Chi segue le linee di tendenza meteo sulle distanze lunghe lo sa bene: due previsioni possono partire dagli stessi ingredienti e arrivare a conclusioni differenti. È quello che succede mettendo affianco il bollettino a lunga scadenza dell’Aeronautica Militare e le carte di anomalia del centro europeo ECMWF, aggiornate al 12 settembre 2026. Sulla direzione di marcia c’è sintonia. Sui tempi, molto meno.
L’Aeronautica Militare premette – per i suoi bollettini – che l’atmosfera ha un carattere caotico: le previsioni di dettaglio per singole località reggono solo pochi giorni, oltre diventano inaffidabili. Quelle a lunga scadenza nascono da calcolatori potenti, modelli matematici in ensemble che simulano il sistema atmosfera-oceano e una mole enorme di dati meteo-marini, con l’interpretazione dell’uomo a completare il lavoro. Non indicano il tempo di una città in un dato momento, ma lo scostamento probabile di un parametro rispetto alla media climatologica. Sono tendenze di massima, non certezze. Restano però utili per intuire in anticipo ondate di caldo o di freddo e possibili situazioni alluvionali.
Di uguale affidabilità sono quelle ECMWF che utilizziamo. Lo scopo di questo articolo è esclusivamente finalizzato alla lettura, non a prendere decisioni di qualsiasi natura. Noi possiamo avere servizi dedicati per il business e l’impresa, queste sono proiezioni in un contesto editoriale.
Quattro settimane secondo l’Aeronautica Militare
Il quadro tracciato dai meteorologi dell’Aeronautica Militare Italiana vede, nella prima settimana, dal 14 al 20 settembre, sull’Italia il delinearsi un regime di correnti nordoccidentali che porta alla discesa di aria più fresca dalla Scandinavia. Ne conseguono regimi pluviometrici generalmente in linea con la media del periodo, con punte al di sopra sul Triveneto e sulla Sicilia meridionale. Anche le temperature tendono a una graduale diminuzione al Centro-Nord, dove sulle aree interne si portano nella media, mentre sul resto del paese permangono al di sopra.
Tra il 21 e il 27 settembre si affacciano correnti umide sudoccidentali sulle regioni meridionali, mentre altrove il flusso resta nordoccidentale, più secco ma con masse d’aria in quota decisamente più fredde. Risultato: precipitazioni sopra la media al Sud, in linea sul resto della Penisola, e termometri che scendono fino ai valori tipici del periodo al Centro-Nord.
La terza settimana, dal 28 settembre al 4 ottobre, vede le correnti umide sudoccidentali estendersi a tutto il paese, sia pur deboli, ma con aria decisamente più mite. I quantitativi di pioggia restano in linea al Centro-Nord e si portano sopra la norma al Sud. Le temperature tornano a salire ovunque. Nell’ultima settimana, dal 5 all’11 ottobre, quel flusso si intensifica: piogge generalmente superiori alla media, specie lungo le aree costiere, e clima ancora più caldo del normale dalle Alpi alla Sicilia.
Che cosa mostrano le mappe ECMWF
Qui arriva la parte interessante: le carte di anomalia delle precipitazioni elaborate dai modelli matematici europei coprono il periodo che va dal 23 settembre fino a fine ottobre, e la prima impressione è netta: l’ultima decade di settembre appare molto meno piovosa della media trentennale su quasi tutta l’Italia. Non un dettaglio, considerando che il bollettino militare in quella fase parla di valori in linea con la norma.
L’unica eccezione, e va sottolineata, riguarda il Nord-Est. Attorno al 23 e al 24 settembre un nucleo più piovoso della media insiste sull’alto Adriatico, dal Friuli Venezia Giulia verso i Balcani occidentali, esattamente dove l’Aeronautica Militare colloca le sue punte sopra media.
