Tempesta Agnes è stata di tipo Shapiro-Keyser. Il significato di questo evento meteo

Tempesta Agnes è stata di tipo Shapiro-Keyser. Il significato di questo evento meteo

Una tempesta anomala per il periodo

Sembra che Agnes abbia seguito un’evoluzione di tipo Shapyro-Keyser, che presenta diverse differenze rispetto ai modelli classici norvegesi. Un’altra delle sue peculiarità è che ha subito un importante processo di ciclogenesi esplosiva, con una pressione minima al suo centro che ha raggiunto i 965 hPa, un valore insolito per il periodo.

Una tempesta anomala per il periodo

Il processo di formazione di Agnes

Intensificazione della tempesta

Naufragi a causa dei venti estremi

Altre differenze rispetto alle tempeste “classiche”

Il passaggio del fronte freddo

Il processo di formazione di Agnes

Durante il suo processo di formazione, si è verificato quello che è noto come inclusione calda, in cui la tempesta acquisisce un’anomalia calda al suo centro, una caratteristica tipica dei cicloni tropicali. Le nuvole assumono una forma molto particolare quando iniziano a ruotare attorno al nucleo formando una spirale che in alcuni casi può chiudersi formando una sorta di occhio.

Intensificazione della tempesta

Il processo di intensificazione della tempesta è stato così potente da riuscire a staccare una sacca di aria calda e incorporarla al suo centro, occupando principalmente i livelli più bassi. Queste intensificazioni così rapide di questi cicloni extratropicali avvengono in aree di forti gradienti orizzontali di temperatura.

Non bisogna confondere queste tempeste con gli uragani che attraversano l’Atlantico tropicale. Tuttavia, le raffiche di vento associate ad Agnes sono state molto intense, generando onde di oltre 9 metri in alcuni settori costieri del sud-ovest dell’Irlanda.

Naufragi a causa dei venti estremi

Nelle acque dell’Atlantico Nord e persino nelle vicinanze della Penisola, ci sono stati incidenti e naufragi di imbarcazioni a causa di venti estremi associati a un getto di vento.

E’ una caratteristica che di solito si associa a fenomeni violenti o estremi, che consiste nella formazione di un canale discendente della corrente in getto polare, che scorre molto vicino e a sud del centro della tempesta, generando venti molto intensi in superficie, a volte superiori a 150 km/h.

Altre differenze rispetto alle tempeste “classiche”

Nella sua fase di maturità, non si forma alcuna occlusione nelle tempeste di tipo Shapiro-Keyser, a differenza dei cicloni extratropicali “classici” della scuola norvegese. Si trova che un limite di massa d’aria delimita il nucleo caldo dell’aria fredda a nord e ovest della superficie bassa, mostrando molte somiglianze con un fronte caldo. Infatti, dove ci si aspetterebbe l’occlusione nel quadro sinottico, si disegna un fronte caldo piegato all’indietro.

Il passaggio del fronte freddo

Con il passare delle ore, l’aria fredda situata dietro il fronte freddo inizia ad avvolgere il nucleo caldo del ciclone e finisce per isolarlo. Questo processo termina quando si raggiunge un equilibrio termico tra il nucleo caldo e l’aria fredda circostante.