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      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneAd PremiereMeteo NewsZoom

      Estate, meteo, ci rivediamo l’anno prossimo

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 04/07/2025
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      9 Min Lettura
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      L’evoluzione meteorologica di questo mese di Luglio potrebbe prendere una strada completamente diversa rispetto a quello che abbiamo osservato a Giugno. Come ho potuto constatare seguendo i dati negli ultimi mesi, si รจ formata un’anomalia termica straordinaria a ridosso delle coste oceaniche della Francia e delle Isole Britanniche. Le misurazioni superficiali dell’Oceano Atlantico mostrano valori di temperatura significativamente superiori alla media, un fenomeno che non posso fare a meno di considerare con particolare attenzione per le sue implicazioni sul nostro clima futuro.

       

      Quello che trovo particolarmente interessante รจ come queste acque anomalmente calde stiano letteralmente “alimentando” le aree di bassa pressione, aumentandone la potenza in modo considerevole. Quando le depressioni diventano piรน intense, la loro capacitร  di spingersi verso Sud aumenta notevolmente, permettendo loro di “scalfire” quell’anticiclone africano che negli ultimi due decenni si รจ sistematicamente portato sull’Italia durante l’estate, generando quelle lunghe e estenuanti ondate di caldo che ormai conosciamo fin troppo bene.

       

      La mia mente va inevitabilmente al 2014, un anno che rappresenta un perfetto esempio di come questi cambiamenti possano manifestarsi improvvisamente. In quell’estate, un flusso oceanico deviato dalla corrente a getto si portรฒ inaspettatamente verso le regioni settentrionali, cambiando completamente la fisionomia della stagione estiva. Ricordo ancora la sorpresa nel vedere frequenti temporali e precipitazioni accompagnati da un abbassamento sensibile delle temperature fino a valori che erano tipici degli anni Sessanta – decisamente inferiori rispetto a quelli ai quali ci eravamo abituati.

       

      Quel cambiamento aveva dato la sensazione di una stagione estiva pressochรฉ assente sul Nord Italia, principalmente a causa delle piogge eccessive e soprattutto delle temperature molto sotto i valori delle stagioni precedenti. Le conseguenze di questo flusso oceanico si fecero sentire anche nelle altre regioni italiane, dove l’estate non fu particolarmente calda e anzi si verificarono spesso delle infiltrazioni di aria umida verso Sud che innescarono fasi temporalesche, specialmente nelle zone costiere e verso i Monti con temporali termoconvettivi.

       

      Il Nord Italia visse davvero una stagione estiva anomala, talmente inusuale che la popolazione ebbe la percezione di una stagione fuori dai ranghi, quasi inesistente. Le conseguenze in montagna per il turismo furono enormi: faceva molto freddo rispetto a quanto si era abituati, e questo mi fa riflettere su quanto il nostro corpo e la nostra percezione si adattino ai cambiamenti climatici.

       

      L’abitudine รจ infatti equivalente alla sensazione termica che proviamo quando ci adeguiamo a un tipo di clima. Anche se oggi ci troviamo di fronte a stagioni estive estremamente calde rispetto a come sarebbero state vissute negli anni Sessanta, viviamo questi periodi con minor sofferenza se li avessimo avuto d’improvviso all’epeca, perchรฉ il corpo si adatta gradualmente nel tempo. Di certo, perรฒ, temperature ancora superiori darebbero molti disagi, e dobbiamo ricordarci che ci troviamo in una regione a clima temperato.

       

      Secondo recenti studi scientifici, le anomalie di temperatura dell’Oceano Atlantico hanno raggiunto livelli record, con alcune aree che mostrano temperature sensibilmente superiori rispetto alla media. Questi cambiamenti oceanici non sono fenomeni isolati: la ricerca pubblicata sulla rivista Nature Geoscience ha dimostrato che gli estremi climatici europei degli ultimi 600 anni sono stati largamente determinati dai cambiamenti nella posizione e intensitร  della corrente a getto sopra l’Atlantico.

