GELO ESTREMO negli USA, meteo mite da noi: le spiegazioni

GELO ESTREMO negli USA, meteo mite da noi: le spiegazioni

Il ruolo del Vortice Polare

Le oscillazioni atmosferiche

Negli ultimi anni, le differenze meteo tra l’Inverno del Nord America e quello dell’Europa sembra che siano diventate sempre più marcate. Tanti lettori ce lo chiedono. Mentre il Nord America è spesso colpito da ondate di gelo, talvolta eccezionali, l’Europa sta vivendo stagioni invernali sempre più miti, anonime e spesso con fasi di Alta Pressione. Andiamo ad analizzare i motivi di questa discrepanza.

Il ruolo del Vortice Polare

Come sempre, diamo uno sguardo al celebre vortice. Nel Nord America, il riscaldamento dell’Artico rende il vortice più debole e si allunga verso sud. Questo fenomeno è il principale responsabile delle forti ondate di freddo che colpiscono gli Stati Uniti e il Canada, ma ha davvero poche conseguenze sull’Europa.

Un altro fattore determinante, che pochi sanno, è la presenza di un Anticiclone potente sull’Alaska, che può rafforzarsi e rimanere attivo più a lungo. Questa configurazione blocca il flusso umido oceanico (del Pacifico) e favorisce discese d’aria gelida sull’America centrale. Attenzione al seguente fatto. L’aumento della durata e dell’intensità di questi eventi non implica che siano più frequenti di un tempo, ma amplifica le sue conseguenze quando si verifica. Questo perché, in un clima più caldo, il freddo estremo viene percepito come maggiore.

Le oscillazioni atmosferiche

Nel continente europeo, la situazione è totalmente differente perché qui il riscaldamento globale ha un effetto più evidente sulla variabilità atmosferica. Analizziamo la il North Atlantic Oscillation (NAO). Negli ultimi decenni, si è osservato un aumento della fase positiva della NAO. Questo fenomeno ha limitato l’afflusso di aria artica sull’Europa occidentale e sul Mediterraneo.

Quando la NAO è molto positiva devia l’aria fredda verso i Balcani, la Grecia e la Turchia, mentre sulle regioni centrali e occidentali del continente affluisce aria più temperata e umida. Ma ecco che il freddo può ancora manifestarsi, specialmente tra la fine dell’Inverno e l’inizio della Primavera, quando il jet stream diventa più instabile e favorisce episodi di rottura anticiclonica, esattamente com’è successo nell’Aprile 2024, con due fasi meteo fredde nel cuore del periodo primaverile.

Le proiezioni a lungo termine indicano che la tendenza al riscaldamento continuerà, com’è lecito e ovvio che sia. Ma il tutto con effetti differenti sui due lati dell’Atlantico. In Europa, gli inverni sempre più miti potrebbero diventare la norma, con rare incursioni fredde più probabili tra la fine della stagione e l’inizio della Primavera.

Nel Nord America, invece, le ondate di gelo estremo potrebbero persistere, ma in un contesto di meteo sempre più pazzo, dal caldo fuori stagione al freddo intenso. L’Artico continuerà a riscaldarsi, aumentando la probabilità di nuovi episodi di discese gelide nel cuore degli USA.