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Fa specie parlare di caldo intenso adesso, non credete? Eppure prima o poi ritornerà. E su questo siamo sicuri. Stiamo parlando delle condizioni meteo delle cosiddette nuove estati. Una sorta di nuova normalità. Le stagioni avanzano, il tempo scorre e l’estate, puntuale, si presenterà.

 

Ci sono timori?

Beh come non dar credito a certe ipotesi. Non è questione di terrorismo, di capire realmente come stanno le cose. In molte città italiane, specialmente nei grandi centri urbani, le temperature percepite superano con facilità i 40 gradi.

 

Ma perché parliamo di percepito? In fondo il termometro ci dà un valore ufficiale, scientifico e inoppugnabile. Ma il corpo può sentire di più, soprattutto quando c’è veramente molto caldo e l’umidità è elevata. Condizioni assai frequenti in Valpadana o su quasi tutte le zone marittime d’Italia.

 

Isole di calore

È un problema annoso e puntualmente sì ripresenterà. Strade asfaltate, palazzi in cemento e superfici artificiali accumuleranno energia durante il giorno, per poi rilasciarla lentamente nelle ore notturne. Questo meccanismo renderà difficile perfino trovare sollievo dopo il tramonto. Anzi, quasi peggio perché le notti diventeranno afose, quasi irrespirabili.

 

Le nostre grande città sono diventate delle vere e proprie trappole di calore. Attenzione nei prossimi mesi, soprattutto a cominciare da fine giugno, perché le ondate di calore estive stanno diventando un problema decisamente attuale.
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Korn Vitthayanukarun | Dreamstime.com

 

Rischio fenomeni estremi

È un altro problema notevole, che spesso però passa quasi il secondo piano rispetto al caldo estremo.
Basterebbe l’arrivo improvviso di masse d’aria fredda a interrompere giornate già calde, con temperature prossime ai 30 gradi, per generare fenomeni violenti. E non solo nel cuore dell’estate, ma pure nel mese di aprile. Abbiamo scritto in questo articolo che tra poco arriverà la stagione della grandine.

 

La grandine di grosse dimensioni (per definizione con un diametro maggiore o uguale a 6 cm) diventerà sempre più frequente in futuro. La sempre maggior disponibilità di energia predispone la Valle Padana a un rischio concreto, ogni qualvolta ci siano le condizioni dell’arrivo di masse d’aria più fredde da nord.
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Dan Ross | Dreamstime.com

 

Accordi dell’estate 2023

Gli episodi del luglio i tre anni fa restano impressi nella memoria collettiva: tetti danneggiati, automobili devastate, rivestimenti esterni degli edifici distrutti dalla forza dei chicchi di ghiaccio. La Pianura Padana, in particolare, sembra assumere caratteristiche sempre più simili alle grandi pianure nord-americane, dove i fenomeni estremi sono all’ordine del giorno. Ovviamente non arriveremo mai a quella frequenza. Però intanto è possibile che ci siano rischi sempre maggiori.

 

Un ultimo problema

Questo è un nodo che interessa più gli imprenditori e gli albergatori piuttosto che la gente comune.
In diversi Paesi del Nord Europa si inizia a sconsigliare il Mediterraneo nei mesi centrali dell’estate, considerato eccessivamente caldo. Si profila così uno spostamento dei flussi verso regioni con clima più temperato, come le coste nord-europee.

 

Oppure Oltralpe, dove l’estate può essere ancora molto calda, ma non con la durata a cui siamo ormai abituati. È possibile, ad esempio, avere anche 35 gradi o 40 gradi nelle città del Centro Europa. Ma di certo non durano due settimane, come capita nel nostro Meridione. E non hanno il tasso di afa della Valle Padana. Queste sono condizioni meteo estreme. O forse nemmeno più tanto estreme….

 

Vacanze alle latitudini molto settentrionali. Questo potrebbe essere uno scenario reale nei prossimi decenni, quando le zone Mediterranee e nord-africane avranno due o tre mesi di caldo infernale.
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Sander Van Der Werf | Dreamstime.com

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization

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