Siamo ancora immersi in un periodo caratterizzato da fenomeni temporaleschi di forte intensità. Le condizioni meteo sono peggiorate drasticamente dalla notte di mercoledì 9 e continueranno a essere piuttosto instabili sino a sabato, come vi abbiamo raccontato nell’analisi sui forti temporali dal 9 al 12 settembre. Ma al di là di fare una previsione meteo puntuale, la nostra domanda è la seguente. Ancora per quanto dobbiamo convivere con la possibilità di temporali violenti?
Non c’è una data precisa
Ovviamente non possiamo indicare un giorno esatto né una settimana definita. Il rischio resterà concreto almeno per tutta la prima parte dell’autunno, anche se con differenze importanti tra le varie aree d’Italia. Il Mediterraneo, infatti, ha raggiunto temperature eccezionalmente elevate: a luglio la temperatura superficiale media è stata di circa 27°C, tra i tre e i quattro gradi al di sopra della media tipica a seconda delle zone, creando una grande disponibilità di calore e umidità che può fare da miccia per l’arrivo di fenomeni temporaleschi molto forti allorquando arriva aria più fresca. È lo stesso meccanismo descritto nell’approfondimento nostro su mari bollenti e fenomeni meteo estremi, cui invitiamo a leggere. Cerchiamo di fare chiarezza e di dividere il nostro Paese nelle classiche tre aree geografiche.
Nord Italia
Se intendiamo il bacino padano, il rischio più elevato dovrebbe concentrarsi fino a fine settembre e, localmente, anche nella prima metà di ottobre. Alpi, Prealpi, Pianura Padana e fascia appenninica possono ancora favorire temporali organizzati, come è successo ad esempio nei primi giorni di ottobre 2023, quando ci furono numerosi temporali e diversi tornado proprio ad autunno già inoltrato. Ma quello, per fortuna, è l’eccezione. Merita un discorso a parte il Mar Ligure, che è molto caldo ed è sinonimo di violenti temporali quando ci sono le condizioni predisponenti, come delle correnti tese da sud-ovest. Non a caso i modelli hanno fiutato l’opzione di una vagonata di temporali proprio a partire da questa zona.
Centro Italia e versante tirrenico
La stagione temporalesca può protrarsi pure qui fino a settembre inoltrato e, soprattutto sulle coste e nelle zone interne vicine al mare, anche durante tutto ottobre. Il mare ancora caldo mantiene elevata l’energia disponibile, anche se in questo caso le condizioni meteo peggiori si presentano con una goccia fredda che rotea su se stessa sopra i nostri mari.
Sud Italia, Sicilia e Sardegna
Qui, c’è da dire, la possibilità di temporali intensi non ha affatto raggiunto l’apice, e quest’ultimo potrebbe collocarsi tra ottobre e dicembre, perché il Mediterraneo tocca temperature elevate proprio nella fase finale dell’estate e nella prima parte dell’autunno. Sulla Sicilia e sulla Sardegna il discorso è identico. Gli studi del CNR evidenziano che nel Mediterraneo meridionale le grandinate intense ed estreme raggiungono spesso i massimi nella stagione autunnale, sia perché in una tale fase arrivano maggiori perturbazioni, sia perché si accendono i massimi contrasti tra l’atmosfera e l’aria molto calda presente nei bassi strati. Un tema che i nostri esperti avevano già affrontato parlando dello scenario settembrino di temporali e grandine.
Che cosa ne possiamo dedurre
Questa distinzione è ovviamente piuttosto generica, perché molto dipende dalle effettive condizioni meteorologiche. Ci sono state annate con dei tornado violenti al sud nel mese di novembre e altre in cui al nord ha smesso di grandinare a fine agosto. Ma c’è un problema che non abbiamo trattato. Il Cambiamento Climatico fa sì che non sia corretto considerare questi fenomeni come esclusivamente estivi. Già non lo erano per le regioni meridionali diversi decenni fa, figuriamoci adesso, dato che gli eventi di precipitazione intensa sono in aumento e continueranno a rappresentare un rischio anche negli anni futuri, come segnalano le prime tendenze per l’autunno 2026 e la tendenza ECMWF per ottobre e novembre (vi invitiamo a leggere con attezione). Non sta aumentando la quantità di pioggia, ma stanno crescendo in maniera molto marcata i fenomeni meteo estremi, ed è lecito attendersi questo trend anche nei prossimi decenni.
Credit
- Mercator Ocean International – Ocean temperature bulletin, luglio 2026
- Copernicus Marine Service – Persistent ocean warmth and expanding marine heatwaves, first half of 2026
- ESA – Mediterranean Sea breaks June surface heat record
- HESS – Increasing daily precipitation extremes despite declining annual totals in southern Europe
- World Meteorological Organization – Extreme heat, cold, precipitation and fires mark the start of 2026