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Il rapporto “Stato del​ Clima ⁤Globale 2023” dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) ⁤è stato pubblicato il 19 marzo 2024, confermando il 2023 come l’anno ‍più caldo mai registrato. Il documento è ‌stato rilasciato⁤ in vista del Ministeriale sul Clima di‍ Copenhagen, che si terrà il ⁣21‌ e 22 marzo, dove leader e ministri del clima di tutto il mondo si ‍riuniranno per promuovere un’azione ⁢climatica accelerata.

Il rapporto dell’OMM ha confermato che il 2023 è stato l’anno più caldo mai registrato,‍ con la temperatura media globale vicino alla superficie⁢ terrestre di 1,45 °C sopra la‍ linea di ‍base preindustriale, superando il record degli⁢ anni più caldi precedenti, il 2016 ‍con 1,29 ⁢°C ⁣e il 2020 con 1,27 °C sopra la media del periodo 1850-1900.

 

Il⁢ valore dell’OMM differisce⁣ leggermente dal Rapporto ⁤sulla Temperatura Globale di Berkley per‌ il 2023, pubblicato a gennaio, ‍che stimava la media annuale ‌globale per il 2023‌ a 1,54 °C sopra la media del periodo ⁣1850-1900, tradizionalmente utilizzato come riferimento per il periodo preindustriale.

L’aumento a lungo termine della temperatura globale è stato attribuito⁢ all’aumento delle ⁣concentrazioni⁣ di gas serra nell’atmosfera e‍ al passaggio dalle condizioni di La Niña⁢ a quelle di El Niño a metà del 2023, ‍che hanno contribuito al rapido aumento‍ della temperatura dal 2022 al 2023.

 

Esaminando indicatori specifici dei rapporti, le temperature medie globali della superficie del​ mare (SST) hanno raggiunto un record da aprile ​in‌ poi, con i⁢ record di⁣ luglio,⁢ agosto e settembre superati di un ⁤margine particolarmente ‌ampio. È stata registrata un’eccezionale ondata di⁤ calore nelle ‍acque dell’Atlantico orientale settentrionale, del Golfo del Messico e ⁢dei Caraibi, del Pacifico ​settentrionale e di⁢ ampie aree dell’Oceano Meridionale.

L’estensione dei ghiacci marini antartici ha raggiunto un minimo assoluto ​per l’era dei satelliti (dal 1979) nel febbraio 2023 e è rimasta a un livello record ⁣per il periodo dell’anno da‍ giugno fino a inizio novembre. Il massimo annuale a settembre è stato ⁤di circa 1,5 milioni di km²⁢ al di sotto della media del periodo‌ 1991-2020 e 1 ⁣milione ‍di ‌km² al di ⁤sotto del precedente‍ record di massimo minimo.

 

Secondo i dati preliminari, l’insieme⁢ globale dei ghiacciai⁤ di riferimento ha⁤ subito la più grande perdita di ghiaccio ‌mai registrata (dal ⁣1950), guidata ⁣da ⁤un’estrema fusione sia nell’America del ⁢Nord occidentale che in Europa.

Eventi ‌meteorologici e climatici estremi hanno avuto importanti impatti socio-economici su tutti i continenti abitati, tra cui inondazioni maggiori, cicloni tropicali,‍ ondate di calore⁣ estreme e siccità, e ‍incendi boschivi associati, ha detto l’OMM.

Inondazioni legate a piogge estreme dal Ciclone ‍Mediterraneo ⁢Daniel (noto anche‌ come Medicane Marquesa) hanno⁤ colpito Grecia,⁣ Bulgaria,⁣ Turchia e Libia con ‍una ​particolare pesante perdita di vite umane in​ Libia a settembre.

Il Ciclone Tropicale “Freddy” tra febbraio⁤ e marzo è stato uno dei cicloni tropicali più longevi al mondo con importanti impatti su​ Madagascar,⁢ Mozambico e Malawi.

 

Il‌ Ciclone Tropicale “Mocha” a⁣ maggio è stato uno ​dei cicloni più‍ intensi mai osservati nel Golfo del Bengala e ha provocato 1,7 milioni di sfollamenti‍ in⁤ tutta la sub-regione, da Sri Lanka a Myanmar e attraverso India e Bangladesh, peggiorando l’insicurezza alimentare acuta.

L’uragano “Otis”⁢ si ⁣è intensificato fino a ‌un sistema di⁤ massima Categoria 5 in poche ore, uno ‌dei tassi di intensificazione più rapidi dell’era dei satelliti.​ Ha colpito la località turistica costiera messicana di Acapulco il‌ 24 ​ottobre, causando​ perdite economiche stimate intorno ai 15 miliardi ​di dollari USA e‌ uccidendo almeno ​47 persone.

