Meteo: un Maggio che non vorremmo mai vedere

Meteo: un Maggio che non vorremmo mai vedere

Si tratta di una cronaca veloce dell'orribile 1984, freddo, nuvoloso e piovoso

Già Aprile fu un mese poco sereno

Alcuni dati: cominciamo con Milano

Bergamo e Torino: record pluviometrici

Genova: mareggiate e pioggia torrenziale

Le regioni appenniniche e l’Appennino centrale innevato

Il meteo di Aprile 1984 ha mostrato un volto davvero insolito per gli abitanti delle regioni settentrionali e centrali dell’Italia: un’atmosfera più simile a quella di Inverno che non di Primavera. Le giornate sono state sovente accompagnate da piogge persistenti, temporali improvvisi, raffiche di vento freddo e perfino nevicate che hanno sorpreso molti, spingendosi fino a quote relativamente basse per il periodo.

Già Aprile fu un mese poco sereno

L’instabilità atmosferica si è presentata quasi come un appuntamento quotidiano, colpendo con particolare insistenza l’intero arco alpino e prealpino, le pianure del Nord-Ovest, la fascia centrale tirrenica e persino alcuni settori della Sardegna settentrionale. Anche le regioni adriatiche centrali non sono rimaste immuni da questo prolungato assedio perturbato.

La pressione atmosferica ha tentato più volte di risalire, con sporadiche incursioni dell’Alta Pressione, ma queste sono state continuamente respinte dalle implacabili ondate di correnti atlantiche e saccature nord-occidentali, che hanno travolto ogni tentativo dell’Anticiclone di stabilire un dominio duraturo.

Ogni qualvolta si intravedeva un accenno di miglioramento, l’irruzione di un nuovo fronte perturbato riportava il maltempo in tutta la sua forza. I brevi intervalli soleggiati erano soltanto delle tregue fugaci, subito seguite da cieli plumbei, rovesci intensi e un crollo termico tale da riportare alla mente le giornate di Febbraio.

L’Anticiclone provava a riaffacciarsi timidamente, ma veniva costretto a retrocedere in tempi rapidissimi verso le sue aree di origine, incapace di resistere alla pressione delle correnti occidentali. L’Atlantico, in effetti, ha avuto per tutto il mese un ruolo predominante nel disegnare lo scenario meteo, con un’incessante sequenza di sistemi depressionari. L’Italia venne letteralmente bersagliata. Fu un mese estremamente nuvoloso, pochissimo sole, tanta pioggia e freddo di giorno.

Alcuni dati: cominciamo con Milano

Nel capoluogo lombardo l’accumulo totale delle precipitazioni ha raggiunto 225 millimetri nell’arco del mese. Un valore estremamente significativo, che ha portato alla tracimazione del fiume Lambro. I corsi d’acqua secondari sono andati sotto pressione, e numerose strade sono state invase da acqua e fango.

Le piogge hanno agito con costanza, giorno dopo giorno, senza concedere tregua ai cittadini e agli enti locali, costretti a intervenire con misure d’emergenza per contenere i danni causati dalle infiltrazioni e dagli allagamenti. Ma questi valori sono stati poi sfracellati dallo scorso maggio 2024, veramente folle.

Bergamo e Torino: record pluviometrici

Nel settore bergamasco, si sono registrati 301 millimetri di pioggia, distribuiti su un numero impressionante di giornate perturbate. Anche Torino, stretta nella morsa di un susseguirsi di perturbazioni, ha totalizzato 273 millimetri, con le Alpi Cozie e le Valli di Lanzo coperte da fitte nevicate a partire dai 1200 metri di quota, un’anomalia per la stagione.

La pioggia non solo ha reso il contesto urbano difficoltoso, ma ha anche bloccato la semina e i lavori agricoli in molte aree della Pianura Padana, causando ritardi e disagi nel comparto agroalimentare.

Genova: mareggiate e pioggia torrenziale

Nel capoluogo ligure, Genova, sono caduti 197 millimetri di pioggia nel corso del mese. Il connubio tra la pioggia intensa e i venti di libeccio ha prodotto mareggiate violente lungo tutto il litorale. Le onde hanno superato i 3 metri d’altezza, causando danni alle strutture portuali, ai lidi, ai muretti di contenimento e ai moli turistici.

Il Ponente Ligure, da Ventimiglia fino a Savona, ha vissuto giornate critiche, con smottamenti e interruzioni temporanee sulla linea ferroviaria costiera, aggravati dal terreno saturo di acqua.

Nel cuore della Toscana, Firenze ha fatto segnare un totale mensile di 141 millimetri di precipitazioni. Le piogge si sono presentate con modalità estremamente variabili, passando da pioviggini persistenti a improvvisi rovesci temporaleschi. I quartieri collinari hanno subito i danni maggiori, con frane minori e smottamenti lungo i pendii più acclivi del Chianti.

Le temperature massime raramente hanno superato i 20 gradi, contribuendo a mantenere un’atmosfera umida e decisamente poco primaverile. Il vento da nord-est ha accentuato la sensazione di freddo, soprattutto durante la notte.

Le regioni appenniniche e l’Appennino centrale innevato

L’Appennino Umbro-Marchigiano ha visto il ritorno della neve fino ai 1000 metri nei giorni centrali del mese, mentre sulle cime più alte del Gran Sasso e della Laga, gli accumuli nevosi hanno superato i 50 centimetri. Le temperature in queste zone sono scese anche fino a -4 gradi Celsius durante la notte del 15 Aprile, in coincidenza con un minimo barico che ha interessato l’Adriatico centrale.

Il freddo pungente ha compromesso in parte la fioritura precoce di alcune specie arboree, mentre le gelate notturne hanno colpito anche le valli interne dell’Umbria, creando notevoli difficoltà alle coltivazioni di frutta precoce.

Insomma un tempo di Maggio veramente pessimo. Non c’è di che dire. Potrà capitare un evento simile nei prossimi periodi? Già il 2024 è stato un altro mese di Maggio estremamente piovoso ma con maggiore quantità di sole e meno freddo del caso del 1984. Le tendenze il nostro possesso dicono tutt’altro ma non è escluso che in futuro un mese dal meteo così terribile possa comunque occasionalmente capitare.