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Fino a poco fa, si potevano considerare due ipotesi meteo distinte: da un lato il maltempo persistente e dall’altro il ritorno dell’Anticiclone Africano, con temperature simili a quelle estive. Tuttavia, gli ultimi aggiornamenti meteorologici indicano una terza strada: una maggiore variabilità atmosferica, che si avvicina a una “normalità autunnale”. È importante sottolineare, però, che questa normalità non è la stessa a cui eravamo abituati prima del 2000, quando le perturbazioni atlantiche portavano piogge regolari e benefiche dopo l’estate.

 

Le attuali ondate di maltempo, infatti, sono diverse da quelle tradizionali, poiché il clima ha subito significativi cambiamenti. Ciò che emerge dai modelli meteorologici più recenti è un aumento della variabilità, con alcuni centri di calcolo che escludono totalmente il ritorno dell’alta pressione sul Mediterraneo, prevedendo invece condizioni instabili a causa dell’arrivo di infiltrazioni d’aria fresca da est o nord. Questi flussi freddi non devono essere sottovalutati, soprattutto considerando il calore accumulato nel Mediterraneo durante l’estate, che rappresenta un problema serio.

 

Questo eccesso di calore marino amplifica le instabilità autunnali, creando situazioni meteorologiche più violente. Durante l’estate, si è discusso molto delle conseguenze del caldo estremo, e ora queste previsioni si stanno avverando: il mare caldo agisce come un serbatoio di energia, rendendo l’Autunno potenzialmente molto più turbolento. Anche se alcune aree dell’Italia hanno visto poche piogge finora, si teme che entro dicembre anche queste regioni sperimenteranno eventi atmosferici estremi.

 

In conclusione, è sempre più evidente che il clima è cambiato radicalmente, con autunni che presentano un alternarsi di fasi di maltempo e instabilità, senza la prevedibilità a cui eravamo abituati. Questo fenomeno è destinato a persistere e probabilmente peggiorare nei mesi a venire.

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