In moltissime zone d’Italia, le temperature hanno già toccato e in alcuni casi superato i 30 °C, valori decisamente sopra la media del periodo, se consideriamo il riferimento dei trent’anni precedenti. In effetti, ci troviamo di fronte a uno scarto termico significativo di alcuni gradi Celsius rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare in questa parte dell’anno.
Eppure, se da una parte l’estate si presenta con il suo volto più luminoso e caldo, dall’altra porta con sé anche fenomeni meteo più severi, soprattutto al Nord Italia. I temporali sono un ingrediente abituale del mix estivo settentrionale, e quando si accompagnano a forti contrasti termici, possono degenerare in fenomeni violenti, fino ad assumere le caratteristiche di vere e proprie supercelle. Un fenomeno tutt’altro che raro, osservato più volte anche nel mese di MAGGIO appena trascorso.
Ma la differenza con GIUGNO è nella quantità di energia atmosferica disponibile. Una sorta di carburante extra che potrebbe rendere queste manifestazioni ancora più frequenti e, purtroppo, intense. I temporali, lo sappiamo, tendono a presentarsi soprattutto tra pomeriggio e sera, ma nella Pianura Padana possono insistere fino alle prime ore notturne.
Secondo le ultime previsioni meteo, elaborate con il supporto dei modelli matematici, una goccia fredda è attesa raggiungere le regioni settentrionali nella giornata di LUNEDÌ 2 GIUGNO. Un’incursione d’aria instabile che potrebbe persistere per più giorni, mantenendo elevato il rischio di temporali diffusi.
Mentre al Nord si parla di instabilità, il Centro-Sud si prepara a fronteggiare una nuova ondata di calore. L’anticiclone africano comincia a spingere verso la Penisola, e la prima a esserne investita sarà la SARDEGNA, con l’arrivo di una bolla d’aria molto calda in risalita dal Sahara e dall’ALGERIA.
I modelli termici disegnano una mappa preoccupante: si parla di temperature prossime ai 40 °C in zone interne della SICILIA, come CALTANISSETTA, e dell’entroterra sardo, come SANLURI. Anche grandi città come ROMA potrebbero toccare i 35 °C, con un disagio termico considerevole. Inutile cercare il sollievo notturno: in molti casi anche le minime restano ben oltre i 22-23 °C.
Situazioni simili non sono del tutto nuove. Sono episodi che abbiamo già visto nel passato, anche se sembravano più saltuari. Il punto è che oggi, a causa dei cambiamenti climatici, stiamo assistendo a una maggiore frequenza e intensità delle ondate di calore. Le proiezioni stagionali, tra l’altro, non fanno ben sperare: sembrano indicare un’estate 2025 più lunga e più calda del normale, come sottolineano anche fonti autorevoli come il NOAA.
C’è però un elemento di discontinuità, ed è rappresentato proprio dal Nord Italia, dove i temporali potrebbero funzionare, almeno inizialmente, da valvola di sfogo contro la canicola. L’area più protetta sembra essere quella a nord del fiume Po, e in particolare la fascia prealpina e l’alta Pianura Padana, dove si prevede che i fenomeni siano più frequenti e anche più intensi.
In definitiva, ci troviamo davanti a uno scenario meteo che, per certi aspetti, rispecchia le estati passate, almeno nella struttura. Ma con una differenza fondamentale: le temperature sembrano intenzionate a salire parecchio, e in alcune aree del Centro-Sud si prevede una calura imponente, più simile a quella di fine LUGLIO che di inizio GIUGNO.