
Un possibile Split del Vortice Polare stratosferico
Essendo un fenomeno rilevante, vi proponiamo un ultimo aggiornamento su un possibile Split del Vortice Polare stratosferico. Come ho evidenziato, questo fenomeno avrebbe dell’eccezionalità per il periodo e aprirebbe la via a una fase di freddo precoce, non visto ad oggi dai modelli matematici tradizionali come ECMWF e GFS. Il calo termico prospettato ai primi di Novembre non è generato dallo Split del Vortice Polare: lo Split avrebbe conseguenze dopo 1-6 settimane dal suo avvento.
Ora come ora si parla solo di previsioni. Il Vortice Polare stratosferico appare però indebolito, un elemento che può presentarsi anche a fine Ottobre e che non è il preludio di uno Split, attualmente solo sulla carta.
Le fonti principali e autorevoli (preferisco consultare i meteorologi statunitensi e canadesi) indicano un forte e precoce indebolimento del Vortice verso i primi di Novembre, con il segnale di un possibile Split e, in alcuni modelli matematici, di inversione dei venti (evento di tipo SSW) a livello di Stratosfera, che ricordo è lo strato dell’atmosfera posto sopra la Troposfera. Un coinvolgimento della Troposfera, dove poi si realizzano i fenomeni atmosferici, è tutto da vedere nel futuro.
Perché seguire un evento in alta atmosfera
Qualcuno potrebbe chiedersi che senso abbia stare a seguire un evento in alta atmosfera: le sue conseguenze potrebbero coinvolgere l’Europa e l’Italia con ondate di gelo precoce.
Quello prospettato è un segnale raro e anticipato rispetto alla climatologia stagionale, ma anche compatibile con un evento di El Niño di forte intensità, che tende a indebolire il Vortice Polare, seppur tendenzialmente in Gennaio e Febbraio.
Cosa mostrano ECMWF, GFS e gli altri modelli matematici
- ECMWF è il più aggressivo. Nelle ultime corse (00Z del 26 Ottobre e precedenti del 25 Ottobre) mostra una previsione di deformazione del Vortice con Split in due lobi/nuclei: uno sull’Eurasia settentrionale e la Siberia, l’altro sul Canada e sull’Artico canadese, separati da una ridge di onda 2. Il pattern scende fino a circa 50 hPa (non solo alta Stratosfera), pertanto un evento di imponenza eccezionale. ECMWF prevede addirittura l’inversione dei venti a 10 hPa / 60°N (da occidentali a orientali) intorno al 4-6 Novembre, configurando un vero e proprio evento di riscaldamento stratosferico. Sarebbe senza precedenti così presto nella stagione da quando si dispone di dati certi, e lo affermano le principali voci che studiano questi fenomeni.
- GFS ha una sorta di allineamento a ECMWF nelle ultime emissioni del modello matematico. Secondo l’aggiornamento del 25 Ottobre, anche GFS mostra ora una propensione verso uno Stratospheric Warming con Split del nucleo e flusso invertito nella media Stratosfera. La visualizzazione in 3D dell’area polare evidenzia chiaramente il processo di distruzione del Vortice in due. GFS resta comunque generalmente più cauto sulla completa inversione rispetto all’ECMWF deterministico.
- AIFS (modello matematico di intelligenza artificiale di ECMWF) è più conservativo e non mostra un’inversione netta. GEFS (ensemble di GFS) è spesso ancora più moderato e non vede nulla di particolarmente eccezionale sulle lunghe distanze.
- Venti zonali a 10 hPa / 60°N: i modelli matematici concordano su un crollo verso livelli record per il periodo, con valori molto bassi, anche intorno a 1 metro al secondo o tra 5 e 11 metri al secondo entro il 4-5 Novembre, sotto i minimi storici osservati. Attualmente il Vortice si attesta intorno alla media stagionale, circa 21-22 metri al secondo, indebolito rispetto alla fase precedente.
- Sulla base di tutte le principali fonti, si concorda su una probabilità complessiva di SSW, con conseguente inversione dei venti nelle prossime 2 settimane, intorno al 31% (ensemble multi-model): più alta su ECMWF (circa 40%) e GEFS (circa 42%), più bassa su AIFS (circa 12%). È un segnale elevato ma non dominante: molti membri (che sono previsioni parallele) non arrivano all’inversione.
Il forcing proviene da un forte impulso di attività d’onda planetaria (soprattutto Wave 2) e da un heat flux in aumento, con picco previsto intorno al 29 Ottobre, che si propaga verso l’alto e disturba il Vortice. I modelli matematici divergono soprattutto dopo il 29 Ottobre, quindi le prossime emissioni saranno decisive per intercettare l’evento, anche se una certezza l’avremo tra poco meno di 10 giorni.
Un evento rarissimo e la prudenza di Judah Cohen
Un evento di questo tipo (Split più possibile Major SSW) a inizio Novembre è estremamente raro: i precedenti significativi risalgono a fine Novembre, come nel 1958 e nel 1968. Judah Cohen ha sottolineato che uno SSW così precoce è senza precedenti e che non ci si dovrebbe contare troppo. Lui, massimo esperto mondiale di eventi del Vortice Polare, è quindi cauto e soprattutto invita a non considerarlo probabile oltre i valori indicati dai modelli matematici.
The Weather Network e il ruolo del Super El Niño
The Weather Network (Canada) conferma il disturbo precoce, con modelli matematici (soprattutto europei) che indicano un indebolimento verso livelli storicamente deboli e una possibile inversione, ma sottolinea che nulla è ancora certo e che gli esiti non sono stabilizzati. In un contesto di Super El Niño, il Vortice potrebbe riprendersi e poi indebolirsi in modo più significativo a metà-fine inverno, come ho scritto prima. In sostanza questo evento è difficilmente realizzabile, ma va monitorato.
Impatti al suolo ancora molto incerti
Gli impatti al suolo sono ancora molto incerti e non si fanno previsioni meteo su dati di partenza così fragili; si può, come stiamo facendo, affrontare l’argomento con cautela.
Qualsiasi propagazione verso la Troposfera (e quindi effetti sui pattern di freddo) richiederebbe tempo e non si vedrebbe prima di metà Novembre. È troppo presto nella stagione per grandi quantitativi di aria artica e siberiana disponibile, anche se la Siberia entro due, tre settimane sarà un congelatore. L’evento resta comunque significativo come indicatore di un vortice vulnerabile.
In sintesi
Forte segnale di indebolimento record per il periodo e possibile Split a inizio Novembre secondo ECMWF e GFS, quest’ultimo ormai allineato, ma con una probabilità calcolata inferiore a quella del modello matematico europeo. Resta alta l’incertezza e serve la conferma delle prossime proiezioni dei modelli matematici.
Credit
- Canada’s polar vortex wild card is waking up much earlier than expected – The Weather Network
- Arctic Oscillation and Polar Vortex Blog – Judah Cohen, AER
- El Niño vs. the polar vortex: Canada’s winter wild card is waking up – The Weather Network
- Polar Vortex Blog – NOAA Climate.gov

