
Il modello matematico americano GFS vede unโirruzione fredda sino allโItalia. Analizzeremo anche la versione previsione di ECMWF.
Il modello matematico americano appare piuttosto incisivo per quanto riguarda la massa dโaria fredda in transito sullโItalia, ben piรน del suo corrispettivo europeo, specialmente tra circa una settimana, quando un secondo impulso del lobo del Vortice Polare dovrebbe spingersi verso sud e addirittura arrivare di nuovo sino alla Penisola.
A essere coinvolti sarebbero il Nord Italia e tutte le regioni adriatiche, perlomeno sino al Molise e alla Puglia. Si tratterebbe comunque di unโinfluenza marginale e di breve durata, tuttavia capace di abbattere in modo sensibile soprattutto le temperature minime. Secondo il modello GFS, il fenomeno atmosferico dovrebbe verificarsi attorno al 19-20 aprile: se ricordate, molto spesso abbiamo menzionato in passato proprio quella data come spartiacque di un cambiamento atmosferico. E infatti il Vortice Polare, secondo i calcoli, dovrebbe assumere una direttrice nord-sud proprio dalla Scandinavia orientale verso il Mediterraneo centrale, come giร anticipato nei precedenti bollettini.
NellโAdriatico settentrionale si andrebbe a formare un minimo di bassa pressione capace di innescare tutta una serie di fenomeni di instabilitร atmosferica. Il Nord Italia non sarebbe interessato in modo diretto; successivamente, tuttavia, e per un breve periodo, entrerebbero correnti orientali che farebbero calare in maniera evidente le temperature. I valori minimi, in aperta campagna, si avvicinerebbero a soglie intorno o inferiori a 5ยฐC, mentre in alcune localitร , soprattutto tra il Piemonte e la bassa Lombardia, si potrebbe scendere anche prossimi a 0ยฐC.
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Gelate notturne nelle vallate alpine ed in Appennino: colture a rischio
Il vero pericolo รจ rappresentato dalle gelate notturne nelle vallate alpine, proprio laddove si coltivano colture che in questo periodo stanno maturando, o dove quantomeno sono diffuse le fioriture tipiche della primavera avanzata. Insomma, una batosta รจ quella che si intravede da parte di questo modello matematico, con il coinvolgimento soprattutto dellโEuropa orientale e dei Balcani.
Lโaria fredda, secondo il GFS, porterebbe addirittura nevicate in pianura su Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e in alcune aree della Romania. Poi, molto vicino allโItalia, parliamo di Serbia, Croazia e Montenegro. Nevicate sparse sono attese anche sui rilievi italiani, soprattutto del settore adriatico, che risultano particolarmente vulnerabili durante questo tipo di circolazione atmosferica: se transiterร questo minimo di bassa pressione, avremo anche fenomeni di stau e quindi precipitazioni.
La neve, a quel punto, potrebbe cadere โ siamo intorno al 25, 26 e forse 27 aprile โ sui rilievi appenninici centrali e settentrionali. Il modello matematico prevede, sempre verso fine mese, addirittura neve da stau sui rilievi alpini occidentali e a tratti sulle Prealpi; non parliamo perรฒ di basse quote, a questo punto, quanto piuttosto di neve a grani e di fenomeni temporaleschi. Insomma, una situazione meteorologica tardo primaverile, perรฒ condizionata da un impulso di aria piuttosto fredda che ha sapore invernale. Lโinverno vero e proprio รจ ormai finito, e questi colpi di coda si ripropongono piรน o meno tutti gli anni; questโanno, tuttavia, non si erano ancora visti con tanta incisivitร .
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ECMWF scettico: per lโEuropa lโaria fredda scivola sui Balcani
Qui parliamo di previsioni. Attendiamo di avere conferme dallo stesso centro meteorologico che fa capo al NOAA e, soprattutto, dal modello matematico europeo ECMWF, che su questo evento non vede invece il coinvolgimento dellโItalia. LโECMWF, infatti, vedrebbe lโaria fredda sostanzialmente scivolare via sui Balcani; per quanto riguarda la formazione di basse pressioni, alle stesse date ne prospetta sรฌ la possibilitร , ma con caratteristiche meno fredde rispetto al centro meteo americano. Per giunta, queste verrebbero subito sostituite da un flusso occidentale proveniente dal Mediterraneo.
Attenzione, neppure il modello americano intravede il transito di perturbazioni oceaniche, cioรจ quelle che darebbero grandi precipitazioni alle regioni settentrionali. Stiamo vivendo una situazione meteo che tende comunque alla decadenza del quadro primaverile, sia secondo lโECMWF sia secondo il GFS; tuttavia, non essendo i due modelli concordi sulla rotta di questa massa dโaria fredda, attendiamo ovviamente di avere conferme.
Va detto che la massa dโaria fredda prevista per i primi giorni di questa settimana sarร irrisoria e non si tratterร di quel guasto che era stato prospettato dai modelli matematici cosรฌ improvvisamente in precedenza. Vorrei evidenziare, inoltre, che da tempo osserviamo un guasto atteso attorno al 20 aprile, e questo guasto viene tuttora confermato: anche i precedenti run dei modelli matematici vedevano un peggioramento proveniente da nord sino al cuore del Mediterraneo. La rotta esatta dellโevento, perรฒ, non รจ ancora definita con precisione.
