Inizia il vero Inverno, complice il Vortice Polare
• Instabilità e tendenze: cosa sta succedendo quest’anno
• Vortice polare e freddo al suolo: non sempre colpa sua
Spesso, durante la stagione invernale , si sente parlare di Vortice Polare , un argomento che per il grande pubblico può risultare poco comprensibile. In sostanza, i lettori vogliono sapere che tempo farà mediamente. Abbiamo notato che gli articoli di approfondimento stanno diventando sempre più apprezzati, anche perché il meteo quotidiano si può consultare facilmente tramite gli smartphone . Tuttavia, ciò che suscita ampia curiosità è capire i meccanismi che influenzano il clima, e proprio questo cerchiamo di spiegare ogni giorno. Inoltre, analizziamo i modelli climatici che possono modificare il clima di un’intera stagione o di una sua parte.
È fondamentale consultare le proiezioni sul Vortice Polare per individuare le tendenze generali del tempo atmosferico, anche se non si tratta di previsioni meteo locali. In altre parole, possiamo delineare delle linee di tendenza che ci permettono di sapere quando si verificheranno periodi di alta pressione invernale o fasi di maltempo , spesso accompagnate da freddo intenso.
Quest’anno, l’ instabilità del Vortice Polare sta favorendo scambi significativi di masse d’aria lungo i meridiani , anche se non siamo ancora arrivati alla fase in cui il vortice polare si divide in due o scivola verso sud. Questi fenomeni si verificano solitamente tra gennaio e febbraio.
Le proiezioni climatiche per i prossimi due mesi indicano un Vortice Polare molto instabile. Questo comporterà ampie variazioni del tempo atmosferico, con possibili influenze significative anche in Europa . È importante sottolineare che il freddo in Italia non dipende esclusivamente dal vortice polare, ma da una combinazione di fattori che influenzano il clima . Ad esempio, durante le irruzioni di aria fredda, l’ arco alpino funge da barriera per le correnti provenienti da nord, come già osservato più volte in questo inizio d’inverno.
Quest’anno, tuttavia, il Vortice Polare appare estremamente instabile , favorendo intensi scambi di masse d’aria. Si attende anche un possibile riscaldamento stratosferico , che potrebbe innescare ulteriori cambiamenti. Questo scenario sarebbe ideale per il verificarsi di ondate di gelo provenienti dalla Siberia , con un’inversione delle correnti: invece di giungere da ovest, queste potrebbero arrivare da est. Al momento, però, non ci sono informazioni certe a riguardo, sebbene le condizioni di questo inverno sembrino più favorevoli rispetto agli ultimi dieci anni.
La stagione fredda è iniziata con una copertura nevosa eccezionale in Asia, un fenomeno che rappresenta generalmente un indicatore di un inverno più instabile e freddo. Naturalmente, quando parliamo di freddo, dobbiamo anche tenere conto dei cambiamenti climatici , che stanno influenzando profondamente il clima e il tempo atmosferico. Ogni decennio si registra un sensibile aumento della temperatura media, con un conseguente cambiamento della stagione invernale. Questo fenomeno non interessa solo l’ Italia , ma l’intero pianeta.
Molti associano il Vortice Polare a qualcosa di assai distante, quasi astratto. Spesso, infatti, le persone sono interessate soprattutto a che tempo farà , mentre conoscere i fattori che modificano il clima in Italia e in Europa suscita sempre più curiosità. È proprio in quest’ottica che diventa rilevante capire come funzioni questa fascia di forti venti da ovest verso est, che nasce nella Stratosfera tra circa 16 e 48 chilometri sul Polo Nord . Quando vogliamo valutarne la potenza, prendiamo in esame la velocità dei venti a 60 gradi Nord , intorno ai 10 hPa (cioè a circa 30 chilometri di altitudine).
