Siamo nel cuore di una fase meteo spiccatamente anomala. Viviamo temperature da maggio inoltrato, in alcune occasioni persino da giugno. Eppure questo caldo così precoce non ci dispiace. A molti di noi va bene. Lo si apprezza volentieri. Ma questo tipo di pacchia non dovrebbe durare a lungo. Infatti sono previste tante novità, che andremo ad analizzare attentamente in questo nostro nuovo articolo.
Che cosa sta per accadere
Una massiccia massa d’aria di origine siberiana, rimasta ferma in un persistente regime di blocco atmosferico sul continente eurasiatico orientale, ha improvvisamente trovato una via di fuga verso ovest. I modelli meteo non avevano inquadrato questa eventualità fino a pochi giorni fa. Adesso invece sembra proprio che ci possa piombare addosso.
La prima fase andrà sui Balcani, ma poi riuscirà a a lambire e, in alcune fasi, a invadere direttamente il Nord Italia. I principali modelli matematici delineano uno scenario che lascia poco spazio ai dubbi: stiamo andando incontro a un crollo termico, di quelli tosti.
Alcune zone della Pianura Padana e delle valli alpine, le temperature subiranno un tracollo che potrebbe superare i 12-15 gradi rispetto ai valori quasi estivi di questi giorni. Purtroppo è inutile negare che questo, se fosse effettivamente confermato così com’è, rappresenterebbe un vero e proprio trauma termico per gli ecosistemi, per l’agricoltura in pieno risveglio vegetativo e, naturalmente, per il corpo umano.

Il Mediterraneo che si scalda e il freddo che arriva
Ebbene sì, cari lettori. Proprio per non farci mancare nulla, potremmo vivere una battaglia davvero notevole. C’è un elemento fondamentale che rende questa situazione meteo ancora più intrigante e, in un certo senso, drammaticamente emblematica. il Mar Mediterraneo è letteralmente un catino d’acqua che è sempre costantemente sopra le medie del periodo. Talvolta in maniera davvero ostinata.
Questo bacino chiuso ha sperimentato un riscaldamento cronico e pronunciato nel corso degli ultimi decenni, ma è dal 2022 che la tendenza ha subito un’accelerazione che ha spiazzato anche i climatologi più pessimisti.
Ricordiamo che gli ultimi quattro anni sono di gran lunga i più caldi di sempre a livello superficiale.
Il peggiore rimane il 2024, con ripetute e gravissime ondate di calore marine. Per chi non si ricorda, è stato caratterizzato da temperature superficiali marine da record assoluto, sia nel bacino occidentale (tra Spagna, Francia e Italia) sia in quello orientale.
Avevamo trattato un articolo a tempo debito. Ma il picco non si è fermato lì: il primo semestre del 2025 ha polverizzato ogni statistica precedente, battendo persino quello corrispettivo dell’anno prima. Fortunatamente, solo grazie all’autunno un po’ più freddo della media in alcune zone sia riusciti a placare questa anomalia esagerata.
Non sono semplici numeri, c’è molto di più in gioco
Un occhio inesperto potrebbe minimizzare tutto quanto. In fondo, battere un record di pochi centesimi di grado…Cosa volete che sia. E invece no. Ricordiamo che anche pochissimi centesimi in surplus rappresentano una sorta di benzina in eccesso per scatenare fenomeni meteo violenti.
Un mare così carico di calore latente trasferisce una quantità enorme di energia e umidità all’atmosfera sovrastante. Questo processo è molto pericoloso ogni qualvolta che una massa d’aria fredda ci piomba addosso. Ma non è tutto.
Può persino cambiare in modo decisivo la durata e l’intensità delle fasi fredde e può calmierare le ondate di freddo in arrivo. Ma con una cosa da tenere in conto. Maggior possibilità di precipitazioni violente. Torniamo indietro a quanto è accaduto lo scorso inverno. Possiamo parlare di autentico paradosso.
Perché le irruzioni fredde che colpiscono il Nord Italia perdono spesso la loro forza durante il sorvolo del mare. Il gelo continentale si scontra con il calore superficiale e, così facendo, si attenua parecchio prima di raggiungere le coste. Alla fine, risulta molto meno persistente di quanto i valori termici rilevati in quota (a 1500 o 5000 metri) farebbero presupporre.
