• Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings
mercoledì, 25 Marzo 2026
METEO GIORNALE
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
Meteo Giornale
Home A La notizia del giorno

Venti gelidi dalla Russia, maltempo nel Mediterraneo, tanta neve fuori stagione

Federico De Michelis di Federico De Michelis
15 Mar 2026 - 17:30
in A La notizia del giorno, Ad Premiere, Meteo News, Zoom
A A
Share on FacebookShare on Twitter
Diffusa fase fredda

Meteo, svolta di primavera: irruzione fredda da est, piogge intense e tante nevicate

(METEOGIORNALE.IT) In questi giorni si è parlato ampiamente di un cambiamento atmosferico importante. Infatti sta transitando una perturbazione i cui effetti si vedranno un po’ su tutta Italia, innanzitutto con precipitazioni che saranno anche intense e a carattere temporalesco su molte regioni, soprattutto del Centro e del Sud Italia. Tra le altre cose, è in arrivo anche una marcata instabilità atmosferica nelle regioni del Nord, dove ci attendiamo i primi temporali di stagione. Già qualcosa si è visto sul settore orientale, ma il trend va verso un incremento del rischio di temporali.

 

LEGGI ANCHE

Ciclone Deborah, venti di tempesta attesi su più di mezza Italia

Meteo gelo artico irrompe sull’Italia tra temporali vento forte e neve a bassa quota

Novità clamorosa

Ecco però la novità, una novità che effettivamente può fare clamore, anche perché si verifica proprio quando inizia la primavera astronomica. Una potentissima area di alta pressione proveniente da oriente andrà a posizionarsi sull’Europa settentrionale, mentre sul settore meridionale dell’Europa, sino al vicino Atlantico – parliamo di Madeira e Canarie – e fino addirittura al Medio Oriente, quindi Siria, Iraq, Arabia e parte dell’Iran, avremo un’area di bassa pressione. Con questa caratteristica dinamica atmosferica si andrà a generare una corrente orientale che, provenendo dalle sconfinate regioni della Russia, dove fa ancora piuttosto freddo, andrà a innescare una fase di maggiore rigidità su tutto il continente europeo, o quasi. Nel settore più meridionale le temperature diminuiranno, ma non farà particolarmente freddo.

 

Freddo e nevicate fuori stagione

Si avranno precipitazioni ricorrenti, mentre man mano che andremo verso nord le condizioni meteorologiche saranno sempre più soleggiate, ma fredde. Il freddo tornerà ad esempio sulla Scandinavia, sull’Europa centrale, sulle Isole Britanniche. Addirittura in Scandinavia e sull’Europa centrale torneranno condizioni anche di gelo, con l’abbassarsi delle temperature. E questo quadro coinvolge anche l’Italia: si avranno condizioni ideali per avere precipitazioni che potrebbero essere a carattere nevoso, anche a quote medio-basse. Gradualmente, nel corso dei giorni, esattamente tra il finire di questa settimana e la fine del mese di marzo, si andrà a configurare una sinottica atmosferica da pieno inverno. Tuttavia siamo ormai alla fine di marzo e pertanto gli effetti, dal punto di vista delle temperature, non saranno i medesimi di quelli che avremmo avuto in pieno gennaio o dicembre. Sono però previste anomalie termiche, cioè, come ho detto, temperature sotto la media.

 

Sinottica atmosferica ricorrente

È una sinottica atmosferica molto interessante, che rimarca ancora una volta come le stagioni intermedie siano divenute quelle più vulnerabili per quanto concerne i flussi di aria fredda. Peraltro, in altre annate abbiamo visto i flussi di aria fredda secondo i meridiani, cioè da nord verso sud, ma invece negli ultimi anni si sono verificate con una certa frequenza condizioni atmosferiche in cui c’è stata un’alterazione delle correnti e queste si sono disposte, anche se per pochi giorni, da est verso ovest. In sostanza, quelle situazioni meteorologiche invernali che avrebbero prodotto ondate di gelo di particolare rilevanza e, per quanto riguarda l’Italia, anche eventuali nevicate in pianura e sulle coste, tendono a manifestarsi proprio nei periodi dell’anno in cui abbiamo il trapasso dall’inverno alla primavera.

