Gentili lettori, in questo articolo andiamo ad analizzare quello che potrebbe succedere qualora il pattern meteo si bloccasse; non nel senso di alte pressioni a latitudini molto elevate, bensรฌ in quello che comincia ad emergere dalle tendenze a lungo termine: un possente anticiclone che staziona ostinatamente appena a ovest del nostro paese.
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Cosa succederebbe
Se lโultima parte di Aprile e il mese di Maggio dovessero rivelarsi piuttosto secchi, la situazione idroclimatica non sarebbe granchรฉ buona. Per adesso siamo lontanissimi dalle tremende annate del 2017 e del 2022, il che non toglie che bisogna comunque avere un poโ di riguardo. E adesso vi spieghiamo il perchรฉ.
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Le regioni nord-occidentali (Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle dโAosta) dipendono in maniera strutturale dalle perturbazioni primaverili e dal progressivo disgelo alpino per ricaricare le falde sotterranee, i grandi bacini โ come il Lago Maggiore e il Lago di Como โ e lโimponente bacino del fiume Po.
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Quando Aprile e Maggio, che ricordiamo essere i mesi piรน piovosi dellโanno per il Piemonte, trascorrono allโinsegna dellโanticiclone e della mancanza di precipitazioni, si perde questa caratteristica fondamentale. Gli invasi non riescono a riempirsi e la poca neve rimasta in quota fonde prematuramente, con il rischio che proprio nel periodo di massima richiesta ci sia una scarsa disponibilitร idrica nella Pianura Padana.
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Focus regionale
Piemonte e Lombardia ospitano il cuore produttivo agroalimentare italiano, dominato da colture altamente idroesigenti come il riso (nel Vercellese, Novarese e Pavese) e il mais. Tra la fine di Aprile e Maggio avvengono le semine e il primo sviluppo vegetativo. Lโassenza di pioggia impedisce il corretto allagamento delle risaie e secca i terreni destinati al foraggio: giร questo rappresenta un problema serio.
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A questo si aggiunge il rischio di crisi idroelettriche. La Valle dโAosta e le vallate alpine piemontesi e lombarde concentrano la fetta piรน grande della produzione di energia idroelettrica in Italia. Un invaso montano che non si riempie in primavera si traduce in un crollo della produzione di energia rinnovabile, proprio alle porte della stagione estiva, in cui la domanda elettrica sale a causa dei sistemi di raffrescamento โ i condizionatori, per intenderci.
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Un altro problema รจ la risalita del cuneo salino. Senza lโapporto fondamentale delle piogge di Maggio, le portate del fiume Po crollano a livelli minimi giร a inizio estate. Questa debolezza idraulica permette allโacqua salata del Mare Adriatico di risalire lungo il delta per decine di chilometri. Ve lo ricordate lโestate 2022? In quellโanno ci fu un gravissimo problema sotto questo aspetto.
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Infine, esattamente come accade spesso al meridione, cโรจ il rischio incendi. Territori come la Liguria, caratterizzati da una complessa orografia boschiva, in caso di vegetazione inaridita giร a Maggio si espongono a un altissimo rischio di roghi precoci. Purtroppo accade saltuariamente anche in condizioni normali, ma quando la siccitร รจ marcata il problema viene inevitabilmente amplificato.
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Alla luce di tutto
Vi ricordiamo che una primavera piovosa รจ essenziale per il nostro Paese. Non si puรฒ perรฒ sempre sperare nellโatmosfera. A titolo di esempio, occorrerebbe ammodernare la rete degli acquedotti per eliminare le dispersioni, promuovere unโagricoltura di precisione che impieghi specie meno idroesigenti e, soprattutto, ampliare la rete di bacini di accumulo per trattenere e conservare lโacqua piovana nei brevi e intensi momenti in cui cade. Ricordiamo che una siccitร si sa quando inizia, ma non si sa quando finisce โ proprio perchรฉ sono condizioni meteo subdole, che si protraggono nel tempo.
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Credit:
- European Drought Observatory โ JRC (Joint Research Centre)
- World Meteorological Organization โ Drought and Water Scarcity
- NASA Earth Observatory โ Drought
- Nature โ Water scarcity and climate change in southern Europe
- ECMWF โ Seasonal Forecasts
