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Il rover Perseverance della NASA, attualmente impegnato nell’esplorazione del cratere Jezero su Marte, sta dirigendosi verso una zona particolarmente intrigante chiamata Dox Castle. Questa area attira l’attenzione degli scienziati per le sue rocce, che potrebbero essere state depositate dall’impatto di un antico asteroide, evento che ha contribuito alla formazione del cratere stesso.

 

Il cratere Jezero, un antico letto lacustre ora essiccato, è stato esplorato dal rover dal 2021 con l’obiettivo principale di trovare tracce di vita microbica antica. Si ipotizza che il calore estremo generato dall’impatto dell’asteroide possa aver attivato fluidi idrotermali attraverso le fratture della regione, in un processo simile a quello osservato sui fondali oceanici terrestri, dove i venti idrotermali emettono fluidi carichi di particelle. Gli scienziati sperano che eventuali segni di vita che potrebbero essersi sviluppati attorno a questi venti siano conservati nelle rocce di Dox Castle.

 

Situato tra la “Margin Unit”, all’interno del bordo del cratere, e il bordo stesso, Dox Castle offre una rara opportunità di studiare rocce antiche colpite dall’impatto, aiutando i ricercatori a ricostruire la storia stratificata del Pianeta Rosso. Questo potrebbe fornire nuove informazioni sulla geologia di Marte e su possibili ambienti che un tempo avrebbero potuto ospitare la vita.

 

Margaret Deahn, dottoranda presso l’Università Purdue in Indiana e parte del team di mappatura del percorso del rover, ha sottolineato l’importanza scientifica di studiare le rocce esposte più antiche di Marte grazie al lavoro del Perseverance. Il rover ha recentemente iniziato la salita verso il bordo del cratere, raccogliendo campioni lungo il tragitto, da inserire nei suoi 13 tubicini rimanenti. Questi campioni sono destinati a essere riportati sulla Terra tramite future missioni di ritorno, fornendo materiale marziano per studi approfonditi.

 

Il percorso verso Dox Castle, pianificato dal team scientifico ed ingegneristico, si è rivelato fattibile grazie all’uso del sistema di navigazione automatica AutoNav. Il rover sta affrontando la sfida di attraversare pendii rocciosi con inclinazioni fino a 23 gradi e dislivelli di circa 300 metri, rendendo questa la salita più impegnativa affrontata finora dal Perseverance.

 

Nonostante una recente tempesta di polvere abbia temporaneamente ridotto la visibilità, il rover ha continuato il suo viaggio senza deviazioni, grazie all’affidabilità del sistema AutoNav. Gli scienziati sono fiduciosi che, una volta schiariti i cieli marziani, Perseverance potrà offrire osservazioni spettacolari sia sul fondo del cratere che sulla zona del delta del Jezero, fornendo ulteriori indizi sulla storia geologica e potenzialmente biologica del pianeta.

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