Federico De Michelis ci dice: avviso i lettori che questo caldo mi preoccupa

Federico De Michelis ci dice: avviso i lettori che questo caldo mi preoccupa

L’ ondata di calore eccezionale che ha investito l’Italia negli ultimi giorni rappresenta molto più di un semplice evento meteorologico estremo: siamo di fronte a una manifestazione drammatica di quello che i climatologi definiscono il nuovo paradigma climatico mediterraneo . I dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine mostrano valori dell’ Extreme Forecast Index (EFI) superiori a 0.8 su gran parte del Centro-Nord Italia, una soglia che secondo la letteratura scientifica indica condizioni meteorologiche “molto insolite” che si avvicinano pericolosamente all’estremo.

L’EFI rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere l’eccezionalità di questi eventi. Quando i valori si avvicinano a 1, come accaduto in alcune aree italiane, stiamo assistendo a condizioni mai registrate in passato dalla climatologia storica del modello. Studi recenti hanno dimostrato che le ondate di calore stanno diventando più frequenti, intense e durature in tutto il mondo, ma il Mediterraneo si distingue come uno degli hotspot più critici del cambiamento climatico globale.

La geografia dell’emergenza che si è delineata in questo fine giugno presenta caratteristiche allarmanti. L’anticiclone africano, quel potente sistema di alta pressione subtropicale che normalmente si posiziona sul Sahara, si è spinto con forza inusitata verso nord, creando quella che i meteorologi chiamano una “cupola di calore” sul bacino mediterraneo. La ricerca scientifica ha documentato come eventi simili stiano diventando sempre più comuni: le ondate di calore che una volta si verificavano una volta ogni 10.000 anni potrebbero ora ripetersi ogni 4-75 anni, a seconda degli scenari climatici futuri.

Le temperature registrate durante l’evento un corso hanno raggiunto valori anche superiori a 36-38°C nelle regioni centro-settentrionali, con picchi fino a 40°C in Sardegna e nelle zone interne pugliesi. Ma forse l’aspetto più preoccupante riguarda le temperature minime notturne , che hanno superato i 20°C in molte città italiane, con record come i 25,3°C di Reggio Calabria e i 24,3°C di Capo Mele. Gli studi climatologici sottolineano come queste “notti tropicali” rappresentino un fattore di stress particolarmente critico per l’organismo umano, impedendo il recupero fisiologico notturno. Poi ci sono le isole calore, queste le temperature minimine di Milano misurate questa notte da ARPA LOMBARDIA. Si notti che in città le stazioni meteo hanno registrato minime che sono compatibili con i valori massimi di questo periodo di Milano.

Il fenomeno meteorologico alla base di questo evento estremo è caratterizzato dal rafforzamento dell’anticiclone subtropicale africano, un sistema che secondo le ricerche ha subito modificazioni significative negli ultimi decenni. Questo anticiclone determina condizioni di stabilità atmosferica prolungata, con assenza quasi totale di precipitazioni e subsidenza dell’aria che favorisce l’accumulo di calore negli strati bassi dell’atmosfera.

Il parallelismo con eventi storici come il giugno 2003 non è casuale. Le analisi paleoclimatiche mostrano che stiamo vivendo cambiamenti senza precedenti nel bacino mediterraneo , dove le temperature stanno aumentando il 20% più velocemente rispetto alla media globale. La particolare configurazione atmosferica di fine giugno 2025 presenta caratteristiche che richiamano quelle stagioni estive che hanno segnato la storia climatica europea, ma con un’intensità e una precocità che superano ogni record precedente.

Gli impatti multisettoriali di questo evento si estendono ben oltre il disagio termico. L’agricoltura mediterranea, già sotto stress per la crescente aridificazione, affronta sfide senza precedenti. Studi recenti hanno documentato come la combinazione di ondate di calore atmosferiche e marine aumenti significativamente il rischio di incendi, mentre le ricerche oceanografiche mostrano come le temperature superficiali del Mediterraneo stiano raggiungendo livelli record, creando un ciclo di retroazione che intensifica ulteriormente il riscaldamento regionale.

Il sistema sanitario italiano ha attivato protocolli di emergenza, con particular attenzione alle categorie più vulnerabili . Gli studi epidemiologici dimostrano chiaramente che ondate di calore di questa magnitudo sono diventate possibili solo a causa del cambiamento climatico antropico. Senza l’influenza umana sul clima, temperature così estreme sarebbero state virtualmente impossibili.

La durata prolungata dell’evento rappresenta forse l’aspetto più preoccupante . Secondo le proiezioni meteorologiche, non si intravede una via d’uscita reale da questo blocco atmosferico almeno fino all’ultima decade di giugno, configurando quello che potrebbe esseretra gli eventi di caldo più estremo nella climatologia italiana recente.

L’analisi dell’ Extreme Forecast Index per fine giugno 2025 fornisce un quadro inequivocabile: la convergenza tra durata eccezionale, intensità elevata ed estensione geografica configura questo evento come potenzialmente storico. In particolare ci sono alcuni parametri atmosferici assurdi come altezza dello Zero Termico che salirà oltre i 5000 metri di quota, il geoptenziale 500 hPa GPT da record.

Qui vediamo l’aumento della pressione atmosferica in quota rispetto ad oggi, e della temperatura alla medesima quota di 500 hPa.