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Il METEO del NORD ITALIA si prepara a cambiare marcia, e lo fa in modo piuttosto deciso. Le temperature sono pronte a salire oltre i 35°C già nella prima decade di GIUGNO, portando con sé tutto il bagaglio di disagio e preoccupazione che accompagna questi fenomeni estremi. È il Centro Meteo Europeo (fonte ufficiale) a lanciare il primo allarme: si prevede una condizione atmosferica stabilizzata e caldissima, caratterizzata da una struttura di alta pressione subtropicale nota nel gergo scientifico come Heat Dome.

 

Perché il Nord Italia è così vulnerabile al caldo estremo

A differenza di altre regioni, il NORD ITALIA tende a riscaldarsi molto rapidamente in presenza di avvezioni calde, soprattutto se sostenute da una subsidenza atmosferica marcata. Quest’ultima, per chi non mastica i tecnicismi, è quel processo per cui l’aria tende a scendere verso il basso, comprimendosi e riscaldandosi, inibendo anche la formazione di nuvole. Una cupola di calore, appunto, che intrappola l’energia solare e la amplifica giorno dopo giorno.

 

La previsione europea a confronto con quella americana

Mentre il modello ECMWF vede un’espansione significativa dell’alta pressione già dai primi giorni di GIUGNO, con temperature che potrebbero facilmente raggiungere e superare i 35°C su PIANURA PADANA, EMILIA, LOMBARDIA e VENETO, il modello meteorologico americano GFS è più cauto.

Secondo quest’ultimo, infatti, l’atmosfera potrebbe restare più variabile, con una maggiore instabilità e una minore permanenza dell’alta pressione. Tradotto: il caldo ci sarà, ma potrebbe essere meno duraturo e meno opprimente, proprio grazie alla mancanza di una struttura anticiclonica ben radicata.

 

Un paradosso termico: il Nord più caldo del Sud

Ed ecco che si fa strada una delle contraddizioni meteorologiche più curiose di questo periodo. Nonostante al SUD, in SICILIA e SARDEGNA, le temperature siano previste in aumento, sarà proprio il settentrione a vivere i valori termici più estremi.

Il motivo? L’assenza del Mediterraneo come fattore mitigante. Le regioni settentrionali, essendo più distanti dal mare, non beneficiano delle brezze marine, e l’aria calda in quota — quella che misuriamo tipicamente a 850 hPa, ovvero a circa 1500 metri di altitudine — riesce a tradursi in modo molto più diretto in temperature roventi al suolo.

Paradossalmente, lo stesso valore termico a 850 hPa produce più calore al suolo in PIANURA PADANA rispetto alle zone costiere del SUD, dove la presenza del mare smorza gli eccessi, anche se solo in parte.

 

Giugno parte in salita: Estate 2025 in anticipo

Se il quadro verrà confermato nelle prossime emissioni dei modelli, l’ESTATE 2025 sembrerebbe voler iniziare con largo anticipo. L’aumento termico sarà accompagnato da giornate statiche, cieli sereni e un’umidità crescente, soprattutto in LOMBARDIA, PIEMONTE e lungo il corso del PO.

Una condizione tipica delle Heat Dome, che non lasciano sfogo a venti di ricambio e bloccano il meteo in una stasi rovente.

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