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Condizioni meteo idonee alla Grandine: ecco quando dovremo preoccuparci

Davide Santini di Davide Santini
03 Mar 2026 - 11:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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Grandinate gigante al Nord Italia, inizia la stagione della grandine

Nuova fase di forti temporali anche grandine

(METEOGIORNALE.IT) Siamo oramai nei primissimi giorni di marzo. Potrebbero già a breve cominciare i primi temporali con una certa diffusione geografica. Nulla di strano, se guardiamo alle tipiche condizioni meteo del periodo al Centro e al Sud dell’Italia.

 

Qualcosa di più insolito, in effetti, sarebbe vederli scoppiare già entro questo mese un po’ in tutta la Valle Padana. Almeno lo sarebbe stato fino a un po’ di anni fa. Da oramai un paio di decenni già marzo dove i temporali si formano in una maniera non più trascurabile.

 

Paura della grandine

Possiamo capire chi ha avuto danni a coltivazione, automobili oppure verande. Ricordiamo bene le ondate di maltempo estremo capaci di portare devastazione su migliaia di ettari in pochi minuti. Un vero e proprio incubo è stato il mese di luglio 2023.

 

Per fortuna, almeno in questi primi mesi dell’anno, non vedremo sicuramente una violenza simile. Diciamo che i primi colpi di ghiaccio dovrebbero essere piuttosto piccoli e intermittenti. Soprattutto tra marzo e aprile. È invece dal mese di maggio che le probabilità aumentano in maniera sempre più graduale.

 

Quando non fa ancora decisamente caldo nei bassi strati è raro che le grandinate siano diffuse e di forte intensità. Solitamente sono chicchi piccoli.

 

Che cosa serve

Servono imponenti cumulonembi per far cadere dal cielo i veri chicchi grossi, nuvoloni che nascono solo in un’atmosfera molto calda e satura di umidità. Con l’ingresso di Marzo, il Vortice Polare continuerà a mostrarsi debole, aprendo la strada a un periodo decisamente altalenante. Capita spesso, come sappiamo, di vivere giornate di alta pressione con termometri che superano agilmente i 15°C, portandosi su valori nettamente superiori alla norma del periodo.

 

Non stiamo parlando di certezze assolute, sia chiaro, ma di possibilità concrete. Questo continuo gioco di scambi termici altro non è che un monito. Fermi tutti però, nessuna ansia. Per avere grandine davvero grossa serve un’atmosfera rovente nei bassi strati. Ecco perché, almeno fino al mese di maggio possiamo stare tranquilli.

 

I mesi a maggior rischio

La stagione dei temporali più cattivi, in linea di massima, si apre in aprile per chiudersi a Ottobre. Certo, qualche volta ha imbiancato le strade persino in febbraio o marzo, ma parliamo quasi sempre di palline piccole e innocue. I sassi veri e propri cadono giù quando fa un caldo rovente, tipico magari tra giugno e settembre.

 

E allora quand’è che ci preoccuperemo? Solo con l’arrivo dei massicci anticicloni africani. Sono proprio quelle le condizioni ideali per scatenare il finimondo. L’aria rovente in risalita dall’Africa, oltre a scaldare enormemente l’ambiente circostante, carica l’atmosfera di un’incredibile quantità di vapore acqueo.

 

Poi, non appena le correnti fredde scendono da nord e valicano le Alpi, cosa comunque frequente, si innesca la miccia perfetta. Lo scontro genera colossali cumulonembi alti fino a 15 km e capaci di condizioni meteo veramente estreme. Non solo la grandine, ma anche nubifragi e raffiche di vento furiose. E si badi bene. Non solo in Italia, ma oramai in buona parte dell’Europa.

 

I temporali più violenti si formano solo quando fa molto caldo. Ecco perché possiamo stare tranquilli almeno ancora per un paio di mesi.

 

Credit Scientifici Internazionali

  • World Meteorological Organization (WMO) – Approfondimenti globali sulle dinamiche del Vortice Polare e i cambiamenti stagionali.

  • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – Dati e ricerche sulla formazione dei cumulonembi e fenomeni meteorologici severi.

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Modelli previsionali sulle anomalie termiche in Europa durante la primavera.

  • Met Office – Studi sulle dinamiche dell’aria fredda in discesa verso il bacino del Mediterraneo.

  • Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) – Report sull’aumento dell’intensità degli eventi estremi e degli anticicloni africani. (METEOGIORNALE.IT)

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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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