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Meteo: perché l’ANTICICLONE africano domina gli INVERNI italiani

Motivi che conosciamo, ma che preoccupano sempre più

Alessandro Arena di Alessandro Arena
12 Gen 2025 - 18:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Negli ultimi inverni, il dominio dell’anticiclone sull’Italia si è dimostrato particolarmente intenso, portando spesso a condizioni di stabilità atmosferica, temperature superiori alla media stagionale e una significativa carenza di precipitazioni. Questo fenomeno non è casuale, ma è il risultato di complesse dinamiche legate alla circolazione atmosferica emisferica e alle interazioni tra diversi fattori climatici globali.

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Uno degli elementi chiave di questa tendenza è rappresentato dal comportamento del jet stream, la corrente a getto che scorre ad alta quota e che gioca un ruolo cruciale nel determinare le traiettorie delle perturbazioni nell’emisfero settentrionale. Negli ultimi anni, il jet stream ha mostrato una configurazione più ondulata e meno energica rispetto al passato. Ciò ha favorito il blocco delle correnti occidentali, che normalmente portano umidità e perturbazioni dall’Atlantico verso l’Europa meridionale. Quando il jet stream si indebolisce o si posiziona più a nord rispetto alla sua media climatica, l’Italia tende a trovarsi sotto l’influenza di aree di alta pressione persistenti.

 

Un altro fattore determinante è stato l’aumento della frequenza di configurazioni di blocco atmosferico, come il cosiddetto anticiclone di blocco o “blocking high”. Queste strutture di alta pressione si instaurano spesso sull’Europa centro-occidentale e possono rimanere stazionarie per settimane. Tali configurazioni impediscono il passaggio delle perturbazioni atlantiche, deviate verso latitudini più settentrionali o orientali, mentre sull’Italia prevalgono condizioni di tempo stabile e soleggiato.

 

Parallelamente, è importante considerare il ruolo dei pattern di teleconnessione emisferici, come la NAO (North Atlantic Oscillation) e l’AO (Arctic Oscillation). Negli ultimi inverni, si è spesso osservata una fase positiva di questi indici, caratterizzata da un rafforzamento del vortice polare e delle depressioni atlantiche. In queste condizioni, le perturbazioni tendono a seguire una traiettoria zonale, mantenendosi a latitudini elevate, mentre l’Europa meridionale resta sotto l’influenza di un robusto anticiclone.

 

Un altro elemento che ha contribuito a questa situazione è il riscaldamento globale, che influenza non solo le temperature, ma anche la circolazione atmosferica. Il riscaldamento dell’Artico, molto più rapido rispetto ad altre regioni del pianeta, sta alterando il gradiente termico tra le alte e le medie latitudini, influenzando il comportamento del jet stream. Questo fenomeno, noto come “Arctic Amplification”, può favorire configurazioni atmosferiche bloccate e un indebolimento del vortice polare stratosferico, creando le condizioni per la persistenza degli anticicloni a latitudini medio-basse.

 

Infine, è opportuno menzionare il ruolo dei modelli climatici stagionali, che indicano un aumento della frequenza di inverni con temperature sopra la media in Europa meridionale. Questo trend è coerente con il progressivo cambiamento climatico globale, che favorisce una maggiore frequenza di eventi estremi, tra cui periodi di siccità prolungata e anomalie termiche positive.

 

Il dominio dell’anticiclone sull’Italia negli ultimi inverni è il risultato di una combinazione di fattori: circolazione atmosferica emisferica alterata, aumento dei blocchi atmosferici, teleconnessioni favorevoli all’alta pressione e cambiamenti meteo climatici globali. Questa situazione non solo influisce sul clima locale, ma ha anche conseguenze significative per l’agricoltura, le risorse idriche e l’ecosistema, rendendo fondamentale monitorare e studiare attentamente le dinamiche atmosferiche future. (METEOGIORNALE.IT)

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