
Tutta ‘colpa’ di una saccatura in probabile ingresso sull’Europa centro-occidentale che solleciterà il rigonfiamento di un promontorio mobile subtropicale (cosiddetto prefrontale). Arrivano inoltre venti meridionali che trasportano aria umida dal Mediterraneo (Scirocco al sud, mentre sul versante adriatico si attiva il Garbino).
Questo richiamo d’aria calda, unito all’orografia dei rilievi, determina un ulteriore e sostanziale aumento delle temperature. In particolare, l’effetto favonico può far schizzare i valori termici ben oltre la media, determinando un caldo improvviso e opprimente.
È bene chiarire un concetto: quando parliamo di ondata di caldo intenso, ci riferiamo a valori di temperatura ad 850 hPa (circa 1500 metri di quota) compresi tra 25-30°C. Ciò significa che al suolo si potrebbero tranquillamente superare i 40°C.
L’apice dell’ondata di calore è atteso tra domenica 20 e lunedì 21 luglio. A fare i conti con i picchi più alti saranno, come già detto, le regioni del Centro-Sud, con valori oltre i 35 °C diffusi e possibili punte localmente superiori ai 42-45°C nelle zone interne della Sicilia, della Sardegna e della Puglia.
Il caldo che ci accompagnerà nei prossimi giorni non sarà solo un problema durante le ore diurne, ma diventerà un vero e proprio compagno indesiderato anche di notte. Oltre alle temperature elevate, infatti, si aggiungeranno condizioni di afa opprimente che renderà il clima ancora più difficile da sopportare.
In molte aree urbane e lungo le coste, le temperature minime non scenderanno sotto i 24-25°C, trasformando le notti in un vero e proprio incubo. Questo mix di umidità elevata e caldo persistente farà percepire valori di temperatura ancora più alti rispetto a quelli reali registrati dai termometri.
Quanto durerà l’ondata di caldo?
Secondo gli ultimi aggiornamenti meteo, martedì 22 luglio una massa d’aria più fresca dovrebbe portare un primo calo termico al Centro-Nord mentre al Sud la calura insisterà ancora per un giorno, sebbene con intensità minore.
Questo articolo è stato realizzato consultando ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteorologiche.