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Lโarco alpino produce spesso il Favonio
Va detto anche che lโarco alpino farebbe da ostacolo. Molto spesso, quando abbiamo unโintrusione di aria fredda proveniente da nord, questa o discende dalla Valle del Rodano โ e sul Nord Italia si genera il favonio โ oppure scende lungo lโAdriatico, e allora il favonio sul Nord Italia si verifica ugualmente, ma in forma meno intensa. Tutto dipende poi anche dallโintensitร della bassa pressione.
Abbiamo visto, durante questa primavera, basse pressioni particolarmente profonde e addirittura tempeste di vento sulle Alpi provenienti da nord: in quei casi abbiamo osservato il favonio. Il Nord Italia, insomma, rimane quasi sempre abbastanza fuori da queste situazioni, a meno che non ci sia una persistenza dellโevento atmosferico e una riduzione della temperatura post-irruzione, cioรจ alla cessazione del favonio. Qui siamo perรฒ in una stagione ormai estremamente avanzata: maggio sarร piรน o meno alle porte, anche se siamo appena allโinizio della terza decade del mese di aprile.
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Previsioni difficili: i modelli matematici faticano a interpretare lโatmosfera
Va detto questo: frequentemente abbiamo parlato di irruzioni di aria fredda, ma poi molte non ci sono state. Vorrei far notare che i modelli matematici, da un poโ di tempo โ direi da marzo โ hanno cominciato a prospettare la possibilitร di rotture della stagione primaverile, ma poi queste non si sono verificate, quantomeno con le caratteristiche annunciate. Abbiamo avuto sempre fasi di raffreddamento, ma alla fine nulla di eccezionale, tanto che complessivamente le temperature medie mensili si sono mantenute superiori alla media. ร una caratteristica che sta praticamente interessando quasi tutta lโEuropa: il nostro continente vive una primavera piรน calda rispetto alla norma.
Tra lโaltro, la stessa anomalia la vive anche il Nordamerica, con scarti ben peggiori; da loro perรฒ gli eventi meteorologici estremi si fanno sentire eccome. Nel fine settimana, ad esempio, lโaria fredda proveniente dallโAlaska, dove fa molto freddo rispetto alla media, si รจ riversata verso il Canada e minaccia di interessare il Midwest americano con una fulminea irruzione gelida. Da loro, perรฒ, il freddo รจ reale: mentre qui parliamo di un freddo da irraggiamento notturno o di freddo solo in montagna, da loro le temperature scendono a valori decisamente inferiori, per giunta con venti di burrasca violenti e rovesci di neve anche nelle localitร di pianura, dopo che magari qualche giorno prima si registravano circa 30ยฐC.
Noi non abbiamo questi estremi meteo; allo stesso tempo, perรฒ, sia il Nordamerica sia lโEuropa stanno affrontando difficoltร in ambito previsionale, con variazioni davvero consistenti da parte dei modelli matematici. Sostanzialmente cโรจ un disturbo atmosferico che i modelli stessi non riescono a interpretare e, di conseguenza, propongono proiezioni poi smentite nei run successivi.
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Favonio e crollo termico
Proviamo ora a riassumere lโevoluzione meteo di cui vi sto parlando. In una prima fase, ossia questa settimana, avremo una riduzione della temperatura e un temporaneo rialzo soprattutto al Nord Italia intorno al 25, dovuto al vento di caduta dalle Alpi, ovvero al favonio. In definitiva, sul Nord Italia il freddo continuerร a essere minore rispetto ad altre aree: le anomalie risulteranno piรน marcate proprio al Nord Italia rispetto al resto della Penisola, mentre saranno decisamente piรน leggere, per esempio, sul centro-sud.
Il Nord Italia sta patendo maggiormente queste anomalie perchรฉ si trova spesso prossimo al cuore delle grosse alte pressioni, che comprimono lโaria nei bassi strati โ si vedano le temperature che si sono avute, ad esempio, in Francia โ e poi anche perchรฉ, quando ci sono queste irruzioni di aria fredda, lโarco alpino fa da ostacolo. In quei frangenti subentrano il vento discendente dalle Alpi e lโassenza di precipitazioni: il cielo resta sereno, la temperatura, anzichรฉ diminuire, aumenta, e lโaria rimane estremamente asciutta. Questo fenomeno si chiama favonio.
Sul meteo del lungo termine, invece, il modello americano โ ricordo, GFS โ indica un crollo termico temporaneo, addirittura con gelate notturne anche sullโAppennino centrale sino a quote di 600-700 metri, localmente anche a 500 metri, specie nelle vallate. Ma in alcune vallate, soprattutto tra Toscana, Abruzzo e Molise, si potranno registrare valori bassi anche a quote inferiori. Nelle vallate alpine le minime si avvicineranno a 0ยฐC; anche nella pianura padana le minime saranno molto basse, ma di giorno, grazie allโescursione termica, le temperature saliranno sensibilmente, anche di 15ยฐC e oltre rispetto al valore minimo.
Questa, dunque, รจ lโevoluzione. Ricordo ancora lโassenza di piogge sul Nord Italia, o perlomeno la mancanza delle precipitazioni copiose tipiche della stagione primaverile. Aprile รจ un mese molto importante; ora ci attendiamo che a maggio tutto cambi.
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Credit:
- NOAA โ National Oceanic and Atmospheric Administration
- ECMWF โ European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NCEP โ National Centers for Environmental Prediction
- Copernicus Climate Change Service
- World Meteorological Organization