Il Vortice Polare , subito dopo il periodo estivo, tende a “risvegliarsi” con un comportamento che può sembrare isolato. Tuttavia, questa “creatura” non è così distante da ciò che accade in basso. A volte, infatti, interagisce con la Troposfera – lo strato più vicino al suolo – scatenando quel fenomeno denominato “riscaldamento stratosferico improvviso” o Strat Warming . Questi eventi possono incrementare le probabilità di freddo intenso in Europa oppure negli Stati Uniti dell’Est, come successo più volte nelle stagioni passate. Lo scorso anno abbiamo osservato due importanti riscaldamenti stratosferici , che non hanno portato gelo in Italia , ma hanno causato temperature rigidissime tra Scandinavia e Russia di Mosca , con valori talmente bassi da spingersi anche in Nord America , arrivando a coinvolgere perfino la Florida settentrionale.
Instabilità e tendenze: cosa sta succedendo quest’anno
Le previsioni e le analisi (modello NOAA GEFSv12 ) ci mostrano come le velocità dei venti e la temperatura all’interno del Vortice Polare si siano evolute in modo particolare. Secondo gli ultimi dati disponibili , i venti a 60 gradi Nord , che rappresentano l’area mediana del vortice, dovrebbero mantenersi tendono a rallentare in gennaio. Le temperature in Stratosfera dovrebbero restare lievemente più fredde della media, mentre durante il periodo compreso fra Luglio e Ottobre risultavano più alte, forse per l’aumento di ozono stratosferico.
Vortice polare e freddo al suolo: non sempre colpa sua
In questi giorni, alcune zone del nostro Emisfero vivono marcate ondate di freddo artico, ma non è il caso di dare tutta la responsabilità al Vortice Polare . Bisogna considerare che si trova nella Stratosfera , a più di 16 chilometri di altitudine, e che il suo impatto sulle condizioni superficiali è indiretto e richiede un certo lasso di tempo. Anzi, quando il vortice è forte, tende spesso a tenere la corrente a getto e l’aria gelida più a nord, “confinando” le masse d’aria più fredde nell’ Artico . In questo momento, dunque, non è detto che sia il principale indiziato per le correnti fredde che stanno interessando alcuni settori dell’ Europa e degli Stati Uniti . La stagione invernale, però, è appena iniziata: avremo modo di verificare se e come il Vortice Polare lascerà davvero il segno.
Il fatto che il Vortice Polare quest’anno mostri un’instabilità marcata ci ricorda che la stagione fredda risente di molteplici fattori: la copertura nevosa in Asia , gli eventuali blocchi offerti dall’arco alpino , i cambiamenti climatici in atto e le proiezioni termiche che, decennio dopo decennio, mostrano incrementi costanti nelle medie globali . È un contesto in rapida trasformazione, che richiede uno sguardo ampio e la comprensione dei tanti tasselli che compongono il puzzle del clima, dalla Stratosfera fino alla superficie.
Con il Vortice Polare pronto a riservarci novità a gennaio , non resta che continuare a osservare con attenzione le prossime settimane per capire se l’Italia vivrà un inverno più lungo , dinamico e forse più freddo del solito , oppure se l’alta pressione manterrà il suo dominio, intervenendo a frenare le correnti gelide che bussano alle porte del nostro Paese . Di sicuro, con le temperature medie in rialzo su scala mondiale, ogni previsione va letta anche alla luce dei cambiamenti in atto , che influenzano le dinamiche dell’ Emisfero Settentrionale e di tutto il Pianeta .
È una sfida continua tra la potenza del Vortice Polare , l’evoluzione della Stratosfera e le spinte atmosferiche che governano il meteo a livello globale.
Sarà dunque la prossima evoluzione invernale a mostrarci se quest’anno l’“orso solitario” deciderà di partecipare attivamente alla “festa”, influenzando il clima in modo più incisivo , oppure se si limiterà a rimanere confinato nelle zone artiche, lasciando all’alta pressione il compito di dominare il cielo in Europa e in Italia. Le previsioni sono favorevoli al cambiamento rispetto al meteo degli ultimi 10 anni, ma come ben sappiamo, le previsioni non sono certezze.
