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Ottobre cambiamento meteo rapido.

Un Paese lungo, alto e circondato dal mare

L’Italia si estende per quasi 12 gradi di latitudine, dalla Vetta d’Italia a Lampedusa. In autunno questa distanza si fa sentire, infatti, al Nord il Sole resta più basso sull’orizzonte e le giornate si accorciano più rapidamente, quindi il terreno riceve meno energia. Al Sud l’irraggiamento resta più generoso.

Poi c’è la quota. In condizioni normali la temperatura cala di circa 0,65°C ogni 100 metri di salita. Le Alpi e l’Appennino creano così climi diversi a pochi chilometri di distanza. Con l’anticiclone, però, la regola si inverte: l’aria fredda e pesante scivola nelle valli e in pianura, mentre i versanti montani restano più tiepidi. È l’inversione termica.

 

Il Mediterraneo, un termosifone naturale

L’acqua si scalda lentamente e si raffredda altrettanto lentamente. In estate il Mediterraneo accumula calore e in autunno lo cede all’aria. Secondo Copernicus, nel 2025 la temperatura superficiale media annua del bacino ha raggiunto i 21,35°C, il secondo valore più alto mai registrato. Dagli anni Ottanta l’aumento è di circa 1,4°C, un tema approfondito anche nell’analisi su come il Mediterraneo che si scalda cambia il nostro clima.

I valori medi lo confermano: a Palermo le massime di ottobre si aggirano sui 23,5°C, con minime vicine ai 16,7°C (stazione di Boccadifalco, periodo 1971-2000). A Cagliari le medie 1991-2020 indicano 23,9°C di massima e 13,9°C di minima. Lontana dal mare e chiusa tra le montagne, la Pianura Padana sente invece il raffreddamento settimana dopo settimana, in modo più rapido e più marcato.

 

Lo stesso giorno, due stagioni diverse

Per chi fa previsioni, questa varietà è una sfida, una tendenza generale vale poco: i modelli matematici devono rappresentare il mare, le valli e gli strati d’aria fredda vicino al suolo. Ad ottobre 2024, per esempio, le previsioni indicavano piogge intense al Nord e caldo anomalo al Sud, con forti differenze tra una regione e l’altra.

Per domenica 12 ottobre 2025 era attesa una situazione ancora più netta. Sulla pianura, sotto le nebbie, le massime previste erano tra 14 e 17°C, mentre ad Aosta, a 583 metri di quota, si stimavano fino a 24-26°C, come illustrato nell’articolo su nebbia e inversioni termiche in Valpadana. Sulle coste liguri si superavano i 20°C.

 

Nebbie, foschie e inquinanti in Pianura Padana

Con le notti lunghe e l’aria ferma, già in ottobre tornano nebbie e foschie, soprattutto verso fine mese. Come spiega la NASA, le montagne che circondano la pianura limitano la circolazione dell’aria e favoriscono le inversioni, che trattengono gli inquinanti vicino al suolo.

Dal 15 ottobre, data di accensione dei riscaldamenti in zona climatica E, a cui appartiene gran parte della pianura, le emissioni aumentano. Le particelle sospese, il cosiddetto aerosol, fanno da nuclei attorno ai quali il vapore condensa: la visibilità cala anche con un’umidità non particolarmente elevata. Uno studio citato dalla NASA ha rilevato che, con molto aerosol, la nebbia può durare fino a tre ore in più. Il fenomeno, raccontato anche nell’articolo sulla nebbia e lo smog in Valle Padana, è già osservabile in questi giorni.

 

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