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Avremo ancora la possibilità di vedere nevicate diffuse in Valle Padana? La domanda non è scontata. Chi ha qualche annetto al sulle spalle sa bene che un tempo La nevosità di questa area geografica era nettamente superiore.

 

Inoltre, la il freddo risultava più duraturo e quindi il manto bianco rimaneva al suolo molto di più rispetto alle nevicate recenti. Abbiamo già avuto diversi inverni dove la Dama Bianca non si è fatta vedere nella stragrande maggioranza della pianura.

 

Quest’anno la situazione è stata solo in parte diversa, perché ha fatto un’ottima imbiancata solo in Emilia Romagna. Per il resto, apparizioni molto fugaci tra novembre e dicembre solamente sulle pedemontane di Lombardia e Piemonte.

 

La magia della neve in Valadana è qualcosa della memoria del passato. Ma potrebbe ricapitare, ovviamente con condizioni diverse rispetto a un tempo. ID 37673447 ©
Juliasha | Dreamstime.com

 

Cosa serve per un’ottima nevicata

Le condizioni utili si dividono in due parti. La prima è avere un’ondata di gelo che possa creare un cuscino freddo padano molto resistente. Solo con questa modalità sono possibili accumuli importanti. Successivamente, è necessario l’abbassamento della latitudine del flusso atlantico.

 

Questa seconda condizione è essenziale, perché con un’eventuale ondata di gelo dalla Russia non nevica mai in Valpadana. Si tratta di aria fredda e secca e non umida. I flussi continentali risultano sempre secchi. Devono per forza di cose caricarsi di umidità dal mare, altrimenti è solo freddo sterile esattamente come è successo per buona parte della prima metà di gennaio.

 

Ecco quindi la famosa nevicata da sovrascorrimento. Aria molto umida dai quadranti meridionali deve superare l’Appennino e scaricare il suo carico di precipitazioni sulla Pianura Padana. Se la colonna d’aria è sufficientemente fredda, riesce a nevicare diffusamente. Per questo motivo, l’eventuale ondata di gelo è condizione predisponente a una buona nevicata.

 

L’altra possibilità

Una seconda opzione è quella di un’avvezione fredda di stampo groenlandese o scandinavo, che riesca in qualche modo a valicare le Alpi e a portare precipitazioni diffuse anche senza un buon cuscino gelido. Questa sarebbe più facile da attuarsi, ma il problema è che basta lo scostamento di poche centinaia di chilometri del minimo e tutto magnifica.

 

Inoltre, con questo pattern meteo non ci sono grosse imbiancate. A novembre abbiamo avuto un eccellente esempio di come l’aria artico-marittima non riesca più a far nevicare in maniera diffusa in Pianura Padana. Proprio perché è bastato avere un paio di gradi in più per far vanificare tutto.

 

La neve in pianura padana può ritornare ma non con la frequenza e l'intensità di un tempo. ID 130062533 © Andrew Balcombe | Dreamstime.com
La neve in pianura padana può ritornare ma non con la frequenza e l’intensità di un tempo. ID 130062533 © Andrew Balcombe | Dreamstime.com

 

Blocco scandinavo

Potrebbe tornare a fine mese il famoso Rex Blocking. Questo vuol dire che una corposa alta pressione si instaurerà sulle regioni scandinave e, di conseguenza, flussi umidi e freddi potranno comunicare proprio in sede mediterranea. Ricordiamo pertanto che sono solo tendenze, le quali ovviamente andranno confermate.

 

Per poter prevedere con precisione una valida nevicata servono tanti tasselli e soprattutto bisogna analizzare le carte a poche ore dall’evento. Ecco perché se un tempo questo pattern meteo voleva dire neve quasi certa, adesso col fatto che ci sono due o tre gradi in più è più facile che piova in pianura e che nevichi solo a quote collinari.

 

Debole Rex blocking e possibile forte maltempo tra fine mese e inizio febbraio. Non sarebbero comunque condizioni di neve diffusa, mentre il comune un denominatore sarebbe maltempo e pioggia forte.

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

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