Mercoledì 16 Ottobre è stato l’inizio di un graduale peggioramento meteo, con l’arrivo delle prime piogge al Nord e sulle regioni tirreniche. Questo è stato solo il preludio di una fase ben più perturbata, con masse d’aria fredda che entreranno nel Mediterraneo e si scontreranno con l’aria calda preesistente, generando condizioni meteorologiche avverse.
L’evoluzione della perturbazione e i rischi associati
La perturbazione che sta per colpire l’Italia non sarà di breve durata e avrà un impatto significativo. Le correnti fresche e instabili provenienti dall’Oceano Atlantico si scontreranno con l’aria calda già presente sul Mediterraneo, creando un forte contrasto termico. Questo porterà alla formazione di un minimo depressionario che si formerà inizialmente sopra le Baleari e poi si sposterà lentamente verso la nostra Penisola, rallentando notevolmente a causa dell’Anticiclone posizionato ad est dell’Italia, che fungerà da barriera naturale.
Rischio di eventi estremi e alluvioni lampo
Uno degli aspetti più preoccupanti di questa perturbazione è il rischio di eventi estremi, come nubifragi e alluvioni lampo, soprattutto nelle zone costiere e nelle aree già colpite da siccità. La combinazione tra l’aria umida afro-mediterranea e il blocco anticiclonico favorirà la formazione di celle temporalesche stazionarie, che potrebbero riversare grandi quantità di pioggia in brevi periodi di tempo.
Le regioni più a rischio sono quelle del Nord-Ovest, la Toscana e la Liguria, ma anche le zone ioniche della Calabria e della Sicilia dovranno prestare particolare attenzione. Queste aree, infatti, sono più esposte ai temporali intensi, che potrebbero causare danni significativi soprattutto nei terreni già aridi e poco capaci di assorbire grandi quantità d’acqua in poco tempo.
Le previsioni meteo indicano che il maltempo potrebbe perdurare almeno fino al fine settimana, con piogge diffuse e localmente molto intense su gran parte del territorio. L’Italia dovrà dunque prepararsi a giorni di pioggia e temporali, con il rischio di fenomeni estremi che potrebbero colpire sia le città che le campagne.