
Le condizioni meteo come quelle che si sono verificate in questi ultimi giorni nell’Europa orientale non succedevano da parecchi decenni. E a sostenerlo sono le autorità locali, ma anche i meteorologi. In Grecia la situazione è stata veramente critica soprattutto durante la serata e la nottata di ieri, quando migliaia di automobilisti sono rimasti intrappolati nelle loro auto sotto una tormenta apocalittica di neve. Nell’area del Peloponneso dove nella parte meridionale sorge la città di Atene, la neve raggiungeva dai 50 ai 100 cm di spessore, accompagnata dal vento che soffiava anche oltre i 130 km/h, azzerando la visibilità.

24 ore prima è stata la Turchia settentrionale a sperimentare un evento meteo che secondo le autorità locali non avveniva dagli anni ‘50 del secolo scorso, con una tempesta di neve di violenza eccezionale. In alcune zone della quantità di neve caduta supera i 150 cm, specialmente laddove c’è stato quell’effetto causato dalle acque del Mar Nero, lo snow sea effect, che caricano le nubi umidità che poi si va a scaricare sulla terraferma in ingentissime precipitazioni. E anche da queste parte migliaia di automobilisti sono rimasti bloccati nelle loro auto. E sono state chiuse le autostrade, e soprattutto vietato l’utilizzo di mezzi privati.

Il divieto di utilizzo di mezzi privati è stato deciso da varie prefetture in Grecia a partire dalla serata di ieri e sino stamattina. Divieto che era già in atto in varie aree della Turchia, in quanto erano migliaia di automobilisti che hanno chiesto soccorsi perché travolti da una valanga di neve che cadeva dal cielo.
La neve ha interessato aree densamente abitate, centri dove ogni giorno transitano alcuni milioni di persone, il tutto dopo un inverno abbastanza clemente. Ma purtroppo capita spesso così, e ciò sta succedendo con sempre maggior frequenza, che a seguito di lunghi periodi di bel tempo, clima mite, aria gelida proveniente dalla regione artica irrompa nelle medie latitudini innescando delle tempeste di neve invernali.

E di questo ne sanno qualcosa anche in altri continenti, anche in regioni dove la neve è di casa, come il Canada orientale. Pensate che lo stato dell’Ontario ha dovuto chiudere uffici e scuole a causa delle eccessive nevicate. Ma le notizie di nevicate estreme arrivano anche dalla Siberia, laddove sono abituati alla neve al freddo, ma non a precipitazioni nevose così abbondanti, che ostacolano ogni movimento.
Mentre tutto attorno noi succedono queste condizioni meteo estreme, l’Italia continua a essere interessata dall’alta pressione. L’aria fredda ci ha sfiorato appena. Tuttavia, la temperatura è scesa sensibilmente nel settore adriatico meridionale, il Sud Italia e la Sicilia, dove la temperatura prometteva, se ci fossero state precipitazioni, neve a bassissima quota. Ma da queste parti si sono solo viste fioccate e qualche spruzzo di neve sui rilievi.
Ma ora si guarda al futuro, il Vortice Polare è molto intenso, ma inizia sempre con maggior evidenza a flettere, e generare nuove improvvise anse che riempirà di aria fredda, e che si dirigeranno verso latitudini temperate, che in alcuni casi queste stanno raggiungendo anche zone insolitamente meridionali come il caso di Pakistan, Iran, India.

I modelli matematici di previsione tradizionali faticano a intravedere l’esatta rotta di queste nuove masse d’aria fredda, ma tuttavia prospettano nuove bolle gelide che faranno irruzione in Europa. La rotta prediletta di queste nuove incursioni d’aria fredda sembrerebbe essere la medesima degli ultimi giorni, ovvero l’Europa orientale. Ma non mancano le incertezze, così che a tratti i modelli matematici propongono obiettivo anche l’Italia.
L’Italia si trova in parte una condizione geografica sfavorevole alle irruzioni d’aria fredda di origine artica, dove principalmente è il Nord Italia che respinge queste folate gelide con la barriera delle Alpi. Ma gran parte d’Italia ne sarebbe vulnerabile e ci riferiamo alle regioni centrali tirreniche, quelle meridionali, la Sardegna, la Sicilia, le regioni del centro adriatico e il Sud Italia, dove nel caso si potrebbero verificare condizioni meteo estreme, anche similari a quelle che abbiamo visto in Grecia un Turchia.
E lo rammentiamo, in Grecia e Turchia abbiamo visto condizioni meteo che per noi sarebbero paragonabili a quelle avute nel 1985 per quantitativi di neve caduta, anche se allora in precedenza si ebbe un’ondata di gelo eccezionale proveniente dalla Siberia. Ma quello fu un evento meteo che investì a pieno anche le regioni del Nord Italia.
Come abbiamo detto il Nord Italia viene schivato da queste condizioni, tuttavia ci possono essere parecchie complicazioni. Innanzitutto, se l’irruzione d’aria fredda dovesse dirigersi verso la Fossa del Rodano, si potrebbe avviare una ciclogenesi nel Mar Ligure, e in questo caso le condizioni meteo andrebbero a peggiorare nel Nord Italia con neve diffusa.
È sbagliato pensare che la neve al Nord Italia possa giungere solo ed esclusivamente per quello che viene detto addolcimento della temperatura dopo un’irruzione d’aria fredda, questo sotto gli effetti del transito di una perturbazione da sud-ovest.
Però, siccome l’intento di questo approfondimento non è fare didattica meteo, bensì analizzare le possibilità che eventi meteo estremi si possano verificare anche in Italia.
Ebbene, siamo nella fase della stagione cui ci sono le maggiori ondate di freddo, anche se dobbiamo evidenziare come con il trascorrere dei giorni e delle settimane, anche quest’inverno rischia di fare fumata bianca per l’Italia, ovvero di avere un inverno caratterizzato dall’alta pressione senza particolari disturbi e di eventi meteo rigidi se non quelli delle inversioni termiche e di qualche sbuffo d’aria fredda che ci sfiora appena.
L’Italia e l’Europa occidentale stanno vivendo un’epoca di cambiamenti meteo climatici molto rilevante, con una riduzione delle nevicate invernali molto importante.
Grecia, evento meteo storico.
