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Nei prossimi giorni capiterร un poโ di tutto nel meteo. Abbiamo sulle teste unโinsidiosa incursione di aria fredda in quota, un nucleo instabile che proverร a penetrare il dominio dellโAnticiclone africano. Si tratterร di una cosiddetta โgoccia freddaโ, ossia una porzione dโaria molto piรน fresca rispetto al contesto circostante, collocata a quote medio-alte dellโatmosfera. Questo tipo di struttura ciclonica รจ noto per innescare instabilitร marcate, capaci di scatenare temporali anche di forte intensitร , innescati dalla notevole differenza termica tra lโaria in quota e quella nei bassi strati.
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Un Anticiclone bucato, ma solo parzialmente
Sebbene il potere dellโAnticiclone africano resti dominante su gran parte del bacino del Mediterraneo, questo piccolo fronte instabile cercherร di insinuarsi soprattutto sulle regioni settentrionali italiane, dove la barriera anticiclonica si mostrerร lievemente piรน vulnerabile.
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Ma, come sempre accade, questa sorta di scontro atmosferico avrร natura transitoria: si prevede infatti che il break temporalesco duri poche ore o, al massimo, un paio di giorni. La struttura portante dellโAlta Pressione subtropicale tornerร velocemente a ristabilire il proprio dominio, ristabilendo condizioni tipicamente estive entro la seconda metร della settimana.
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Energia latente pronta a esplodere in temporali e grandinate
Nonostante la fugace incursione della goccia fredda, non si puรฒ ignorare il potenziale energetico presente sullโintero territorio nazionale. Lโaria calda e umida intrappolata nei bassi strati da giorni di sole cocente fornisce una miscela esplosiva, pronta a manifestarsi in fenomeni atmosferici intensi, anche estremi.
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Lโincontro tra questโenergia e lโarrivo dellโaria fresca in quota, connessa alla goccia fredda, potrebbe generare fenomeni meteo violenti, localizzati ma molto forti. Non si escludono nubifragi improvvisi, forti raffiche di vento, e grandinate di media o grossa dimensione, soprattutto dove si formeranno celle temporalesche autosostenute.
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I modelli previsionali evidenziano un quadro meteorologico fortemente irregolare, dove la natura localizzata dei fenomeni renderร molto complicata una previsione puntuale. Lโinstabilitร si muoverร in maniera casuale, dando luogo a una distribuzione irregolare dei temporali. Difficile quindi fare previsioni precise.
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Le regioni maggiormente esposte al rischio di temporali intensi
Secondo le elaborazioni aggiornate dai principali centri di calcolo meteorologico, lโarea maggiormente esposta a questi fenomeni meteo estremi sarร il Nord Italia. In particolare, tra la sera di Lunedรฌ 16 e la giornata di Martedรฌ 17, sono previste forti probabilitร di sviluppo temporalesco sulle seguenti regioni.
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Lombardia, dove le zone pedemontane e prealpine potrebbero vedere la nascita di celle temporalesche persistenti. Veneto, specialmente tra la pianura settentrionale e i rilievi delle Prealpi, dove la convergenza tra brezze di valle e aria piรน fresca potrebbe fornire il carburante ideale per la formazione di temporali autorigeneranti.
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Trentino Alto Adige, dove lโelevata orografia favorirร lo sviluppo verticale delle nubi, con possibili forti grandinate e precipitazioni concentrate. Friuli Venezia Giulia, una delle zone statisticamente piรน soggette a supercelle temporalesche, in grado di scaricare quantitร ingenti di pioggia in pochissimo tempo. Emilia Romagna, in particolare sul versante settentrionale e orientale, dove lโinterazione tra umiditร in risalita dal mare Adriatico e le infiltrazioni piรน fredde da nord potrebbe dar luogo a intense manifestazioni temporalesche.
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Estensione dellโinstabilitร verso Centro e Sud tra Martedรฌ e Mercoledรฌ
Dopo aver interessato le aree settentrionali, la perturbazione scivola verso Sud, raggiungendo anche parte del Centro Italia e successivamente il Meridione. Nella giornata di Martedรฌ 17 si prevede un coinvolgimento graduale di Toscana, Umbria e Marche, con fenomeni sparsi e generalmente localizzati nei rilievi ma in possibile estensione verso le zone interne e pianeggianti.
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Durante il Mercoledรฌ 18 lโinstabilitร potrebbe raggiungere anche il Molise, parte della Campania interna, e persino alcune aree dellโAppennino calabro-lucano, dove la forza del sole preesistente potrร contribuire a creare ulteriori focolai temporaleschi.
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Rimarchiamo bene il concetto. Anche in queste regioni i fenomeni saranno irregolari, talvolta circoscritti a pochi chilometri quadrati e quindi difficili da prevedere con precisione assoluta. Lโassenza di un sistema frontale ben definito e lโinterazione con lโorografia locale saranno i principali fattori meteo determinanti della distribuzione delle piogge.
