Proietti sostiene: si parla troppo poco di questo meteo estremo

Proietti sostiene: si parla troppo poco di questo meteo estremo

Catastrofismo? Nient’affatto!

Il peggioramento dei primi di Luglio

Oramai non è più eccezionale

Se ne parla poco nei notiziari. Stiamo vivendo un meteo assolutamente folle. Caldo perenne, di tanto in tanto stoppato da autentici mostri atmosferici, grandine grossa e alluvioni lampo. Giugno 2025 viaggia dritto verso il mese più rovente da quando si registrano i dati climatici nel nostro Paese. Le temperature medie nazionali hanno raggiunto livelli eccezionali, superando frequentemente i 38°C in numerose aree dell’Italia centrale e meridionale, con picchi prossimi ai 40°C nelle zone interne di Sicilia, Sardegna e Puglia.

Il paradosso climatico, divenuto ormai la nuova normalità, sembra non generare alcuna reazione seria da parte dei decisori istituzionali, se non un generico e disinteressato silenzio. In un quadro di stravolgimento climatico drammatico per l’intero bacino del Mediterraneo, la risposta dominante pare essere quella dell’inerzia. La noncuranza, il totale menefreghismo. C’è sempre qualche notizia più importante…

Le Estati mediterranee, un tempo segnate da temporali estivi capaci di dare almeno un breve sollievo, si stanno tramutando in stagioni afose e bollenti, con un cielo lattiginoso, il sole che cuoce la terra e nessun reale raffreddamento atmosferico, se non qualche ora di fresco sotto media.

Ormai è quasi retorico cercare di prevedere una vera “rottura” dell’ondata calda. Sembra piuttosto che l’intera stagione sia diventata una lunghissima fase di calore ininterrotto, che si rinnova e si intensifica, giorno dopo giorno, mese dopo mese. Il vero caldo finisce oramai nel mese di Settembre…

Catastrofismo? Nient’affatto!

Chi si occupa di divulgazione meteo e climatologica viene spesso accusato di catastrofismo, ma è impossibile ignorare che il clima che stiamo vivendo, ormai da diversi anni, sia il sintomo evidente di un cambiamento irreversibile e drammatico.

E se le voci critiche cercano di riportare l’attenzione su ciò che stiamo vivendo, vengono puntualmente ignorate o ridicolizzate. Mentre il caldo si intensifica, cresce la speranza in una possibile interruzione di questo dominio africano. E di fatti, nulla di nuovo: l’analisi dei modelli meteorologici a lungo termine mostra ancora una forte dominanza dell’Alta Pressione nordafricana, che blocca qualsiasi tentativo di penetrazione da parte di saccature atlantiche.

Il peggioramento dei primi di Luglio

In questo scenario, parlare di temporali come rimedio ormai risulta una speranza vana. I break temporaleschi, sempre più rari e brevi, quando arrivano sono spesso accompagnati da eventi estremi: nubifragi localizzati, grandinate distruttive e raffiche di vento improvvise, che non rinfrescano ma al contrario portano ulteriori danni e disagi. Non sono più i classici temporali estivi, ma autentiche bombe, che devastano tutto, solo per farci respirare qualche ora.

Ovviamente, non valgono le sensazioni ma i numeri. E i dati climatici e le tendenze degli ultimi dieci anni raccontano una storia ben diversa: le Estati mediterranee stanno perdendo le loro caratteristiche stagionali, diventando una prolungata stagione torrida, con picchi sempre più intensi e prolungati.

Nel frattempo, la pressione atmosferica continua a mantenersi elevata, consolidando l’azione dell’Anticiclone africano. Le mappe meteo mostrano una persistenza quasi ossessiva dell’Alta Pressione sopra l’area del Mar Tirreno, che agisce come una barriera impenetrabile per le perturbazioni atlantiche. Anche il Nord Italia, tradizionalmente più esposto alle incursioni fresche, continua a restare sotto l’effetto del caldo, con sole pieno, umidità elevata e notti tropicali, dove le temperature minime non scendono sotto i 24-25°C.

Oramai non è più eccezionale

Tutto questo fa pensare che non siamo di fronte a un episodio isolato, ma a un modello climatico sempre più consolidato, con Estati lunghe, calde, secche, e pochi segnali di interruzione. Chi si occupa di previsioni meteo oggi si trova costretto a spiegare un’anomalia che è ormai la norma, osservando i modelli con uno sguardo sempre più disilluso.

Inutile sperare che il meteo dei prossimi anni sia meno clemente. Quello che viviamo è solo un assaggio del futuro. E di tempo ce n’è stato per stoppare le emissioni di CO2, ma si fa il possibile per fare il contrario. E ci becchiamo questo clima.