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Forti temporali dal 9 al 12 Settembre: le Regioni coinvolte e le tendenze meteo successive

Aspettiamoci un vero e proprio ribaltone meteo. Quattro giorni di intenso maltempo, anche se non in maniera diffusa né troppo continuativa. In linea

Aspettiamoci un vero e proprio ribaltone meteo. Quattro giorni di intenso maltempo, anche se non in maniera diffusa né troppo continuativa. In linea generale, la fase più delicata è prevista tra mercoledì 9 e venerdì 11, quando la perturbazione potrebbe provocare temporali violenti, nubifragi, grandinate e forti raffiche di vento, soprattutto al Nord, sulle regioni tirreniche e, successivamente, localmente pure al Sud. È lo scenario su cui i principali modelli stanno convergendo da giorni.

Perché rischiamo forte maltempo?

Una vasta saccatura di origine polare, in discesa dal Nord Atlantico, raggiungerà la Penisola cacciando via finalmente l’aria subtropicale, così opprimente e umida. Ma c’è un grosso problema: l’enorme quantità di calore accumulata dal Mediterraneo. Le temperature superficiali dei mari italiani risultano infatti fino a 4-6°C superiori alla media del periodo 1991-2020. Stiamo parlando di qualcosa di esagerato, perché un solo grado di anomalia rappresenta già un enorme serbatoio di energia in più rispetto alla norma. Figuriamoci anomalie di quella portata.

Un mare così caldo costituisce una condizione predisponente per lo sviluppo di fenomeni meteo estremi, come ricorda anche l’analisi sul rischio di grandinate intense. Ovviamente non possiamo dire che saranno diffusi, né tantomeno azzardare la localizzazione a distanza di qualche giorno, ma alla luce di tutto questo sussiste un concreto rischio. In generale possiamo parlare di nubifragi, locali alluvioni lampo, grandinate anche intense e violente raffiche di vento.

Mercoledì 9 e giovedì 10

Il primo cambiamento arriverà mercoledì 9 settembre, quando il fronte atlantico avrà già raggiunto il Nord Italia. Le condizioni meteo saranno in rapido peggioramento, con la possibilità di forti temporali, grandinate e raffiche di vento, in particolare su Lombardia, Triveneto e Liguria di levante. È la rottura definitiva dell’estate 2026 che attendevamo da settimane.

Successivamente il maltempo tenderà a spostarsi verso il Centro, coinvolgendo dapprima la Toscana e poi Umbria, Lazio e Marche. Al Sud, invece, i venti meridionali faranno favonio nelle aree adriatiche, mentre in quelle tirreniche saranno possibili alcuni temporali abbastanza localizzati, ma non per questo meno intensi.

Perché è difficile la collocazione

Vi mostriamo due cartine della distribuzione delle piogge, che però vanno prese con il beneficio d’inventario. Quando abbiamo un peggioramento di questo tipo, dopo una lunga fase di caldo e senza un vero e proprio minimo di bassa pressione al suolo, è possibile che i fenomeni siano molto rapidi ma anche violenti. Questo vuol dire che non pioverà tutto il giorno di mercoledì o di giovedì, ma anzi ci saranno ampie schiarite e l’arrivo di nubifragi nel giro di poco. Si nota come, in linea generale, non cambia la disposizione delle piogge per le varie Regioni, ma se vogliamo sapere quanto piove nel nostro Comune allora la situazione si complica.

Mappa delle piogge stimate dal modello ECMWF

Crollo delle temperature e fine della grande calura

Cambiamo discorso e passiamo al lato termico. Prepariamoci a un concreto e netto calo delle temperature. L’ingresso delle correnti settentrionali potrebbe far diminuire i valori anche di 6-10°C, dapprima al Nord e successivamente anche al Centro e al Sud. Dopo giorni di caldo intenso e da record, l’Italia tornerà così verso condizioni climatiche decisamente più vicine alla norma stagionale: è la fine del caldo anomalo che ci accompagna dall’inizio del mese.

Attenzione: non parliamo di freddo, sarà semplicemente un rientro nelle medie tipiche di riferimento, solo appena al di sotto qualora ci fossero temporali anche nel cuore del pomeriggio. Il vero freddo settembrino è ben altro, solo che ci parrà un crollo notevole perché veniamo da temperature esageratamente alte.

Successivamente, le tendenze meteo sia di GFS sia di ECMWF propendono per una nuova rimonta dell’alta pressione, ma molto meno robusta rispetto a quella vissuta nei primi giorni di settembre. Se all’inizio sembrava che si aprisse un periodo più dinamico, adesso le correnti umide appaiono più propense a portare piogge sui Balcani e a lasciare abbastanza all’asciutto il nostro Paese dopo il 14 settembre. Ma, come detto, nessun problema: le proiezioni sul resto della stagione confermano che le condizioni meteo climatiche di caldo estremo saranno un ricordo e, nonostante l’alta pressione, avremo temperature ovunque al di sotto dei 30°C.

Nuova rimonta altopressorea dal 14-15 settembre? Pare di sì, ma molto meno intensa di quella occorsa

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