Il freddo arriva, ci rimane per qualche giorno e poi via subito aumento termico. Eppure le correnti sono sempre quelle. Guardando le mappe meteo sarebbero state tantissime le occasioni di nevicate in Valle Padana In questo inverno. Eppure non l’ha mai fatto, comunque in pochissime occasioni e per giunta di breve durata. Altra conseguenza di questo meccanismo meteorologico inceppato.
Una primavera folle
La stagione primaverile in corso è davvero molto caotica. Chiariamo subito il concetto. La primavera, per definizione, rappresenta un momento di transizione tra la prevalenza dei blocchi di alta pressione associati alle ondate di freddo invernale (il celebre l’anticiclone russo-siberiano che portava ondate di gelo cruente) e quelli legati alle ondate di calore estivo (l’oramai arcinoto anticiclone africano).
C’è da sempre un’alternanza di fasi meteo diverse nel periodo primaveri. Ma da alcuni anni che gli estremi arrivano veramente a livelli impressionanti. Si passa in pochissimi giorni da 25 gradi alla neve a quote basse. Oppure dalle gelate a valori da maniche corte, magari anche proprio lo stesso giorno!
Una nuova massiccia massa d’aria fredda di origine polare e continentale vuole farci visita. Ma, contemporaneamente, l’anticiclone subtropicale scalpitante non ha ancora accumulato la forza strutturale necessaria per installarsi stabilmente sul Mediterraneo.
Da questo scontro tra figure completamente diverse derivano veri e propri sbalzi termici di una rapidità sconcertante, dal piumone alle maniche corte. Il tutto con precipitazioni che passano dal temporale estivo alla pioviggine autunnale, fino a nevicate a quote collinari che, in piena primavera avanzata, fanno ancora una certa impressione. Già erano temute un tempo, oggi lo sono ancora di più perché i raccolti maturano prima.

Freddo tardivo
Ebbene sì, parleremo da valori quasi estivi alla possibilità di rigori tardo invernali. L’ingresso irruento di tale nuova lingua di aria siberiana comporterà un tracollo termico sensibile e pungente, specialmente al Nord e lungo il versante adriatico. Avremo la concreta possibilità di assistere a nevicate a quote piuttosto basse, con i rilievi alpini che potrebbero fare il pieno di accumuli nevosi anche copiosi. Ma su questo punto saremo più precisi nei prossimi aggiornamenti.
Nelle zone di pianura del Nord Italia e nei fondovalle, giusto per dire, lo scontro tra l’aria gelida in entrata e il suolo già riscaldato dal sole di aprile creerà instabilità. Non è affatto escluso che episodi nevosi o di gragnola si possano originare. Non sarebbe un’anomalia, il problema è che oramai stiamo da alcuni giorni su valori da fine maggio. E piomberemo letteralmente in temperature da febbraio!
E non è mica finita
Subito dopo questa sfuriata dal sapore pienamente invernale, però, il respiro del tempo muterà di nuovo. Un flusso di aria molto più mite e umida si metterà in moto risalendo dall’Atlantico o dal settore sudoccidentale nordafricano.
Assisteremo a un temporaneo, e al tempo stesso vigoroso, rialzo termico che, nel giro di 48 ore, potrebbe rifarci vivere valori non troppo diversi da questi. Passeremo dai cappotti alle maniche corte: temperature gradevoli, cieli piuttosto azzurri e qualche giornata soleggiata che profumerà prepotentemente di un’estate che, pur essendo temporalmente lontana, si affaccia già con con grande anticipo. E poi via di nuovo, altri colpi di scena.
Il vento sarà spesso presente, proprio perché lo scontro tra masse d’aria genera anche variazioni di pressione al suolo non indifferenti. Prepariamoci quindi a sensazione di freddo da vento. Ben oltre quello che indica il termometro in sé per sé.
E sulle piogge?
Qui davvero parliamo di un linguaggio ancora senza troppo senso, di una sorta di incertezza quasi sovrana: i modelli matematici suggeriscono fasi estremamente piovose e benefiche per la falda idrica, alternate a bruschi periodi più asciutti e ventosi.
Purtroppo, quando ci sono queste variazioni improvvise di pattern meteorologici è difficile dare una stima delle precipitazioni. Sarebbe decisamente più facile se il flusso atlantico fosse più preciso, con periodi di maltempo da sud e ingressi più freddi da nord. Invece, in questo caso, regna un vero e proprio caos. Una serie infinita di colpi di scena, che renderanno il meteo dei prossimi periodi veramente molto altalenante. Prepariamoci quindi, perché ne vedremo sicuramente delle belle.