Romagna e i settori adriatici, dove i contrasti tra masse d’aria saranno più marcati.
Il meteo, insomma, potrebbe diventare protagonista di un’improvvisa svolta instabile proprio sul finire di un’ondata di calore. Resta fondamentale seguire gli aggiornamenti, perché quando l’atmosfera è così carica e dinamica, basta poco per passare dalla quiete al caos.
Ci ritorneremo.