GELO in Europa dopo il suo CROLLO in Nord America
L’evoluzione meteo di fine gennaio 2025 in Italia sarà caratterizzata da una serie di perturbazioni di origine oceanica. Questi sistemi perturbati si inseriranno nel flusso atlantico, portando piogge diffuse e un clima variabile in numerose regioni, in particolare nelle aree tirreniche. Potremo avere fasi di pioggia alternata a pause più asciutte, con valori termici che si manterranno su livelli consoni alla stagione invernale, generalmente compresi tra 0 °C e 12 °C a seconda delle zone e dell’altitudine. La ragione di questo scenario meteo è collegata al possente gelo record che si svilupperà nel Nord America , configurazione che spesso riduce il rischio di freddo intenso in Europa , ma apre la porta a un successivo raffreddamento a scala emisferica.
Perché il gelo del Nord America riduce il freddo estremo in Europa Il forte gelo previsto nel Nord America rappresenta un fattore meteo determinante. Quando l’aria artica si riversa sul continente nordamericano, il contrasto con le masse d’aria più miti provenienti dall’oceano alimenta un vortice ciclonico particolarmente profondo. Questo fenomeno favorisce un rafforzamento delle correnti occidentali, che spingono le perturbazioni verso l’ Europa . Al contempo, l’imponente raffreddamento oltreoceano può momentaneamente ridurre le probabilità di un’ondata di freddo estremo alle nostre latitudini. Tuttavia, questa fase anticipa un possibile mutamento della circolazione meteo , poiché il Vortice Polare tende a subire un indebolimento quando il gelo nordamericano raggiunge il suo massimo sviluppo.
Vortice Polare in indebolimento e indice AO negativo Il Vortice Polare è un’ampia area di bassa pressione che si forma in alta atmosfera sopra le regioni artiche. Quando è forte, trattiene il freddo alle alte latitudini. Ma, con il gelo estremo che si verificherà nel Nord America , il Vortice Polare entrerà in una fase di affaticamento, innescando un indice AO (Arctic Oscillation) negativo. Ciò significa un vortice più debole, condizione che aumenta la probabilità di ondate di freddo verso altre zone dell’emisfero. Seppur in un contesto di cambiamento climatico , quindi, anche in Europa potremo sperimentare nuovi impulsi meteo gelidi, sebbene la loro intensità difficilmente uguaglierà quella nordamericana, perché il gelo dell’ Europa proviene dalla Siberia .
Possibilità di freddo in Europa e assenza dell’anticiclone russo siberiano Nel caso dell’ Europa , l’origine delle masse d’aria molto fredde è la vasta area della Siberia . Qui si forma l’ anticiclone russo siberiano , un esteso campo di alta pressione termica generato dalla forte dispersione di calore dalla superficie terrestre verso l’atmosfera invernale. Questo sistema, quando si consolida, può spostare aria gelida verso ovest, impattando il meteo continentale e provocando ondate di freddo intenso. Al momento, però, non osserviamo la presenza di tale struttura barica su vasta scala nel comparto della Russia europea, poiché manca un robusto anticiclone che possa alimentare correnti siberiane verso l’ Italia . Ora come ora non rileviamo alcuna marcata inversione delle correnti generali, e non appare imminente il travaso dell’aria molto fredda dalla Siberia verso il Mar Mediterraneo .
Che cos’è l’anticiclone russo siberiano L’ anticiclone russo siberiano è un’area di alta pressione che si forma prevalentemente nei mesi invernali sull’entroterra dell’ Asia settentrionale, precisamente nella regione della Siberia . Questa struttura si caratterizza per pressioni molto elevate al suolo, favorite dalla marcata irradiazione notturna tipica delle zone continentali invernali. Il suolo gelido raffredda lo strato d’aria inferiore, aumentando la densità dell’atmosfera e favorendo la formazione di un sistema anticiclonico. Quando l’ anticiclone diventa particolarmente robusto, può spingere masse d’aria molto fredde verso ovest, influenzando il meteo di parte dell’ Europa orientale e talvolta arrivando fino all’ Italia , causando episodi di neve anche a bassa quota.
Stratwarming e possibili conseguenze Un altro fattore da monitorare sarà l’eventuale innesco di un forte riscaldamento in stratosfera, noto come Stratwarming . Si tratta di un rapido aumento delle temperature nell’alta atmosfera, soprattutto in corrispondenza dell’area polare, che può innescare una destrutturazione del Vortice Polare . Quando si verifica il Stratwarming , spesso la circolazione meteo a livello troposferico subisce importanti mutamenti, favorendo ondate di freddo anche intense nelle medie latitudini. Non è ancora chiaro se e quando si svilupperà un intenso riscaldamento stratosferico, ma la prospettiva che il Vortice Polare si indebolisca resta plausibile, specialmente dopo la fase di gelo nel Nord America . Nel frattempo, l’evoluzione meteo sull’ Italia resterà influenzata dal passaggio di sistemi perturbati atlantici, in un contesto prevalentemente umido e con precipitazioni localmente abbondanti.
Prospettive Le prospettive meteo per la fine di gennaio 2025 vedono l’ Italia coinvolta da una serie di perturbazioni oceaniche. Questo quadro scaturisce dalla massiccia ondata di gelo in Nord America , capace di modificare le dinamiche su vasta scala e di incentivare l’indebolimento del Vortice Polare . Con l’indice AO in possibile discesa, cresce l’eventualità di ondate fredde verso la nostra penisola, anche se, in assenza di un solido anticiclone russo siberiano, non è atteso un immediato travaso dell’aria siberiana verso l’ Europa occidentale.
Se il gelo nel Nord America e il Vortice Polare perderanno forza simultaneamente, la circolazione meteo potrebbe subire un ulteriore sconvolgimento e portare configurazioni atmosferiche più invernali anche sul Vecchio Continente . Resta inoltre da comprendere se si verificherà il Stratwarming in stratosfera, evento in grado di sconvolgere ulteriormente la circolazione generale e favorire condizioni di freddo intenso in determinate regioni dell’ Emisfero . Nel frattempo, ci attenderemo condizioni meteo tipicamente atlantiche, con precipitazioni, venti umidi e temperature gelide su gran parte dell’ Italia .