 

Sono mesi vulnerabili, e lo abbiamo notato negli ultimi tempi dalla metà di settembre in poi, e anche a ottobre, e adesso pure a fine marzo e ad aprile. In passato, anche a marzo e ad aprile, abbiamo avuto varie volte ondate di freddo provenienti da est, quindi già questa sinottica atmosferica potremmo definirla più comune rispetto a quella autunnale. Tuttavia il fatto che si presenti in concomitanza con le due stagioni di mezzo, cioè non l’estate e non l’inverno, ma soprattutto primavera e autunno, ci dovrebbe far riflettere.

 

L’Inverno in Primavera

Sostanzialmente abbiamo stagioni invernali nelle quali, per lunghi periodi – parlo dell’Europa – si instaura un regime di alta pressione, con temperature che, chiaramente, a causa della radiazione solare laddove presente, salgono sensibilmente. Oppure accade per la formazione di alte pressioni particolarmente imponenti, che comprimono l’aria dei bassi strati e fanno aumentare sensibilmente la temperatura proprio nei bassi strati. Non solo: sono anche accompagnate, tra le altre cose, a volte da geopotenziali molto elevati, che innalzano sensibilmente anche lo zero termico in quota. Quindi abbiamo una condizione di ondata di calore invernale, ed è quello che si è manifestato da metà febbraio sino alla prima decade, all’incirca, del mese di marzo.

 

Il meteo sta cambiando sensibilmente

In questi giorni abbiamo comunque avuto temperature superiori alla media. D’altronde non è affatto normale che ci sia, su ampia scala, e parlo anche delle regioni scandinave, una situazione di disgelo così diffuso, gelo che si è ridotto anche nella regione alpina per quanto riguarda i nostri confini. Ma ora le cose stanno cambiando. Abbiamo avuto una perturbazione che ha interessato parte delle Alpi, e la sua evoluzione porterà altre precipitazioni e comunque ancora delle nevicate. Poi si affermerà questa situazione atmosferica di cui ho parlato all’inizio, cioè una corrente orientale che porta freddo e una bassa pressione alle basse latitudini che genera precipitazioni.

 

Va detto che queste sembrerebbero inizialmente non molto intenzionate a interessare il Nord Italia. Tuttavia, osservando i modelli matematici a breve termine, vediamo che c’è una notevole fase di caos per quanto riguarda la distribuzione delle precipitazioni. I modelli matematici fanno estrema fatica a individuare le aree che poi ne saranno interessate, quindi c’è da attendersi, come si dice, l’evento Meteo a sorpresa.

 

Un fine settimana con nevicate sino a 2 metri su Alpi

D’altronde, nella nottata tra sabato e domenica, tra il 14 e il 15 marzo, abbiamo avuto nevicate abbondantissime sull’estremo settore nord-occidentale. Pensate che in Piemonte, in alcune aree, sono caduti fino a 2 metri di neve alla quota di 2.000 metri sul livello del mare e 1,5 metri di neve attorno a 1.300 metri sul livello del mare, e poi piogge abbondantissime sulle zone pedemontane del Piemonte, con quantitativi superiori ai 100 millimetri. Abbondanti piogge anche in Lombardia, oltre i 50 millimetri nell’arco di 24 ore. Ma questi sono fenomeni che in primavera osserviamo varie volte. D’altronde queste sono anche aree abbastanza piovose.

 

Poi c’è questa tendenza, e anche questo fa parte del cambiamento climatico, in cui vediamo che le precipitazioni vanno a concentrarsi in brevi periodi. E il fatto che vadano a concentrarsi in brevi periodi è anche una delle cause di queste grandi nevicate, quando coincidono con situazioni di freddo. Pertanto è molto interessante osservare l’evoluzione meteorologica che avremo nelle prossime due settimane circa, perché si andranno a miscelare masse d’aria fredda provenienti da oriente e aria umida del Mediterraneo, che ormai si sta riscaldando ed è un estremo produttore di nubi e precipitazioni. E questo potrà dare anche nevicate che, viste le basse temperature laddove ci saranno, potrebbero essere particolarmente abbondanti.

