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Ormai l’attenzione è tutta rivolta all’ultima decade di settembre, quella che ufficialmente ci consegnerà nelle mani dell’autunno meteorologico. Attualmente le condizioni meteo-climatiche si stanno facendo piuttosto vivaci a causa di infiltrazioni di aria più fresca in quota di matrice oceanica, al cui seguito abbiamo temporali di una certa consistenza

 

Nel corso del weekend è lecito attendersi ulteriori fenomeni a carattere irregolare. Dopo il Centro-Nord si estenderanno anche al Sud e tra le due isole maggiori. Ovviamente si tratterà principalmente di improvvisi acquazzoni pomeridiani, come detto a carattere temporalesco e, visto il periodo e i pregressi delle scorse settimane, non sono da escludere dei nubifragi, delle grandinate e dei colpi di vento.

 

Tuttavia, lo ripetiamo, l’obiettivo è ormai puntato in direzione della prossima settimana e di quella successiva, ovvero del periodo che decreterà ufficialmente l’inizio della stagione autunnale e del periodo che, allo stesso tempo, ci condurrà in direzione di ottobre.

 

Ottobre che, dal punto di vista meteo-climatico, potrebbe riservare non poche sorprese. Le proiezioni stagionali, e nello specifico quelle mensili, continuano a suggerire un netto cambiamento della circolazione a partire dall’Europa centro-occidentale. Ciò vorrebbe dire ritorno in grande stile della circolazione atlantica.

 

Ma prima di spingerci ad ottobre dovremo stabilire con esattezza quel che potrebbe accadere a partire dalla prossima settimana. In tal senso dobbiamo dirvi che continuano a esserci nette divergenze di vedute nei principali modelli matematici.

 

Non solo: i modelli europei e quelli americani si stanno letteralmente rimbalzando la palla. Un giorno sono quelli europei a mostrarci l’arrivo di un vortice freddo dall’Europa orientale. Il giorno dopo sono quelli americani, dopo averci piazzato sulle teste un nuovo consistente anticiclone.

 

Ecco, la partita è ancora in corso perché gli ultimissimi aggiornamenti vedono le proiezioni europee puntare con maggior decisione in direzione di un consolidamento di un forte campo di alta pressione, ribaltando evidentemente quello che era il disegno barico soltanto 24 ore fa.

 

Viceversa, i centri di calcolo americani sono quelli che in questo momento vedrebbero delle infiltrazioni molto consistenti di aria fresca dai quadranti orientali, con conseguente crescente instabilità già nella seconda parte della prossima settimana. Difficile quindi sciogliere definitivamente la prognosi. Capiamo che non sia facile giustificare un’incertezza previsionale di questo tipo, ma chi è del mestiere sa molto bene che i periodi di transizione stagionale nascondono delle insidie non di poco conto.

 

Ecco, è proprio questo il caso, soprattutto perché veniamo da un trimestre dominato prepotentemente dall’anticiclone africano ed è per questo motivo che ogni qualsivoglia tipo di peggioramento deve essere pesato con la giusta bilancia. Se dovessimo darvi la nostra opinione, riteniamo che comunque a partire dalla prossima settimana i segnali di cambiamento inizieremo a percepirli.

 

Poi vedremo se si tratterà semplicemente di infiltrazioni di aria fresca da est oppure se avremo un vero e proprio peggioramento con approfondimento di un vortice ciclonico secondario sui nostri mari.

 

Se poi dovesse tornare l’alta pressione e le temperature riprendere a salire, spingendosi per l’ennesima volta al di sopra delle medie stagionali, saremo i primi a darvene conto e saremo anche i primi a farcene una ragione. A quel punto vorrebbe dire che l’estate starebbe regalando un colpo di coda in vista del commiato definitivo.

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