Nei prossimi giorni è previsto un forte aumento della temperatura, ma sarà un fenomeno temporaneo per la Penisola Iberica. Successivamente, arriverà una nuova perturbazione di carattere freddo con un significativo abbassamento delle temperature, che porterà la neve a quote di bassa collina. In altre parole, si attende una nuova fase nevosa, una nuova nevicata che seguirà quella di pochi giorni fa.
Pensate un po’: se tutto ciò fosse accaduto in Italia, avremmo avuto una percezione completamente diversa dell’inverno. Eppure, la Spagna, dal punto di vista climatico, dovrebbe essere meno nevosa rispetto all’Italia. Ma allora, com’è possibile che in Spagna si verifichino nevicate così significative, mentre in Italia no?
L’Italia è spesso protetta dall’Arco Alpino, che ostacola i fronti provenienti dalle regioni artiche. Questi riescono a raggiungere il Centro-Sud italiano, ma in forma molto attenuata, mentre nella Penisola Iberica il flusso di aria fredda artica arriva in maniera più irruente, spingendosi fino al nord del Marocco, dove si sono verificate nevicate. A dire il vero, nevicate a quote superiori ai 1000 metri in Marocco erano già state registrate a novembre.
È interessante sottolineare che la Penisola Iberica, pur essendo così vicina all’Italia, sta vivendo un evento meteorologico significativo per la sua climatologia, caratterizzato da freddo e neve. E non sarà l’ultimo. In Italia, invece, eventi simili sono stati limitati, e anche quelli previsti non si sono rivelati particolarmente diffusi.
In sostanza, l’Italia si trova attualmente in una posizione geografica meno esposta a questi impulsi di aria fredda. Non sappiamo quanto durerà questa situazione, ma in futuro potrebbero verificarsi irruzioni fredde più incisive rispetto alla Penisola Iberica. È importante notare che in Italia si registrano, come media climatica, temperature più basse rispetto alla Spagna e al Portogallo, e, mediamente, il clima italiano è più favorevole alla neve. Tuttavia, la situazione attuale è diversa.
Ricordiamo che durante la prima decade di gennaio 2001, Madrid e la Spagna furono colpite da una nevicata storica, una vera tempesta di neve. La capitale spagnola fu ricoperta da una media di 30-40 cm di neve, con punte di 50 cm in alcune zone. Nei giorni successivi, a causa dell’effetto dell’albedo e della persistenza dell’aria fredda, si registrarono temperature minime nelle periferie fino a -15 °C. Questo dimostra che la Penisola Iberica è stata soggetta a ondate di freddo e nevicate anche in un passato recente. Eppure, quando si pensa alla Spagna, la si associa più facilmente al caldo che alla neve.
Questa è la meteorologia, caratterizzata da variabilità e fluttuazioni climatiche. Probabilmente, questi fenomeni estremi sono amplificati dai cambiamenti climatici, ma non ci sono prove certe a riguardo. Si tratta di eventi di portata limitata ma estremamente intensi. La nevicata spagnola del 2001, ad esempio, è stata la peggiore degli ultimi cinquant’anni. In sostanza, la Spagna ha vissuto nel 2001 una sorta di “1985 italiano”. Tutto ciò in piena epoca di global warming, ovvero riscaldamento globale.
Questa nevicata dimostra che eventi meteorologici rigidi e abbondanti nevicate possono ancora verificarsi, nonostante il continuo aumento della temperatura globale. Numerose pubblicazioni scientifiche, in particolare americane, confermano questa possibilità.