Meteo: NEVE fuori stagione, APRILE potrebbe stupire tutti
Le nevicate nel mese di aprile sono fenomeni rari ma non del tutto eccezionali nella storia climatica italiana.
Sebbene la primavera sia generalmente associata a un progressivo rialzo termico, alcune irruzioni di aria fredda hanno portato a eventi nevosi significativi , soprattutto nelle regioni settentrionali e lungo il versante adriatico.
Tra gli episodi più memorabili si annovera la nevicata del 7-8 aprile 2003, un evento che colpì duramente il Centro-Sud , con accumuli considerevoli anche a quote molto basse.
In quell’occasione, città costiere come Termoli furono sommerse da uno strato di neve compreso tra i 25 e i 30 centimetri , un’anomalia per una località affacciata sull’Adriatico.
Il freddo raggiunse anche la Puglia, con Bari, Brindisi e Lecce che si trovarono improvvisamente imbiancate . Le temperature subirono un crollo drastico, con diminuzioni di oltre 8-10°C in diverse aree del Paese.
Sulle Dolomiti si toccarono punte di -15°C già a partire dai 1400-1600 metri di altitudine, mentre a Bari la colonnina di mercurio scese fino a -1°C, un valore che non si registrava dal 1956. Le conseguenze furono notevoli: l’aeroporto di Bari Palese venne temporaneamente chiuso, così come un tratto dell’autostrada A14 nei pressi di Pescara , e il settore agricolo subì ingenti danni a causa delle gelate tardive.
La causa principale di questo episodio fu un’ondata di freddo proveniente dalla Russia, spinta verso l’Italia da un anticiclone di blocco posizionato sull’Atlantico , una configurazione meteorologica che diede vita a una delle ondate di gelo primaverili più intense degli ultimi 50 anni.
La primavera del 2003 non fu però l’unico caso in cui aprile si trasformò in un mese invernale . Un altro evento di grande rilievo si verificò il 17-18 aprile 1991, quando il Nord Italia fu colpito da una delle nevicate più abbondanti mai registrate in quel periodo dell’anno.
A Cuneo caddero 35 centimetri di neve , con accumuli ancora più significativi a Boves, dove si arrivò a 44 centimetri, e a Limone Piemonte, che vide accumuli fino a 80 centimetri a 1300 metri di altitudine. Anche le città di pianura non furono risparmiate: Torino si ritrovò sotto 12 centimetri di neve , con punte di 18 centimetri sulla collina del Bric della Croce.
A Modena si registrarono 15 centimetri di neve , segnando la nevicata più abbondante del mese di aprile dal 1830, mentre ad Asti l’accumulo fu di 9 centimetri.
Altri episodi degni di nota si verificarono in diversi anni. Nel 1995, alcune località del Molise furono sommerse da oltre 50 centimetri di neve , con un paese che raggiunse addirittura 62 centimetri di accumulo.
La neve tornò a colpire anche nel 2003, come già ricordato, interessando non solo il Molise ma anche Puglia, Abruzzo e Marche. Ancora più singolare fu l’evento del 25 aprile 1972, quando Torino registrò la nevicata con accumulo più tardiva almeno dal 1787 , un record che testimonia quanto la primavera possa riservare sorprese inaspettate.
Questi episodi dimostrano che, pur essendo più rare rispetto ai mesi invernali, le nevicate primaverili possono ancora verificarsi, specialmente in presenza di irruzioni fredde eccezionali . Tuttavia, negli ultimi decenni, il progressivo aumento delle temperature medie ha reso questi fenomeni meno frequenti.
L’incidenza delle nevicate tardive si è ridotta, mentre le primavere mostrano sempre più spesso caratteristiche tipiche della stagione estiva , con temperature sopra la media e improvvise ondate di caldo.
Questo cambiamento climatico , unito alla maggiore intensità degli eventi meteorologici estremi, rende ancora più imprevedibili le dinamiche atmosferiche primaverili , lasciando aperta la possibilità che, seppur con minore frequenza, la neve possa ancora sorprendere l’Italia nel mese di aprile.