 

Siamo in cambiamento climatico

Resta inteso che il fatto che si verifichino nevicate di particolare intensità non vuol dire che ci sia un’attenuazione del cambiamento climatico, bensì che c’è un’intensificazione dei suoi effetti. Tra le altre cose, questo fenomeno atmosferico è correlato a un altro fenomeno chiamato Amplificazione Artica, già noto agli esperti da molti anni. L’Amplificazione Artica si genera quando c’è una minore differenza di temperatura tra le regioni polari e quelle tropicali. Questo può innescare una situazione di caos: sostanzialmente si realizzano irruzioni di aria fredda più marcate, condizioni atmosferiche di blocco, ed ecco che le abbiamo avute. Sarebbe la formazione di alte pressioni che non vogliono più andare via. Parlo dell’Europa, ma queste poi ci sono state anche sull’America settentrionale occidentale, mentre su quella orientale abbiamo avuto una serie di ondate di freddo che non sembravano finire più, tanto che si sono gelati perfino i fiumi attorno a New York, che è stata interessata da tempeste di neve.

 

Quindi questi fenomeni di persistenza fanno parte del cambiamento climatico. Ci sono stati anche in passato, ma ora sono molto frequenti. Sostanzialmente sono fenomeni Meteo che si manifestano molto più che in passato. Un aspetto particolare, in merito a queste situazioni di blocco, è che purtroppo i modelli matematici non annunciano con largo anticipo il loro formarsi. Spesso questi fenomeni sono, come dire, esplosivi, cioè si realizza questa situazione atmosferica che poi gradualmente prende forma attraverso i modelli matematici di previsione della persistenza. Cioè noi riusciamo a intuire e a capire che questo fenomeno sarà poi persistente, parlo di grande freddo o soprattutto di grande caldo, man mano che passa il tempo, quando già il fenomeno è iniziato. Quindi sostanzialmente la previsione precoce non c’è: non abbiamo una previsione che ci annunci con largo anticipo una condizione meteorologica di blocco.

 

Le situazioni di blocco atmosferico

Di certo, molto più facili da leggere sono le situazioni estive. Queste ormai hanno preso un aspetto che viene definito anticiclone nordafricano, anche se in realtà all’inizio sicuramente possiamo definirlo come tale, ma poi diventa un anticiclone europeo, con geopotenziali che sono centrati sull’Europa e che comprimono l’aria nei bassi strati, determinando temperature altissime e talvolta addirittura superiori a quelle delle coste nordafricane. Quindi non possono essere definiti, in quella fase, anticicloni africani, ma per semplificare le cose solitamente vengono chiamati così anche in quel momento.

 

Comunque, al momento stiamo per osservare un fenomeno meteorologico piuttosto raro, in realtà, negli ultimi tempi: quello dell’intrusione di aria fredda proveniente da est. Gli effetti sull’Italia sono abbastanza incerti. La rotta, di solito, di queste masse d’aria non è ben definibile con largo anticipo, anzi mediamente lo è solo nel brevissimo termine, anche perché in Italia abbiamo un’orografia complessa. E poi soprattutto nel basso Mediterraneo si andranno a formare delle aree di bassa pressione che, in qualche maniera, andranno, come successo durante l’inverno, a bloccare questi potenti venti provenienti da est e questo grande freddo. Però, allo stesso tempo, queste basse pressioni possono creare una situazione da aspirapolvere, cioè aspirare verso il centro di bassa pressione la massa d’aria fredda e determinare anche condizioni di freddo importante.

 

Crediti: ECMWF, NOAA, Copernicus Climate Change Service (METEOGIORNALE.IT)

Seguici su Google News
CondividiTweetInvia
Articolo precedente

Aprile schizofrenico: dai 30 gradi alla NEVE, ecco perché succede

Prossimo articolo

Goccia fredda colpirà il centro-sud tra Mercoledì 18 e Giovedì 19

Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

Leggi anche questi Articoli

A La notizia del giorno

Ciclone Deborah, venti di tempesta attesi su più di mezza Italia

25 Marzo 2026
A La notizia del giorno

Meteo gelo artico irrompe sull’Italia tra temporali vento forte e neve a bassa quota

25 Marzo 2026
Aprile cambierà volto da metà mese
A Scelta dalla Redazione

Arriva la grande svolta oppure no? Da questa data tutto diverso

25 Marzo 2026
Prossimo articolo

Goccia fredda colpirà il centro-sud tra Mercoledì 18 e Giovedì 19

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.