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Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 le lancette tornano indietro di un’ora: alle 3 saranno di nuovo le 2. Si dice che si dorme un’ora in più, ma da lunedì il tramonto arriva prima e il rientro a casa, per milioni di persone, avviene con il buio. Il tempo atmosferico non cambia di un decimo di grado. Cambia invece il modo in cui lo percepiamo, e parecchio. Ne abbiamo già parlato ampiamente.

 

Perché con l’ora solare sembra subito più freddo

La temperatura massima si raggiunge di solito nel primo pomeriggio. Dopo il tramonto il suolo cede verso l’alto il calore accumulato durante il giorno, per irraggiamento, e lo fa tanto più in fretta quanto più il cielo è sereno e l’aria calma. Con l’ora solare usciamo da uffici e scuole proprio in questa fase: il termometro non registra nulla di diverso, la pelle sì. In Pianura Padana, al Nord Italia, l’umidità elevata e le prime nebbie rendono la sensazione più pungente, mentre al Sud e sulle Isole Maggiori il mare smorza il contrasto, in linea con i contrasti termici di ottobre tra Nord e Sud. È lo stesso meccanismo che, nelle notti limpide, produce la brina anche con il termometro sopra zero.

 

Luce, umore e meteoropatia

Per il corpo umano esiste un solo orologio a scandire sonno, alimentazione e consumo di calorie, quello dell’ipotalamo – la struttura del sistema nervoso centrale situata alla base del cervello – che controlla fame, sazietà, sete e ritmo sonno-veglia in relazione alla quantità di luce che ci circonda. Il buio stimola la produzione di melatonina, l’ormone del sonno: anticiparlo può dare stanchezza precoce e, nelle persone più sensibili, un calo dell’umore. È il terreno della meteoropatia, che con l’accorciarsi delle giornate tende a farsi sentire, anche perché l’Autunno non arriva ovunque nello stesso momento.

Va detto però che «il ritorno all’ora solare sembra comportare meno difficoltà per l’organismo rispetto al passaggio primaverile all’ora legale», come ha spiegato all’Adnkronos Salute Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. Il contrario di quanto accade a marzo con il ritorno dell’ora legale, quando si perde un’ora di sonno.

 

L’indagine della Camera e l’ipotesi di ora legale permanente

Rispetto al 1966, quando venne definitivamente adottata per legge (in Italia fu usata come misura di guerra nel 1916 e poi dal 1940 al 1942), l’ora legale si ritrova oggi in un contesto completamente diverso: le lampadine ad alta efficienza consumano poco, i condizionatori sulle facciate dei palazzi molto. Lo ha messo nero su bianco l’indagine conoscitiva approvata all’unanimità dalla Commissione Attività produttive della Camera, che ha raccolto anche l’analisi di Confcommercio sui profili di consumo elettrico mutati. Il promotore, il deputato della Lega Andrea Barabotti, parla di superamento del doppio cambio come di «un beneficio certo sotto il profilo della salute» e punta all’ora legale permanente, sostenuta dalla petizione «Ora legale per sempre» di Consumerismo No Profit e della Società italiana di medicina ambientale, con oltre 350 mila firme verificate su Change.org. Il nodo, però, resta europeo, come ricostruito nell’analisi sulle ipotesi di ora legale permanente.

 

Il fronte americano e il business del golf

Negli Stati Uniti anche Donald Trump è favorevole: «Il buio è deprimente», ha dichiarato. Il disegno di legge, approvato a larga maggioranza alla Camera, è fermo al Senato per l’opposizione di rappresentanti di Stati come Arkansas, South Dakota e Montana, dove l’alba non arriverebbe prima delle 8.30 o 9.30. Secondo The Hill, pesa anche il golf: Brian Rolapp, ceo del PGA Tour, stima 23 milioni di partite e 1 miliardo di dollari di ricavi annui in più.

 

Le ragioni dell’ora solare

Con l’ora legale tutto l’anno, a Torino si conterebbero 81 giorni con alba successiva alle 8, e nel giorno del solstizio d’inverno il sole sorgerebbe alle 9.04. Anche a Bari, la grande città più a Sud-Est, i giorni sarebbero 34. Bambini a scuola con il buio fitto: proprio per questo la Federazione Russa ha fatto retromarcia a tre anni dalla scelta del 2011. L’ipotalamo segue il sole, non il calendario parlamentare. E ora che i condizionatori consumano più delle lampadine, l’ora solare può tranquillamente tornare a scandire l’intero anno senza che motivi economici ne consiglino la sostituzione.

 

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