       

      Un aspetto che trovo particolarmente affascinante รจ come la corrente a getto atlantica funzioni come un vero e proprio “steering wheel” per i nostri sistemi meteorologici. Quando questa corrente si sposta verso Nord o verso Sud, puรฒ alterare drasticamente i pattern di precipitazione e temperatura su tutto il continente europeo. La ricerca del 2024 ha evidenziato come lo spostamento verso nordest della corrente a getto atlantica, guidato dai gradienti di temperatura superficiale del mare, abbia contribuito al caldo record dell’Europa occidentale nel Luglio 2022.

       

      Quello che mi colpisce maggiormente รจ la complessitร  delle interconnessioni climatiche. Le anomalie di acqua dolce nel Nord Atlantico degli anni precedenti possono influenzare il clima estivo europeo, creando una catena di eventi che parte dallo scioglimento dei ghiacci artici e arriva fino alle nostre ondate di calore. รˆ come se l’oceano avesse una memoria a lungo termine che influenza il nostro clima stagionale.

       

      Un fenomeno particolarmente interessante รจ quello dei “blocking pattern” atmosferici, che si verificano quando le Onde di Rossby nella corrente a getto diventano amplificate o si “rompono”. Questi pattern possono causare situazioni meteorologiche che rimangono “bloccate” in una determinata configurazione per settimane, portando a eventi estremi prolungati come siccitร , alluvioni o ondate di calore.

       

      Le proiezioni climatiche suggeriscono che entro il 2060 potremmo assistere a cambiamenti permanenti nella corrente a getto atlantica che porterebbero la sua posizione al di fuori del range di variabilitร  naturale. Questo significa che i cambiamenti che stiamo iniziando a osservare potrebbero rappresentare solo l’inizio di una trasformazione piรน profonda del nostro sistema climatico.

       

      La ricerca della NASA mostra che le temperature superficiali marine globali hanno raggiunto livelli record nel 2023, con implicazioni che si estendono ben oltre i semplici numeri. Gli oceani, che contengono il 97% dell’acqua terrestre e coprono il 71% della superficie del pianeta, stanno letteralmente sviluppando una “febbre” che si ripercuote su tutto il sistema climatico globale.

       

      Quello che osservo nei dati piรน recenti รจ una configurazione che ricorda molto quella del periodo 2014-2016, quando si verificรฒ una significativa anomalia fredda nel Nord Atlantico. Questa analogia storica potrebbe suggerire pattern simili per il futuro prossimo, anche se ovviamente ogni situazione climatica presenta le sue specificitร  uniche.

       

      La relazione tra oceano e atmosfera รจ bidirezionale: se da un lato i venti possono influenzare le temperature oceaniche attraverso il mescolamento delle acque e il trasporto di calore, dall’altro lato gli oceani possono “guidare” i pattern atmosferici fornendo energia ai sistemi di pressione. Questa interazione complessa รจ alla base di molti fenomeni climatici a lungo termine che stiamo iniziando a comprendere meglio.

       

      Ovviamente, quello che sto descrivendo non costituisce una previsione meteorologica nel senso stretto del termine, ma piuttosto una riflessione basata sui cambiamenti che si intravedono e che sembrano uscire dai schemi del tempo che avevamo osservato fino ad ora. La meteorologia moderna ci insegna che il clima รจ un sistema complesso e dinamico, dove piccoli cambiamenti in una parte del globo possono avere effetti a cascata su scale temporali e geografiche molto piรน ampie.

       

      Quello che mi affascina di piรน รจ come stiamo assistendo, in tempo reale, a una trasformazione del nostro sistema climatico. Ogni estate sembra portare con sรฉ nuove sorprese, nuovi record, nuove configurazioni che sfidano le nostre aspettative basate su decenni di osservazioni precedenti. รˆ come se stessimo leggendo un libro di cui non conosciamo ancora il finale, ma di cui possiamo intuire la direzione generale seguendo attentamente gli indizi che il clima stesso ci fornisce attraverso questi straordinari fenomeni oceanici e atmosferici.

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