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Siamo in una fase meteo dettata dagli estremi, e ce ne siamo accorti un po’ tutti: dal troppo caldo precoce al freddo improvviso, fino ai violenti temporali. È vero che rimane un certo dinamismo e le precipitazioni non sono mai state, e non saranno, del tutto assenti.

 

Eppure questo non toglie che vivremo, ancora una volta, una dinamica molto lontana dalle classiche e benefiche piogge primaverili. Non avremo a che fare con sistemi frontali estesi e ben organizzati, bensì con condizioni di instabilità locale – magari con precipitazioni anche intense che potrebbero eguagliare la media mensile. Ma non parliamo di migliaia di chilometri quadrati di piogge diffuse e persistenti: tutt’altro.

 


Piogge ancora a fine aprile

Traducendo questa dinamica in termini più pratici, le piogge che interesseranno il nostro territorio fino all’inizio del nuovo mese si manifesteranno prevalentemente sotto forma di rovesci improvvisi o temporali, anche di una certa intensità.

 

Si tratta purtroppo di fenomeni meteo poco prevedibili, che scaricano ingenti quantità d’acqua su un territorio molto ristretto, facendo anche danni da vento e grandine. La loro natura “a macchia di leopardo” e la rapidità di esaurimento faranno sì che l’apporto idrico per i terreni risulti marginale. Certo, tengono ben idratati gli strati superficiali del suolo, e questo è comunque un vantaggio. Ma per rimpinguare le riserve di fiumi e laghi servirebbero ben altre cose.

 

In questo articolo non si vuole parlare di siccità, perché al momento non è presente in nessuna parte dell’Italia. Eppure questa primavera non brilla per abbondanza di precipitazioni. Sembra che il pattern di piogge prolungate e diffuse si sia bloccato a fine Febbraio, ripreso un po’ in Marzo, ma Aprile sta offrendo precipitazioni davvero troppo capricciose e irregolari. Un quadro già evidenziato dai principali modelli meteorologici, che segnalano un deficit pluviometrico significativo soprattutto al Nord.

 

Ancora un affondo perturbato a cominciare da mercoledì 28. Attenzione quindi alla concreta possibilità di nuovi temporali diffusi anche di forte intensità.

Quando ritorna il flusso atlantico?

Forse nei primissimi giorni di Maggio. La struttura di alta pressione potrebbe finalmente mostrare segni di cedimento, allentando la propria morsa e ritirandosi verso latitudini più settentrionali, tra la Scandinavia e il Baltico. Ma non è ancora sicuro, perché servirebbero affondi perturbati su latitudini decisamente più meridionali.

 

I flussi che arrivano da est e da nord-est, per loro natura, non sono particolarmente carichi di precipitazioni. Sorvolando il Mar Mediterraneo accumulano certamente molto vapore, ma la loro natura irregolare e frammentaria non è utile per elargire acqua su territori estesi. Le ultime elaborazioni dell’ECMWF lasciano qualche speranza per un Maggio più piovoso, almeno sul nord Italia, ma si tratta ancora di tendenze da confermare.

 

Vedremo se il meteo della prima decade di Maggio potrà essere un po’ più precipitativo. Il rischio di un deficit idrico resta sullo sfondo e si osserva con attenzione, soprattutto in vista di un’estate che si annuncia calda e che avrà bisogno di riserve ben rifornite.

 

Forte maltempo nei primissimi giorni di maggio secondo il modello americano.

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