Fine del caldo, oramai ci siamo, il meteo sta per cambiare. Venerdì 4 Luglio è stato il picco assoluto di questa fase africana, con valori termici eccezionalmente elevati, ben oltre le medie stagionali. In particolare, sulle pianure del Nord, nelle aree interne di Sicilia e Sardegna, così come in parte del Centro, si raggiungeranno temperature estreme, superiori anche ai 41°C in alcune zone.
Il solito mostro
A dominare la scena è stato fino a ora un possente Anticiclone Africano, che ha trasportato sull’Europa meridionale e sull’Italia masse d’aria molto calde, provenienti direttamente dalle zone desertiche di Marocco, Tunisia e Algeria. L’impatto è stato evidente: giorni interi caratterizzati da temperature roventi, notti tropicali e umidità opprimente, condizioni ben lontane dal clima tipico delle Estati italiane del passato. Ciò si traduce non solo in ondate di calore sempre più persistenti e intense, ma anche in un aumento significativo degli eventi meteo estremi, come nubifragi, grandinate e raffiche di vento improvvise, cosa che dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni.
La data del fresco
Di fatti, da Sabato 5 la situazione è destinata a cambiare drasticamente, almeno per il Nord Italia. In queste aree, il sopraggiungere di un fronte instabile di origine atlantica favorirà la formazione di temporali intensi, con un elevato potenziale distruttivo. La combinazione tra aria caldissima preesistente e correnti più fresche e instabili in arrivo dall’Atlantico costituisce un mix altamente esplosivo.
Si attiveranno forti contrasti termici che renderanno l’atmosfera particolarmente energica, facilitando la nascita di celle temporalesche violente. Il rischio concreto è quello di assistere a grandinate di grandi dimensioni, nubifragi improvvisi e colpi di vento molto forti, fenomeni localizzati ma potenzialmente molto dannosi, con scarsa predicibilità dei fenomeni.
Crollo termico
Dal punto di vista termico, questa fase di maltempo sarà accompagnata anche da un calo delle temperature, che si farà sentire soprattutto sul Nord Italia, con diminuzioni nell’ordine dei 5-6°C. Questo calo non sarà però uniforme sul territorio nazionale. Il Centro e il Sud, almeno fino all’inizio della prossima settimana, continueranno a fare i conti con un clima decisamente caldo e soleggiato, poiché la perturbazione raggiungerà queste aree soltanto in un secondo momento.
Il collegamento tra le ondate di calore estreme e il successivo sviluppo di temporali violenti è ormai una realtà sempre più evidente e frequente. All’aumento della temperatura segue infatti un aumento dell’evaporazione dei mari, con conseguente crescita dell’umidità nei bassi strati dell’atmosfera. Questo surplus di energia latente è il carburante ideale per la formazione di temporali severi, che si alimentano proprio dell’instabilità generata dai forti contrasti tra aria calda e aria più fresca.
L’esempio sotto gli occhi di tutti
L’Anticiclone africano, sempre più dominante e duraturo, non solo innalza la colonnina di mercurio, ma condiziona anche la qualità dell’aria, l’umidità percepita e la probabilità di fenomeni estremi, alla fine del suo dominio. Questi ultimi, proprio a causa del forte riscaldamento, si manifestano in modo più violento, improvviso e con maggiore frequenza rispetto al passato.
Come detto, ci attendono ore complesse dal punto di vista meteorologico: al Nord esploderanno temporali violenti, mentre il Centro e il Sud resteranno ancora sotto l’influenza dell’Anticiclone africano, con caldo e afa persistenti. Prima che tutti tornino a godere di condizioni meteo climatiche favorevoli, bisognerà attendere qualche giorno, fino a Martedì 8.