 

Alcune delle ondate di calore più significative‍ si ⁣sono verificate⁢ nel sud Europa‍ e nel nord ⁢Africa, in particolare nella seconda metà ⁢di luglio. Le temperature in Italia hanno raggiunto​ i 48,2 °C, e temperature record sono state segnalate‍ a Tunisi (Tunisia) 49 °C, Agadir (Marocco) 50,4 ‍°C e⁣ Algeri (Algeria) 49,2‌ °C.

La stagione degli incendi boschivi‌ del‍ 2023 in Canada è stata la peggiore mai registrata.‍ L’area totale ⁤bruciata a livello nazionale per l’anno è stata di ‍14,9 ⁣milioni di ettari, più di sette volte la media a ‌lungo ‍termine. Gli incendi hanno⁤ anche portato a ⁢gravi inquinamenti da fumo,‌ in particolare nelle aree densamente​ popolate ⁢dell’est⁢ del Canada e del nord-est degli Stati Uniti. ​L’incendio boschivo più ⁢mortale dell’anno è stato alle Hawaii, con almeno 100 morti segnalati, il più mortale negli USA ‌da oltre 100 ‍anni, e perdite economiche stimate a 5,6 miliardi di⁢ dollari USA.

 

La regione‌ del Corno d’Africa, che stava‍ vivendo‍ una siccità a lungo termine, ha⁤ subito‍ inondazioni sostanziali nel 2023,‍ in particolare più avanti nell’anno. Le inondazioni hanno⁣ sfollato 1,8‍ milioni​ di persone in Etiopia, Burundi, Sud ⁤Sudan, Tanzania, Uganda, Somalia⁣ e ⁤Kenya, oltre⁢ ai ⁤3 milioni di persone sfollate internamente ‌o attraverso i confini​ a causa delle cinque ⁤stagioni consecutive di siccità in Etiopia, ‌Kenya,‍ Gibuti e Somalia.

La siccità a ⁣lungo termine è⁢ persistita ⁤nel nord-ovest dell’Africa e in alcune parti della Penisola Iberica, così come ⁢in parti dell’Asia centrale ⁣e sud-occidentale. ⁣Si è intensificata​ in molte parti dell’America Centrale e del Sud. ⁢In Argentina settentrionale e ⁤Uruguay, le‌ precipitazioni da gennaio ad⁤ agosto sono state dal ‌20 al 50% al di sotto della media, portando a perdite​ di raccolto e bassi livelli di stoccaggio dell’acqua.

Pericoli meteorologici e climatici hanno‌ anche esacerbato le sfide con ⁤la sicurezza alimentare, ⁤gli spostamenti della popolazione e gli ‍impatti ⁣sulle popolazioni ⁤vulnerabili. Hanno continuato a innescare nuovi, prolungati‌ e secondari spostamenti e aumentato la vulnerabilità di ⁢molti che erano già sradicati da situazioni complesse e multicausali di​ conflitto ⁣e violenza.

 

Il⁤ rapporto dell’OMM ⁤è stato pubblicato ‌in vista del Ministeriale sul Clima ​di⁤ Copenhagen, dove leader e ministri del clima ​di tutto il mondo si⁢ riuniranno⁤ per la prima volta dal COP28 a‌ Dubai per‌ promuovere un’azione climatica accelerata. Migliorare i contributi nazionali determinati (NDC) dei paesi‍ prima della scadenza di febbraio 2025 sarà in cima all’agenda, così come raggiungere⁣ un ​accordo ambizioso sul finanziamento alla COP29 per ⁤trasformare i​ piani nazionali in azione. Il rapporto ⁣prepara anche il terreno ‌per‌ una nuova campagna di azione per il⁢ clima dell’UNDP e dell’OMM che sarà lanciata il 21 marzo.

Secondo il think tank E3G, l’incontro di Copenhagen segna ⁣l’inizio della “Strada per Belem”.⁤ Il termine ⁣si riferisce al‌ periodo che precede la COP30, prevista ‍a Belem, ‌Brasile, nel novembre 2025, quando “i governi saranno giudicati sulla ⁢consegna di una gamma di promesse climatiche”. Ciò include impegni per la transizione lontano‍ dai combustibili fossili, ⁢affrontare ⁤il clima, ⁢la salute e la biodiversità, e rafforzare⁤ l’azione sull’adattamento e‍ la perdita e⁤ il ⁢danno.

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