Dopo aver sperimentato una fase meteo di stampo, le condizioni sono migliorate. Oggi, martedì, quando una bella luce sta tornando a baciare gran parte del Settentrione, la Liguria, la Toscana, le Marche, l’Umbria e persino il Lazio. Ma attenzione: è quasi banale dirlo ma tocca farlo, sarà una tregua passeggera, oseremmo dire irrisoria.
L’illusione di primavera e clima mite durerà poco. Tra domani, mercoledì, e giovedì ci attende un vero colpo di coda invernale. Un’irruzione piuttosto fredda che rispedirà l’Italia d’un balzo indietro nel tempo, in pieno inverno. Ma vediamo insieme tutti i dettagli.
L’evoluzione
Una massa d’aria più fredda sta già interessando i Balcani. Nella giornata di mercoledì attraverserà l’Adriatico per fiondarsi violentemente sulle regioni del Centro-Sud. Una volta lì, il freddo alimenterà la formazione di un altro vortice perturbato, pronto a regalare nuove piogge a buona parte del Meridione. Un po’ meno intense, per la verità, ma comunque piuttosto diffuse. Ma attenzione che c’è una novità.
Non solo precipitazioni liquide
Sì avete capito bene. Stavolta una buona fetta di precipitazioni saranno nevose. Le temperature crolleranno a picco, un calo sostanzioso, ben percepibile rispetto al clima mite dei giorni passati. Non è cosa da poco. Questo costringerà tutti a rispolverare maglioni pesanti e cappotti. Soprattutto perché verrà condito da una buona dose di ventilazione. E sappiamo che l’effetto wind chill, ovvero l’indice di raffreddamento da vento, non sarà certo trascurabile.
Parliamo di quota neve. Considerando quanto scenderanno i termometri su gran parte della penisola, è chiaro che anche il limite dei fiocchi si abbasserà progressivamente. Si porterà a ridosso dei 1000 metri di altitudine lungo tutto l’Appennino centro-meridionale.
Ma, come sempre accade in questi casi, allorquando ci sono precipitazioni di una certa violenza è largamente possibile che riesca a cadere la neve anche molto più in basso dello zero termico. Non si possono escludere sorprese nevose anche sotto i 500 metri, ovviamente a livello locale.
Freddo ma asciutto al Nord
Per il settentrione il tempo rimarrà più asciutto, è vero. Ma il freddo si farà sentire ugualmente. Anzi parecchio. Soprattutto di notte, quando torneranno in auge rischi che credevamo alle spalle: brinate e gelate tardive. Nulla di anomalo, sia chiaro. Semmai risultava anomalo avere già 20 gradi in Valle Padana tra fine febbraio e inizio marzo.
Quello sì che ci avrebbe dovuto lasciare attoniti. Sappiamo che il primo mese primaverile può tranquillamente fornire nuove ondate di freddo. Ecco perché, nonostante Oramai sia passato il giro di boa del mese di marzo, le condizioni meteo possono essere di stampo quasi invernale.