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Rischio supercelle nel meteo di maggio. Non è un monito ma qualcosa di reale dal punto di vista atmosferico. È l’ultimo mese della Primavera meteorologica. Si tratta banalmente di un momento di transizione in cui tutto può accadere.

 

Qualche esempio? Sole tiepido e spensierato al mattino, cielo nero pece nel pomeriggio. Magari con qualche nubifragio o colpo di tuono. Ed è proprio in tale momento che fanno la loro comparsa i primi veri temporali della stagione. Ma non temporali qualunque. Le famigerate supercelle.

 

Quando si originano

Vediamo un esempio pratico. Da sud salgono gli sbuffi umidi e roventi dell’Africa, che scavalcano agilmente la Sicilia, mentre da nord scendono i flussi instabili dal Polo. Insomma, si creano condizioni di contrasto termico molto marcato. Si attivano i moti convettivi, correnti invisibili che spingono l’aria verso l’alto a velocità notevoli. È il momento esatto in cui nascono i cumulonembi.

 

Cosa succede quando un fronte freddo riesce a valicare la barriera naturale delle Alpi? Trova una pianura umida e ricca di instabilità potenziale. Questo contrasto genera celle temporalesche anche molto forti. Con la peculiarità che possono avere un cosiddetto mesociclone e ruotano di moto proprio. Queste sono le supercelle.

 

I rischi per il Settentrione

L’Italia settentrionale paga quasi sempre il prezzo più alto. La Pianura Padana si trasforma in una specie di pentola a pressione a cielo aperto. Aree specifiche come il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia diventano l’arena ideale per la nascita dei suddetti mostri. Qui le precipitazioni torrenziali e i colpi di vento fanno spesso danni seri al territorio.

 

Tutta questa foga violenta nasce dalla prepotenza del sole primaverile. La terra assorbe calore giorno dopo giorno, immagazzinando energia potenziale nei bassi strati per centinaia di metri. Bastano le possibili infiltrazioni fresche in quota per scatenare la possibilità di temporali anche molto violenti.

 

Le sopracelle sono molto più frequenti in pianura padana, ma nulla ci vieta che si riescano a originare anche dal mare e arrivano a colpire le coste.

 

Quando dovremmo preoccuparci

A volte l’anticiclone africano decide di non aspettare i mesi canonici dell’estate e si piazza dritto sopra di noi proprio in maggio. È capitato sovente nelle ultime annate. L’aria si ferma, il cielo sbiadisce per la polvere sahariana. Le temperature schizzano facilmente oltre i 30 gradi in pieno pomeriggio. Ma soprattutto si creano le condizioni meteo predisponenti per la formazione di forti temporali, proprio quando le gocce fredde riescono a varcare le Alpi.

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization

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