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Ultimamente ci sarà capitato di leggere svariati approfondimenti riguardanti il tema El Niño. Sappiamo tutti quanto tale pattern climatico possa effettivamente rappresentare una variabile imprescindibile sull’andamento della stagione autunnale.

 

Non solo: potrebbe pesare enormemente anche sulle sorti meteo-climatiche del prossimo inverno. Nei vari approfondimenti apparsi anche all’interno del nostro sito, si è evidenziato come quest’anno El Niño stia raggiungendo valori record. Le temperature superficiali del Pacifico equatoriale hanno infatti toccato picchi mai registrati prima di oggi.

 

Difficile è pertanto ipotizzare realmente quali saranno le ripercussioni alle nostre latitudini. Dobbiamo infatti partire dal presupposto che tale pattern ha un impatto certamente maggiore sul continente americano. Qui da noi, invece, a regolare tutto è l’Oceano Atlantico, ovvero il principale termoregolatore europeo.

 

È bene evidenziarlo perché non è affatto scontato che gli effetti ipotizzati dai climatologi possano riversarsi con foga anche qui da noi. Molto probabilmente avremo importanti interazioni tra El Niño e le correnti oceaniche. Ciò però non significa che assisteremo a una stagione autunno-invernale dominata da temperature superiori alle medie stagionali.

 

Il rischio senz’altro c’è, ma d’altronde le anomalie termiche positive nel corso degli ultimi decenni sono state sempre più frequenti anche in assenza di un pattern climatico così impattante. Anzi, per certi versi c’è chi sostiene che proprio El Niño potrebbe determinare un andamento stagionale estremamente variabile. Ciò non esclude che nel corso dell’inverno possano crearsi le condizioni ideali per delle ondate di freddo particolarmente incisive.

 

Il motivo? El Niño potrebbe rappresentare una vera e propria spina nel fianco del vortice polare, vortice che in questo periodo comincia a strutturarsi sul Circolo Polare Artico e che ben presto innescherà le vere dinamiche autunnali.Tornando ai possibili effetti di El Niño, ecco quindi che il vortice polare potrebbe effettivamente andare incontro a dei disturbi importanti, al punto tale da non escludere quello che in gergo tecnico viene definito split.

 

Ovvio, oggi come oggi è prematuro parlarne. Tuttavia dobbiamo sottolineare che nel corso degli ultimi anni i tentativi di split sono stati numerosi. Al di là degli effetti sulle nostre regioni, a livello europeo non sono mancate situazioni invernali particolarmente cattive.

 

Prima però dovremo affrontare l’autunno e, in virtù delle ben note anomalie termiche superficiali del Mediterraneo, con ogni probabilità sarà una stagione particolarmente turbolenta.Non crediamo minimamente possa trattarsi di un autunno dominato dall’anticiclone africano. Al contrario, potrebbe rivelarsi una stagione autunnale fatta di picchi termici e improvvisi violenti peggioramenti.

 

In tal senso, le proiezioni stagionali supportano la tesi di un autunno piuttosto cattivo, ragion per cui sarà assolutamente fondamentale seguire con molta attenzione le varie proiezioni mensili e tutti gli aggiornamenti in merito. Dal canto nostro cercheremo di capire quali saranno gli effetti di El Niño, consapevoli del fatto che, prima di El Niño, vi saranno altri elementi da monitorare costantemente, onde evitare di farsi trovare impreparati a livello previsionale.

 

El Niño, dunque, rappresenta una variabile importante, ma non sarà l’unico elemento determinante per capire come evolveranno autunno e inverno alle nostre latitudini.

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