
(METEOGIORNALE.IT) Il meteo dei prossimi giorni promette un cambiamento netto, quasi brusco, dopo una fase che ci aveva abituati a temperature decisamente miti e persino sopra media. In molte aree del Paese si sono raggiunti valori tipici di fine maggio, con pomeriggi gradevoli e aria stabile. Proprio per questo motivo, l’evoluzione attesa tra il 21 e il 24 aprile rischia di risultare ancora più evidente, con una dinamica atmosferica capace di riportarci temporaneamente indietro di diverse settimane.
Alla base di questo ribaltamento c’è una configurazione su scala europea piuttosto chiara: un anticiclone in rinforzo sulle regioni settentrionali del continente tenderà a bloccare il flusso atlantico, favorendo la discesa di aria molto fredda dai quadranti orientali. Si tratta di una massa d’aria di origine artico-continentale che, scivolando verso il Mediterraneo, troverà un ambiente decisamente più mite, innescando così una fase instabile e dinamica.
Le aree più esposte saranno quelle affacciate sull’Adriatico e, più in generale, i settori orientali della Penisola. Qui il contrasto tra masse d’aria differenti potrebbe tradursi in precipitazioni anche intense, locali grandinate e un sensibile rinforzo della ventilazione. Le giornate centrali dell’evento sembrano quelle più delicate, quando il calo termico si farà sentire in modo più marcato e diffuso.
Non meno interessante sarà ciò che accadrà lungo la dorsale appenninica. Il rapido abbassamento delle temperature in quota favorirà il ritorno della neve a quote decisamente basse per il periodo. Non si tratterà solo delle cime più elevate: i fiocchi potrebbero spingersi fino alle aree collinari interne, regalando scenari insoliti per la terza decade di aprile. Le temperature notturne, soprattutto nelle vallate, potranno avvicinarsi allo zero, con il concreto rischio di gelate tardive in un momento delicato per la vegetazione.
Altrove, tra il Nord-Ovest e le zone tirreniche, gli effetti delle precipitazioni potrebbero risultare più attenuati grazie alla protezione offerta dall’Appennino. Tuttavia, il calo termico sarà comunque percepibile, accompagnato da venti secchi e a tratti sostenuti. Anche l’arco alpino vedrà un ritorno a condizioni più invernali, con nevicate a quote medie e un generale raffreddamento dell’aria.
Il dato che colpisce maggiormente resta comunque l’entità dello sbalzo termico: si passerà nel giro di poco tempo da valori quasi estivi a temperature che faticheranno a superare i 10 gradi durante il giorno. Un cambiamento rapido che rappresenta il classico “colpo di coda” della stagione fredda, non così raro in primavera ma sempre capace di sorprendere per intensità e tempistiche.
Il meteo nei prossimi aggiornamenti sarà fondamentale per definire meglio i dettagli di questa irruzione fredda, perché piccoli spostamenti della massa d’aria potrebbero modificare in parte la distribuzione dei fenomeni. La linea di tendenza, però, appare ormai tracciata: prepariamoci a un ritorno temporaneo di condizioni pienamente invernali, con neve, vento e gelo pronti a prendersi la scena proprio nel cuore della primavera.
Ci ritorneremo.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)