In Italia non vi sono leggi che impongono l’aria condizionata negli edifici. Soprattutto nelle città universitarie, dove la speculazione negli affitti, che garantisce redditi elevati ai proprietari, dovrebbe obbligarli a dotare la casa locata della climatizzazione estiva, oltre che di un arredo decente e materassi nuovi al cambio di ogni inquilino. Ma non succede niente di questo. In Italia si continua a lavorare sotto il sole cocente con una temperatura dell’aria di 40°C e più, violando le più elementari norme di sicurezza sulla salute. Un caso emblematico sono le scuole, dove gli esami di maturità, avvenendo in giugno, si svolgono con un clima molto caldo, che abbassa sensibilmente il livello di concentrazione degli studenti e docenti, e procura irritabilità, invalidando la qualità di quello che sarà il lasciapassare per la vita lavorativa dei nostri giovani. Ma le scuole italiane sono come sono da sempre.
In America, negli Stati Uniti, paese che visto da lontano ci appare più moderno del nostro, ma in realtà non lo è affatto, e qui non facciamone ragioni politiche. Infatti, in Europa con l’avvento della Comunità Europea si fanno molte leggi che migliorano la vita dei cittadini, anche se viste inizialmente ci lasciano tutti sconcertati. E forse sarà proprio la Comunità Europea a porre l’obbligo in Italia di rispettare la vita di cittadini e lavoratori durante il clima estivo che diventa sempre più caldo.
Ma ecco cosa succede negli USA, ovvero Stati Uniti d’America. Si stima che circa il 90% degli americani disponga di sistemi di climatizzazione, siano essi centrali o a finestra, nelle proprie abitazioni. In regioni come la Georgia e il Texas, l’aria condizionata è praticamente onnipresente. Tuttavia, in città storicamente più fresche come Seattle e San Francisco, solo il 50% delle famiglie possiede un impianto di climatizzazione. Tra le famiglie in condizioni di povertà, questa percentuale scende al 31%. A Boston, la copertura raggiunge il 90%, anche tra le famiglie a basso reddito. Ma queste percentuali non devono ingannare: ci sono ancora migliaia di abitazioni senza aria condizionata.
La questione non riguarda solo il possesso di un condizionatore; è fondamentale capire se le persone possono permettersi di utilizzarlo. Il tasso di utilizzo dell’aria condizionata è inferiore tra gli affittuari rispetto ai proprietari di case unifamiliari. Il caldo estremo è mortale. Uno studio della Harvard TH Chan School of Public Health ha scoperto che una morte per ictus su 500 a livello globale è causata dal caldo estremo. A Boston, il rischio di morte è del 37% più alto nei giorni con una temperatura di 32°C rispetto a quelli con 24°C.
Le morti non rappresentano l’intero impatto del caldo estremo sulla salute. Mentre il corpo cerca di raffreddarsi, il cuore batte più velocemente e i muscoli si affaticano, influenzando coordinazione ed equilibrio. La disidratazione diventa una minaccia e anche il cervello rallenta. Questo mette a dura prova i servizi di emergenza. A Boston, nelle giornate calde, le risposte della polizia, delle ambulanze e dei pompieri aumentano rispettivamente del 2%, 9% e 10%. In alcune città dell’Atlantico centrale, quest’anno il caldo ha costretto le scuole a chiudere già a maggio.
Troppe città trascurano questa minaccia. Durante le ondate di caldo, le città si affrettano a portare le persone nei centri di raffreddamento (in Italia ci sono i Centri Commerciali, mica li abbiamo questi luoghi, noi), ma questo non è sufficiente. Le persone devono riconoscere la minaccia per la loro salute e sicurezza. Uno studio sugli anziani delle case popolari ha dimostrato che non adottavano nemmeno le misure più elementari come bere più acqua durante un’ondata di caldo. Inoltre, è difficile per molti lasciare la propria casa e raggiungere uno di questi centri di raffreddamento.
New York City offre un esempio di come affrontare la minaccia delle ondate di caldo indoor. La città stabilirà una “politica sulla temperatura interna massima estiva” entro il 2030. Non è una novità, è l’equivalente di ciò che fanno New York e Boston in inverno, quando i proprietari sono tenuti a mantenere gli appartamenti a una temperatura superiore a 20°C durante il giorno e a 17°C di notte. New York richiede inoltre che tutte le nuove costruzioni includano il raffreddamento entro il 2025. Per affrontare i maggiori costi di installazione e utilizzo dell’aria condizionata, la città sta espandendo il programma di assistenza energetica domestica per includere il supporto per il raffreddamento, non solo per il riscaldamento. New York, però, è probabilmente la città con il reddito pro capite più alto degli USA.
Per raffrescare le persone senza surriscaldare il pianeta, le città devono proteggere le persone dal caldo e affrontare il significativo consumo energetico dell’aria condizionata. L’elettricità utilizzata per il raffreddamento e il riscaldamento danneggia il clima e la nostra salute se deriva da combustibili fossili, quindi è necessario sostituire le fonti energetiche sporche con quelle rinnovabili.
Bisogna anche migliorare i condizionatori d’aria. I refrigeranti con idrofluorocarburi, potenti gas serra, verranno gradualmente eliminati, ma dobbiamo anche migliorare l’efficienza energetica e ridurre il costo dei condizionatori. Un rapporto dell’International Energy Association ha rilevato che le persone spesso acquistano unità meno efficienti dal punto di vista energetico. L’innovazione è in atto, ma è necessario rendere le migliori opzioni accessibili a tutti i consumatori.
Nel frattempo, esistono opzioni a bassa tecnologia come i ventilatori che forniscono un raffreddamento economico ed efficiente dal punto di vista energetico. Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano di non utilizzarli a temperature superiori a 35°C, ma nuove ricerche stanno testando questo parametro.
I progetti di “casa passiva” offrono abitazioni con minori esigenze di raffreddamento e riscaldamento, una temperatura interna più confortevole e stabile e bollette energetiche basse o nulle. Anche piccoli interventi come i tetti bianchi, che riflettono il calore e la radiazione solare, e piantare alberi per ombreggiare gli edifici possono ridurre l’effetto isola di calore urbano, che rende spesso le città più calde delle aree circostanti.
La narrativa è polarizzata: “abbiamo bisogno di più aria condizionata” o “più aria condizionata fa male al pianeta”. Entrambe le affermazioni sono vere. Abbiamo bisogno di più, ma migliori, condizionatori d’aria, combinati con altri meccanismi di raffreddamento efficienti dal punto di vista energetico all’interno, sopra e intorno agli edifici. E ne abbiamo bisogno adesso.