Dall’ice al ferro: i fiumi “arrugginiti” dell’Alaska e l’effetto dello scongelamento del permafrost
Il fenomeno dei fiumi arancioni in Alaska
Il paesaggio dell’Alaska sta subendo una trasformazione preoccupante: i suoi corsi d’acqua stanno assumendo una colorazione arancione. Questo fenomeno è stato osservato in decine di fiumi e ruscelli, e gli scienziati sospettano che la causa sia il disgelo del permafrost, il terreno perennemente congelato che caratterizza l’Artico. Il permafrost, infatti, trattiene enormi quantità di gas metano, un potente gas serra che, una volta rilasciato nell’atmosfera, contribuisce all’ulteriore riscaldamento del pianeta e al conseguente disgelo del terreno. Questo processo non solo libera metano, ma può anche destabilizzare il suolo e rilasciare patogeni dormienti.
• Il fenomeno dei fiumi arancioni in Alaska
• Le caratteristiche delle acque arancioni
• Le ipotesi alla base del cambiamento
• Le conseguenze ambientali del fenomeno
• Impatto sulla qualità dell’acqua
• Effetti sugli ecosistemi acquatici
Le caratteristiche delle acque arancioni
Le acque dei fiumi che hanno cambiato colore presentano caratteristiche peculiari: sono più ricche di ferro, hanno minori livelli di ossigeno disciolto e sono più acide rispetto ai fiumi vicini che mantengono un aspetto limpido. Un esempio è il Tukpahlearik Creek, un corso d’acqua situato nel nord-ovest dell’Alaska, vicino al Kobuk Valley National Park e a nord del Circolo Polare Artico. Il 23 luglio 2023, il satellite Landsat 9 ha catturato immagini delle sue acque color ruggine.
Le ipotesi alla base del cambiamento
Le ragioni esatte dietro la colorazione arancione e la chimica alterata di questi fiumi sono ancora oggetto di dibattito. Una delle ipotesi suggerisce che, insieme al metano, i batteri producano una forma solubile e ridotta di ferro mentre digeriscono materiale vegetale e animale nei suoli del permafrost in via di disgelo. Quando questo ferro raggiunge i corsi d’acqua, può ossidarsi, o “arrugginirsi”, e conferire all’acqua la colorazione arancione.
Le conseguenze ambientali del fenomeno
Impatto sulla qualità dell’acqua
Un’altra teoria, non necessariamente in contrasto con il processo batterico, ipotizza che l’acqua incontri strati di roccia ricchi di minerali solfuri sotto il permafrost in disgelo, un evento che probabilmente non si verificava da migliaia di anni. Le reazioni chimiche che ne conseguono possono arricchire l’acqua di acido solforico. Inoltre, quest’acqua acida potrebbe estrarre metalli pesanti dalle rocce e trasportarli a valle, in un processo simile a quello che inquina l’acqua vicino alle attività minerarie.
Effetti sugli ecosistemi acquatici
La chimica dell’acqua alterata degrada l’habitat per i pesci, i piccoli animali acquatici e le larve di insetti. Il ferro precipitato può ostacolare la respirazione dei pesci e soffocare le loro uova, tra gli altri effetti. Il drastico cambiamento nella qualità dell’acqua potrebbe avere ripercussioni significative soprattutto nei villaggi che dipendono dai fiumi originati nelle regioni di permafrost per il pesce e l’acqua potabile.
Il permafrost è definito come suolo, roccia e qualsiasi altro materiale sottosuperficiale della Terra che esiste a una temperatura pari o inferiore a 0 °C per almeno due anni consecutivi. Le attuali mappe del permafrost nell’emisfero settentrionale si basano su una mappa compilata nel 1997 dall’International Permafrost Association. Questa mappa è stata aggiornata e digitalizzata nel 2012 per mostrare il permafrost continuo, discontinuo/sporadico, le aree isolate di permafrost, nonché i ghiacciai e le calotte glaciali.
Le immagini satellitari catturate da Landsat 9 e analizzate dal **NASA Earth Observatory** mostrano in modo chiaro il fenomeno dei fiumi arancioni, offrendo una prospettiva visiva dell’impatto che il cambiamento climatico sta avendo sul nostro pianeta. È fondamentale continuare a monitorare questi cambiamenti per comprendere meglio le dinamiche in atto e per sviluppare strategie efficaci per mitigare gli effetti negativi sulle comunità e sugli ecosistemi.
