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      Il Meteo stupisce ancora: contro tutto e tutti, tornerà il caldo africano, vi diciamo quando

      Luca Martini
      Luca Martini
      Pubblicato: 06/10/2024
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      5 Min Lettura
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      La prima decade di ottobre 2024 porta con sé condizioni meteo decisamente inusuali, con oscillazioni estreme tra fenomeni freddi e caldi. La possibilità di un’imminente ondata di caldo africano sta destando particolare attenzione, soprattutto in alcune aree d’Italia, dove le temperature potrebbero superare i 35 °C. Questo fenomeno potrebbe manifestarsi dopo il 10 ottobre, quando una potente figura di alta pressione, proveniente da ovest, inizierebbe a scalzare le correnti oceaniche, portando un netto aumento delle temperature.

       

      Attualmente, l’autunno sta mostrando il suo volto più imprevedibile, con repentini cambiamenti climatici. In Nord Italia, il tempo si allinea maggiormente alle tipiche condizioni autunnali, con piogge frequenti e abbondanti, specialmente in Liguria, Toscana, Piemonte e Lombardia, dove il rischio di esondazioni rimane elevato a causa dei fiumi già colmi. Le perturbazioni intense potrebbero colpire tra martedì e giovedì, portando piogge consistenti anche sulla fascia appenninica dell’Emilia-Romagna, con un incremento del rischio di inondazioni e piene dei fiumi.

       

      Questo tipo di situazioni si verifica spesso durante l’autunno, caratterizzato da un alternarsi di ondate di maltempo e momenti di caldo anomalo. Le temperature attese durante la seconda settimana di ottobre potrebbero raggiungere valori estremamente elevati, specialmente al Sud Italia e nelle Isole Maggiori. In Sicilia, infatti, si sono già registrati 35 °C nei giorni scorsi a Catania, anche se questo weekend la temperatura è scesa anche al Sud. Questo scenario mette in evidenza i profondi cambiamenti climatici in atto, che alterano la percezione stagionale e creano condizioni meteo estreme.

       

      Parallelamente, al Nord Italia, le temperature si sono già stabilizzate su valori più consoni all’autunno, anche se in alcune aree hanno subito una flessione al di sotto delle medie stagionali, soprattutto durante i picchi di maltempo. Tuttavia, si prevede che, con il ritorno del sole, i valori possano nuovamente salire. Questa alternanza tra freddo e caldo diventa un fattore preoccupante, poiché le previsioni non mostrano un cambio definitivo verso una stabilizzazione delle condizioni climatiche.

       

      Interessante è anche la possibilità di una precoce intrusione di aria fredda dall’Est Europa, in particolare dalla Russia, verso la fine di ottobre. Questo tipo di fenomeno si è verificato anche in passato, come durante l’ondata di gelo di fine ottobre del 1997, quando le temperature scesero sotto lo 0 °C in diverse città del Nord Italia, con record storici come i -5 °C di Piacenza. Episodi simili, seppur meno frequenti oggi, sono sempre possibili e rappresentano un elemento di grande variabilità per il clima autunnale italiano.

       

      Nonostante le intrusioni di aria fredda, l’elemento dominante nel breve periodo, dopo le piogge al Centro-Nord della prima metà di settimana, sarà il caldo africano. Dopo il 10 ottobre, è attesa una rimonta anticiclonica che potrebbe riportare temperature estive al Centro Italia e al Sud Italia, dove i valori termici potrebbero avvicinarsi nuovamente ai 35 °C. Questo avverrà grazie all’espansione dell’alta pressione subtropicale, che comprimerà l’aria nei bassi strati, amplificando il riscaldamento. In Nord Italia, il fenomeno potrebbe risultare meno intenso, ma è ancora presto per avere certezze riguardo le proiezioni specifiche.

       

      Le ondate di caldo tardo-autunnali non sono un evento del tutto nuovo in Italia, ma la loro intensità e frequenza sembrano aumentare negli ultimi anni, in concomitanza con il riscaldamento globale. L’aumento delle temperature a ottobre oltre i 35 °C è un fenomeno da monitorare attentamente, poiché rappresenta un’anomalia rispetto ai valori tipici della stagione. Questo caldo fuori stagione potrebbe durare per alcuni giorni, specialmente al Centro Italia e al Sud Italia, prima che un eventuale cambiamento delle correnti possa riportare le condizioni più in linea con il periodo autunnale.

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