I Paesi sospettati dagli Stati Uniti di voler sviluppare la geoingegneria
Negli ultimi anni, la geoingegneria è diventata un tema sempre più discusso tra governi, scienziati e organizzazioni internazionali. In particolare, gli Stati Uniti stanno osservando con attenzione alcuni Paesi che sembrano voler investire in progetti di modifica climatica su larga scala . Non si tratta solo di speculazioni: diversi rapporti scientifici e istituzionali confermano l’esistenza di iniziative concrete.
• Cos’è la geoingegneria e perché preoccupa Washington
• Cina: il protagonista più osservato
• Russia: una storia di esperimenti climatici
• India: ambizioni crescenti in un clima fragile
• Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti: il deserto contro il sole
• Brasile: la preoccupazione per l’Amazzonia
• Australia: ricerca accademica e piani futuri
Cos’è la geoingegneria e perché preoccupa Washington
La geoingegneria comprende una serie di tecniche progettate per modificare intenzionalmente il clima terrestre. Le due categorie principali sono:
• Gestione della radiazione solare (SRM) , che mira a riflettere una parte della luce solare per raffreddare il pianeta.
• Rimozione dell’anidride carbonica (CDR) dall’atmosfera.
Secondo un rapporto della National Academy of Sciences americana ( National Academies Press ), la manipolazione climatica su scala globale potrebbe avere impatti geopolitici enormi e scatenare tensioni internazionali , specialmente se condotta unilateralmente da singoli Stati.
Gli Stati Uniti sono particolarmente preoccupati che l’uso della geoingegneria possa essere visto come un atto ostile o come un tentativo di guadagnare vantaggi climatici o economici a spese di altri.
Cina: il protagonista più osservato
La Cina è senza dubbio il Paese più sospettato dagli Stati Uniti in materia di geoingegneria. Nel documento “ China’s Weather Modification Program ” pubblicato da The Washington Post ( link ), si sottolinea come Pechino abbia pianificato di espandere il proprio programma di modifica meteorologica coprendo una superficie di oltre 5,5 milioni di chilometri quadrati entro il 2025 .
Non si tratta solo di inseminazione delle nuvole per stimolare la pioggia: ci sono preoccupazioni che le capacità sviluppate potrebbero estendersi verso progetti di gestione della radiazione solare . Un rapporto della Congressional Research Service degli Stati Uniti ( CRS Report ) evidenzia che la Cina investe attivamente in ricerche sulla geoingegneria solare come parte della sua strategia climatica.
Il timore principale di Washington è che Pechino possa utilizzare queste tecnologie senza un consenso internazionale, alterando i modelli climatici in modi imprevedibili e sfavorevoli per altri Paesi.
Russia: una storia di esperimenti climatici
Anche la Russia è sotto la lente degli osservatori americani. Storicamente, l’ex Unione Sovietica ha svolto numerosi esperimenti di modifica meteorologica , come il famoso tentativo di deviare uragani e alterare la formazione delle nuvole.
Secondo quanto riportato dal Center for Strategic and International Studies ( CSIS ), oggi la Federazione Russa mostra un rinnovato interesse per la geoingegneria, in particolare per le tecniche di gestione della radiazione solare .
In diverse dichiarazioni pubbliche, scienziati russi hanno sostenuto la necessità di esplorare soluzioni di geoingegneria per proteggere il permafrost siberiano e mitigare gli effetti del riscaldamento globale su scala nazionale. Gli Stati Uniti temono che Mosca possa agire unilateralmente , modificando il clima a beneficio della propria economia e strategia geopolitica.
India: ambizioni crescenti in un clima fragile
L’India è un altro Paese osservato con crescente interesse. Il suo grande bisogno di stabilità agricola e gestione delle risorse idriche ha spinto il governo indiano a investire in programmi di inseminazione delle nuvole e in progetti di gestione solare .
Un documento del Carnegie Climate Governance Initiative ( C2G2 ) sottolinea che Nuova Delhi sta finanziando studi di geoingegneria solare attraverso il Council of Scientific and Industrial Research (CSIR) e altre istituzioni nazionali.
Gli Stati Uniti vedono con preoccupazione l’eventualità che un Paese densamente popolato come l’India possa tentare di modificare il clima per proteggere le proprie coltivazioni, potenzialmente alterando i modelli monsonici dell’intero subcontinente asiatico.
Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti: il deserto contro il sole
Anche alcune nazioni del Medio Oriente , in particolare Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti , vengono considerate dagli Stati Uniti come possibili futuri attori nella geoingegneria.
Negli ultimi anni, sia Riyad che Abu Dhabi hanno investito pesantemente in tecnologie di inseminazione delle nuvole . Più recentemente, come documentato in un articolo di Nature ( Nature News ), sono emersi segnali di interesse verso tecniche più radicali come il raffreddamento stratosferico .
Con la crescente minaccia di desertificazione e temperature che superano frequentemente i 50 °C , questi Paesi vedono nella geoingegneria un possibile strumento di sopravvivenza climatica .
Gli Stati Uniti temono che un impiego regionale di tali tecniche possa destabilizzare i regimi delle precipitazioni e innescare nuovi conflitti ambientali .
Brasile: la preoccupazione per l’Amazzonia
Un altro nome che emerge nei dossier statunitensi è quello del Brasile . Sebbene il Brasile non abbia ancora lanciato grandi programmi di geoingegneria, le pressioni legate alla deforestazione amazzonica e ai cambiamenti climatici locali potrebbero spingerlo a esplorare soluzioni di gestione climatica .
Secondo uno studio pubblicato su Environmental Research Letters ( ERL ), alcuni gruppi di ricerca brasiliani stanno analizzando il potenziale di raffreddamento regionale tramite l’aumento dell’albedo (riflettività) forestale.
Gli Stati Uniti monitorano attentamente questi sviluppi, consapevoli che interventi climatici nella regione amazzonica avrebbero conseguenze planetarie, modificando anche i regimi di precipitazioni in America Latina e negli Stati Uniti meridionali .
Australia: ricerca accademica e piani futuri
Infine, l’Australia rappresenta un caso interessante: nonostante l’approccio generalmente cauto, il Paese sta investendo in ricerca accademica sulla geoingegneria.
Un rapporto della Royal Society of Australia ( link ) evidenzia che diverse università australiane stanno esplorando modelli climatici per testare l’impatto di tecniche di gestione della radiazione solare.
Gli Stati Uniti temono che, sotto la pressione di incendi sempre più devastanti e ondate di calore estreme , l’Australia possa essere tentata di utilizzare approcci di modifica climatica per proteggere il proprio ecosistema e la produzione agricola .
