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      Home » Le piogge delle prossime 2 settimane. Le grandinate nel caldo
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      Le piogge delle prossime 2 settimane. Le grandinate nel caldo

      Le mappe del modello GFS delineano quindici giorni di contrasti feroci: temporali e grandine di grosse dimensioni lungo l'arco alpino e sulla Pianura Padana, mentre il Centro-Sud resta stretto nella morsa rovente dell'anticiclone africano, con temperature fino a 42°C e un rischio incendi in costante aumento.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 28/07/2026
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      7 Min Lettura
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      Contents
      • Un’Italia spaccata in due sulle piogge
        • Temporali e chicchi di grandine di grosse dimensioni
        • L’Europa che brucia
        • L’avviso di Copernicus per il Sud Italia

      Mentre l’arco alpino e mezza Europa fanno i conti con nubifragi e chicchi di grandine sempre più grossi (eventi sporadici, non quotidiani né diffusi), il Centro-Sud resta sotto la cappa rovente dell’anticiclone africano, con il rischio incendi che continua a salire.

      Guardate le mappe. Bastano tre fotogrammi del modello GFS – accumuli a cinque, dieci e quindici giorni, calcolati sul run di martedì 28 luglio – per capire che le prossime due settimane non tratteranno tutti allo stesso modo. C’è un’Italia che si bagna e una che brucia di sete. E la linea di confine corre lungo i rilievi.

       

      Un’Italia spaccata in due sulle piogge

      Partiamo dalla proiezione più breve, quella fino al 2 agosto. Il grosso delle precipitazioni si scarica sull’arco alpino occidentale, tra il confine con Francia e Svizzera, dove compaiono già i primi accumuli importanti. Il resto della Penisola praticamente all’asciutto. Scendendo verso la scala dei dieci giorni – fino al 7 agosto – il quadro si irrigidisce: una fascia intensa di piogge si aggrappa alle Alpi dal Piemonte fino al Triveneto, mentre il Centro-Sud resta desolatamente sgombro. Parliamo di accumuli complessivi, una stima del modello matematico che somma i vari eventi temporaleschi previsti.

      E a quindici giorni, fino al 13 agosto, non cambia molto. Gli accumuli sull’ossatura alpina superano abbondantemente i 100 millimetri, mentre dalla Toscana in giù la mappa è quasi tutta bianca. Il Nord montano che raccoglie acqua a secchiate, il Meridione che non vede una goccia. Ma attenzione, di pioggia nelle Alpi ne è attesa molto meno rispetto alla media climatica, e soprattutto in un contesto di calura, anche per loro assolutamente eccezionale, se non con picchi di record storici.

      Temporali e chicchi di grandine di grosse dimensioni

      Attenzione, però, a leggere quei colori accesi come pioggia “buona”, quella lenta e insistente che disseta i campi. Non lo sarà, ma si tratterà quasi ovunque di rovesci temporaleschi, fenomeni convettivi che nascono dal calore e si scaricano in poco tempo. L’aria caldissima che stazionerà sul Mediterraneo, scontrandosi con infiltrazioni più fresche di matrice atlantica, farà da innesco a temporali di calore violenti e localizzati, soprattutto a ridosso dei rilievi e forse su alcune aree della Pianura Padana, vero e proprio catino surriscaldato. Ed è qui che c’è il maggior rischio.

      Dove l’energia in gioco è molto elevata, il salto verso la grandine di grosse dimensioni è breve, e la Valle Padana risulta l’area a maggior rischio, dove di pioggia ce ne sarà poca, ma di grandine sporadica, eccome. Le stime potenziali parlano già di possibili strutture organizzate, capaci di produrre chicchi di diametro pericoloso, raffiche di vento e nubifragi lampo. Non piogge, insomma, ma bombe d’acqua e grandine che cadono su un terreno riarso e ruscellano via senza penetrare. Il paradosso dell’estate 2026: si annega e si muore di sete nello stesso weekend.

      L’Europa che brucia

      Alziamo lo sguardo dal nostro cortile. La visione d’insieme continentale è impressionante, e racconta di anomalie pluviometriche marcate su Europa centrale, Italia settentrionale, Balcani, Penisola Iberica, Francia e Isole Britanniche. Scozia e Irlanda, in particolare, appaiono letteralmente allagate nelle proiezioni a lungo termine dalle piogge che, quantomeno in queste aree, cadranno con maggiore uniformità. Diversa cosa per la Germania e la Polonia, dove a dominare saranno strutture temporalesche multicellulari con grandine.

      Come si spiega tutto questo eccesso? Un poderoso anticiclone africano si distenderà sul Mediterraneo e bloccherà la circolazione: da una parte inchioda il caldo sul sud del continente, dall’altra costringerà le perturbazioni atlantiche a scivolare più a nord, dove trovano terreno rovente e si scatenano. Caldo e pioggia, curiosamente, viaggiano appaiati. Sono figli dello stesso schema bloccato.

      E il caldo, questa volta, fa sul serio. Sull’Italia è attesa una nuova, fortissima ondata di caldo, che i modelli indicano tra le più intense della stagione, con punte fino a 40-42°C all’ombra su Centro-Nord e valori anche di 8-12°C sopra le medie del periodo. Notti tropicali, afa. Lo stesso forno che, spostandosi verso ovest, ha già trasformato in polvere interi versanti di Francia e Spagna.

      Perché lì, ormai, non è più allerta: è emergenza. Tra i due Paesi sono state evacuate oltre 300mila persone, con la Gironda francese e vaste aree dell’entroterra spagnolo divorate da roghi che i pompieri stessi giudicano fuori controllo. Migliaia di ettari inceneriti, Canadair in azione senza sosta, il meccanismo europeo di protezione civile attivato. Un’immagine che, purtroppo, si replica ormai ogni estate in varie aree d’Europa, anche quelle un tempo verdeggianti.

       

      L’avviso di Copernicus per il Sud Italia

      E l’Italia? Mentre il Nord si prepara ai temporali e al caldo soffocante, il Sud – quello che sulle mappe resta ostinatamente asciutto – diventa una polveriera. Il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS), che elabora i dati del satellite comunitario Copernicus, segnala un rischio incendi elevato sull’Italia centro-meridionale già a partire dal 31 luglio.

      Le aree indicate come più sensibili? Diverse zone di Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sardegna e parte della Sicilia. Dai primi giorni di agosto il pericolo si allarga anche al Centro, con Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise. Il tutto in perfetta coincidenza con il picco dell’ondata di caldo: temperature altissime, vegetazione secca, umidità ai minimi. La miscela perfetta perché una scintilla diventi disastro.

      Due settimane, dunque, da leggere con attenzione. In alto la furia dei temporali, in basso il silenzio arido del caldo. E in mezzo, come sempre, chi deve tenere gli occhi aperti su entrambi i fronti.

       

      Credit

      • Copernicus EFFIS – European Forest Fire Information System
      • Joint Research Centre (JRC) – Current wildfire situation in Europe
      • NOAA / NCEI – Global Forecast System (GFS)
      • ECMWF – Fire danger forecasting per Copernicus
      • CNN – Diretta sugli incendi in Francia e Spagna

       

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