Dal 25 al 27 settembre, invece, il segnale asciutto si allarga e si rafforza, con i valori più bassi rispetto alla norma sull’arco alpino e sul Nord-Ovest. Anche il Sud compare in condizione deficitaria, e questa è la divergenza più marcata rispetto al bollettino militare, che per la stessa settimana indica precipitazioni sopra la media proprio sulle regioni meridionali. Resiste soltanto un debole segnale più umido sul basso Ionio, al largo della Sicilia sudorientale.
La svolta arriva, ma con qualche giorno di ritardo
Tra il 28 e il 29 settembre il quadro si ribalta. Le aree più piovose della media iniziano a comparire sul versante adriatico centrale, tra Marche e Abruzzo, per poi estendersi rapidamente alla Puglia, alla Sicilia e a tutto il basso Tirreno. Chi sta a Bari o a Palermo troverà un autunno più credibile proprio a cavallo del cambio di mese.
Il 1° e il 2 ottobre la fascia più piovosa copre gran parte del Centro-Sud, con l’anomalia secca ormai relegata al Nord-Ovest e a una parte della Toscana. Poi, spostandosi verso il 20 ottobre e oltre, le carte diventano piuttosto eloquenti: condizioni più piovose della norma quasi ovunque, Nord Italia compreso. Insomma, la stessa evoluzione descritta dai meteorologi dell’Aeronautica Militare Italiana, traslata in avanti di circa una settimana.
Temperature, un’estate che non molla la presa
Sul fronte termico la sintonia è quasi totale. La mappa di anomalia della temperatura media dei prossimi trentadue giorni, valida fino alla fine di ottobre, disegna un’Italia complessivamente più calda della media trentennale, con lo scarto maggiore sul Sud, sulle Isole Maggiori e sui mari circostanti. Il Nord e le aree interne del Centro si mantengono più vicini alla norma, e qualche ristretta zona di montagna scende appena sotto.
È lo stesso messaggio dell’Aeronautica Militare, che dopo il calo di fine settembre riporta i valori sopra media ovunque già dalla terza settimana. Del resto i mari attorno alla Penisola restano molto caldi, e un Mar Mediterraneo carico di energia continua a fare da termostato, soprattutto sulle coste e sulle Isole.
A fine ottobre i modelli matematici alzano bandiera bianca
Un dettaglio tecnico merita due parole, perché spiega tante cose: le carte relative alla pressione al livello del mare e alle altezze di geopotenziale a metà troposfera, valide per la fine di ottobre, mostrano anomalie praticamente nulle sull’Italia. Non significa tempo stabile o tempo perturbato: significa che, mediando tutti gli scenari possibili, il modello matematico non riesce a privilegiarne nessuno. Un pareggio statistico, in sostanza, non è una previsione meteo, ma è molto significativo nel suo insieme, perché non vede lunghi periodi di alta pressione al suolo, ne in quota a quella molto delicata di 500 hPa.
Lo ramento comunque, oltre le tre settimane, conviene leggere le tendenze e non le previsioni. Le mappe di pioggia continuano a indicare un segnale più umido, e quello resta il messaggio utile, pioverà più della media in ottobre. La collocazione esatta delle perturbazioni, invece, va rimandata agli aggiornamenti successivi, quelli dei tradizionali modelli matematici, che il Meteo Giornale elabora.
Il verdetto, in poche righe
Le due fonti descrivono la stessa linea di tendenza, ma con tempistiche differenti. Entrambe vedono l’autunno entrare con calma, partendo dal Sud e dall’Adriatico, per poi prendersi tutta la Penisola durante ottobre. Entrambe mantengono le temperature sopra la media trentennale per buona parte del periodo. La differenza sta nell’ultima decade di settembre: più asciutta secondo le mappe europee, più vicina alla norma secondo i militari.
Tuttavia, nel più breve termine, con previosioni più affidabili che non sono mai certezze, vi abbiamo descritto dei nuovi temporali attesi in alcune Regioni tra mercoledì 16 e venerdì 18 e poi il bivio decisivo atteso dopo il 20 settembre. Sul fatto che l’autunno sia già arrivato, va detto, bisogna ancora attendere, anche se le grandi manovre attorno all’Italia sono ormai avviate.