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      Home » Stop Inverno, ma il meteo saprà riprendersi
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      Stop Inverno, ma il meteo saprà riprendersi

      Luca D'Angelo
      Luca D'Angelo
      Pubblicato: 14/01/2025
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      5 Min Lettura
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      Contents
      • Le ragioni del cambiamento dell’Inverno
      • Come l’Anticiclone ha stravolto l’Inverno
      • Il Vortice Polare e l’ostacolo alle perturbazioni
      • Quindi, cosa aspettarci?

       

      Nonostante un Dicembre dinamico e un Gennaio non caldo, gli appassionati meteo non sono contenti. Quello che una volta era un periodo di freddo intenso e nevicate abbondanti, ora sembra essere diventato una stagione in grado di riservare sorprese, ma con eventi sempre più rari e veloci. Gli episodi di gelo e le nevicate che una volta facevano parte del suo carattere distintivo sono diventati fenomeni poco frequenti, tanto che, in molti casi, diventa difficile ricordare eventi climatici significativi legati a questa stagione.

       

      Una volta, invece, l’Inverno era considerato un periodo meteorologico caratterizzato da temperature decisamente più basse e frequenti episodi di freddo intenso. Alcuni dei più memorabili inverni del passato, come quelli degli anni ’70, il noto inverno del 1985, l’estrema ondata di freddo del 1956 e l’eccezionale stagione fredda del 1929, rimangono ancora impressi nella memoria di coloro che hanno avuto la fortuna di viverli, segnando la storia del clima in modo indelebile.

       

      Le ragioni del cambiamento dell’Inverno

      Negli ultimi decenni, la stagione invernale ha subito un cambiamento significativo, perdendo progressivamente quella forza caratteristica che una volta la definiva. L’Inverno, infatti, è diventato spesso una stagione più tranquilla, con meno eventi estremi legati al freddo. Gli episodi più intensi sono stati sempre meno frequenti e, quando si sono verificati, sono stati limitati. Nel 2020/2021, ad esempio, si è assistito a un breve ritorno a condizioni più fredde, ma la tendenza generale continua ad essere quella di un inverno sempre più mite. Eventi simili si sono registrati anche nel 2024/2025, ma anche in quel caso l’Inverno ha avuto una manifestazione sporadica.

       

      A questi cambiamenti contribuisce un fenomeno costante che caratterizza da tempo il clima invernale: l’insistenza dell’Anticiclone. Questo fenomeno meteorologico, che negli ultimi anni ha assunto una posizione dominante, ha avuto un effetto rilevante sull’evoluzione dell’Inverno.

       

      Come l’Anticiclone ha stravolto l’Inverno

      L’Anticiclone, infatti, ha assunto un ruolo fondamentale nel mutamento delle caratteristiche atmosferiche della stagione fredda. La sua posizione tendenzialmente settentrionale ha comportato una risalita dell’Alta Pressione verso l’Italia, favorendo periodi di stabilità atmosferica, con temperature relativamente più miti rispetto al passato. In molti casi, questo ha portato a giornate di sole anche nei mesi più freddi, mentre le notti sono rimaste meno rigide rispetto ai freddi estremi che una volta caratterizzavano il periodo invernale.

       

      Inoltre, mentre le giornate potevano essere serene, il fenomeno dell’Alta Pressione ha favoriti anche la formazione di nebbie dense e persistenti nelle pianure, soprattutto nelle zone più basse, che sono ormai diventate un tratto distintivo dei mesi invernali. Sebbene queste condizioni siano tipiche di un inverno freddo, esse non rappresentano quel freddo intenso che una volta contraddistingueva la stagione invernale, ma piuttosto un clima caratterizzato da una relativa mancanza di eventi estremi.

       

      Il Vortice Polare e l’ostacolo alle perturbazioni

      Un altro elemento che contribuisce al cambiamento delle dinamiche meteorologiche invernali è il comportamento del Vortice Polare, in particolare quello canadese. Questa massa d’aria fredda, che tradizionalmente caratterizzava i periodi più freddi dell’Inverno, si è modificata nel corso degli anni, assumendo configurazioni che ne ostacolano l’ingresso verso il Mediterraneo.

       

      Il Vortice Polare canadese, infatti, in alcuni periodi dell’anno si approfondisce, creando una barriera che rende difficoltoso l’ingresso delle perturbazioni atlantiche o l’arrivo di aria fredda dal nord. Quando ciò accade, le perturbazioni atmosferiche hanno difficoltà a raggiungere le latitudini mediterranee, impedendo così a fenomeni come le nevicate abbondanti o i periodi di freddo intenso di manifestarsi in maniera significativa. Questo blocco atmosferico fa sì che l’Inverno si presenti più mite e meno tempestoso rispetto al passato.

       

      Quindi, cosa aspettarci?

      Un’Italia spaccata in due. Il nulla più assoluto per il Settentrione e per buona parte del Centro-Nord. Precipitazioni a più riprese invece all’estremo Sud e in parte sulle due Isole Maggiori. Ma sarà qualcosa di molto localizzato, perché il ciclone stazionerà a cominciare da Giovedì 16 fino a Domenica 19. Successivamente, potrebbe riprendere un debole flusso atlantico. ma su questo punto ne riparleremo nei prossimi aggiornamenti meteo.

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