Il contesto climatico attuale evidenzia un aumento della temperatura media nelle regioni settentrionali di circa 2 °C rispetto agli anni ’70. Si tratta di un incremento considerevole, soprattutto se confrontato con l’aumento della temperatura globale, che nello stesso periodo è cresciuta della metà, ovvero di 1 °C. Questo incremento è avvenuto in gran parte negli ultimi 15 anni per due cause principali: la diminuzione significativa delle irruzioni di aria fredda provenienti dalla Russia durante l’inverno, che ha portato a un aumento delle temperature invernali, e la persistenza sempre più marcata delle alte pressioni africane durante la stagione estiva.
Anche le stagioni intermedie si sono riscaldate: un po’ meno la primavera, ma in modo decisamente più evidente l’autunno. Di conseguenza, con l’aumento della temperatura media, la neve che in passato cadeva in pianura Padana con temperature prossime a 0 °C oggi si trasforma più frequentemente in pioggia. Inoltre, è cambiato anche il regime pluviometrico: le precipitazioni sono meno frequenti ma, quando si verificano, risultano spesso più intense.
La domanda spontanea è: quando tornerà la neve in questa parte d’Italia, dove un tempo l’inverno portava abbondanti nevicate? Finché non cambierà il pattern meteorologico, ovvero la configurazione generale delle correnti atmosferiche, la possibilità di nevicate rimarrà molto scarsa, limitata a fenomeni del tutto occasionali, come accaduto alla fine di dicembre 2020, quando si verificarono nevicate soprattutto nel settore centro-occidentale. Per il resto, si sono osservati episodi di nevischio o deboli nevicate.
Gli esperti sostengono che, con l’aumento della temperatura globale, potremmo assistere a ondate di gelo più intense. Tuttavia, se la “porta dell’est”, ovvero la circolazione atmosferica dalla Russia, non si apre, le possibilità di nevicate resteranno scarse. Questo perché le correnti provenienti da nord sono più miti, a causa dell’aumento medio delle temperature. Per vedere neve abbondante, servirebbe un freddo consistente, capace di portare le temperature a 0 °C anche di giorno, condizione necessaria per la formazione del “cuscinetto freddo” tipico della pianura Padana.
Le proiezioni dei modelli matematici indicano una maggiore probabilità di eventi meteorologici significativi quest’anno rispetto agli anni precedenti. Questi eventi sembrano concentrarsi nel periodo successivo a Capodanno, con possibilità di nevicate forse simili a quelle di fine dicembre 2020. Tuttavia, ogni scenario meteorologico è unico, e non si può prevedere con certezza ciò che accadrà. Rimaniamo in attesa di ulteriori aggiornamenti e commenteremo l’evoluzione meteo man mano che emergeranno informazioni più precise.